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Benvenuti nel Blog di Smallintrix

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lunedì 25 maggio 2020

Burt O.Z. Wilson - Meta Zero

Giorno 281 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio l'autore per avermi contattata e avermi inviato una copia in ebook del suo nuovo romanzo.


Titolo: Meta Zero
Autore: Burt O.Z. Wilson
Genere: Cyberpunk
Anno: 2020

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui


Trama:

Anno 2118. Dopo l’attacco nucleare di Giappone, Corea e Stati Uniti avvenuto nel 2026 ai danni della Cina, il mondo è da poco uscito da una crisi economica e di rallentamento tecnologico che persegue a fatica il mantenimento dell’ecologia globale. In un futuro credibile, allineato agli avvenimenti del passato seppure continuando ad evolversi, il romanzo racconta di Owal, un agente dei Servizi europei costretto a lavorare per l’Asse al fine di ritrovare la figlia scomparsa di un importante ricercatore giapponese di innesti cibernetici. Al centro di tutto il Meta Zero: il tentativo riuscito di trapiantare la coscienza umana, l’anima, all’interno di un corpo cibernetico. L’oggetto di una ricerca sfrenata, di interessi mondiali e di un uomo senza scrupoli.
Una continua domanda rivolta al futuro: la creazione umana potrà sostituirsi a quella di Dio? E nel suo presente, cosa può salvare un uomo dalla rovina se non qualcosa di simile all’amore?

Commento/Recensione personale:

In passato ho già avuto modo di avvicinarmi a questo autore grazie alla sua prima pubblicazione di cui trovate la mia recensione cliccando QUI.
Questo nuovo titolo l'ho trovato a dir poco geniale poiché ha mescolato tre generi: la narrativa tradizionale, lo stile manga e il cyberpunk.
Conoscevo questa corrente letteraria e artistica (appunto il cyberpunk) già da molti anni, dopo che mio fratello mi portò ad avvicinarmi ad essa tramite videogiochi e film.
Chi non è avvezzo a questo genere non disperi: Burt infatti vi dedica un intero approfondimento nella parte iniziale dello spin-off intitolato "Tokyo Neural Groove".
Come già anticipato, si tratta di un titolo particolare: la parte predominante è quella della narrazione, ma ogni capitolo si conclude con disegni e vignette in pieno stile manga. Ciò influisce anche nella lettura poiché, grazie a questo sistema, esso risulta più scorrevole e accattivante.
La trama in sé, non è del tutto originale, ma l'autore riesce a non sfociare nel banale, inserendo diversi colpi di scena, la componente romance e, seppur ha inserito delle scene esplicite di sesso, non sfociano mai nel volgare e, soprattutto, non sono buttate lì a casaccio. Magari alcune espressioni le avrei evitate, ma questo è un mio gusto personale.
Non mancano l'azione, i colpi di scena, l'amore, lo stupore e il finale che chiaramente ci porta a pensare e sperare in un seguito.
Ho apprezzato anche la componente fantascientifica che non è predominante, ma va a completare il quadro narrativo.
Un'altra cosa interessante è la costante ricerca del "Meta" e la sua spiegazione, che ovviamente non vi dirò per non rovinarvi la sorpresa.
I personaggi sono resi simili a tutti noi: ragazzi comuni e non i soliti eroi che rimangono nella nostra immaginazione.
In conclusione, mi sento di consigliarvelo e di confermare che Burt non mi delude mai e le mie aspettative, nei confronti delle sue storie, crescono sempre di più.
Non tralasciate la lettura dello spin-off perché va a chiarire diversi punti della trama principale. Potete leggerlo sia prima che dopo, io personalmente ho preferito leggerlo prima.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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giovedì 21 maggio 2020

Giovanni Ardemagni - Un momento fa, forse

Giorno 280 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio Luca Terlizzi per avermi contattata, aver insistito affinché leggessi questo titolo e per avermi inviato una copia in ebook.


Titolo: Un momento fa, forse
Autore: Giovanni Ardemagni
Casa editrice: Pegasus Edition
Genere: Narrativa
Anno: 2019

Link d'acquisto tramite Amazon:

Copertina flessibile:  Clicca qui


Trama:

In una Zurigo frenetica, il tempo si ferma, un momento fa, forse. Due amici, Marcel e "G" Vengono licenziato dalla loro azienda. Essere licenziati a 50 anni non dovrebbe essere una condanna ma un'opportunità di proseguire il proprio cammino verso una realizzazione personale in crescendo, invece, il romanzo di Giovanni Ardemagni ci rimanda in modo implacabile alla fragilità di una società mediatizzata, convulsa e sterile di soluzioni appropriate alla grandezza dell'uomo, lasciando i due protagonisti al loro libero arbitrio.

Commento/Recensione personale:

Ho da poco portato a termine la lettura di questo romanzo e devo dire che mi ha davvero sorpresa.
Non è facile scrivere di un argomento così delicato come la perdita del lavoro e il nostro autore lo fa usando un linguaggio semplice, chiaro, scorrevole e coinvolgente. Ciò permette di non far risultare pesante la narrazione.
In alcuni tratti vedremo anche come l'ironia, usata da Giovanni Ardemagni, andrà a spezzare e a dare un respiro di sollievo alla lettura che altrimenti risulterebbe molto cupa.
Mi è piaciuta anche la caratterizzazione dei personaggi, in particolar modo dei loro sentimenti e degli stati d'animo che provano in determinati momenti.
I protagonisti della narrazione si ritrovano improvvisamente senza lavoro e saranno costretti a scontrarsi con la società che si rivela terribilmente spietata.
Oltre alla perdita del lavoro che è il tema principale e funge da filo conduttore per la storia, si intrecciano diverse vicende, sia d'amicizia che d'amore. Ho apprezzato un po' meno la componente "romance" a causa di scene troppo esplicite, ma il messaggio trasmesso dall'autore non ne viene comunque intaccato.
Certi argomenti è giusto che vengano trattati affinché si conosca una realtà fortemente presente ai giorni nostri, ma sulla quale si tende a tacere.


Grazie per aver letto anche questa recensione.
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giovedì 14 maggio 2020

Debhora Casalloni - L'India si è presa cura di me

Giorno 279 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio l'autrice per avermi contattata e avermi omaggiata con una copia del romanzo.


Titolo: L'India si è presa cura di me
Autrice: Debhora Caselloni
Casa editrice: Bookabook
Genere: Autobiografico
Anno: 2018

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Nel 2016 Debhora ha 26 anni e ha già raggiunto tutti gli obiettivi personali e professionali che si era posta. Ma rimane la sensazione che qualcosa non vada, come se tutto quello che ha fatto finora dipendesse dalle aspettative degli altri e non dalla sua volontà. Decide quindi di partire per l'India alla scoperta di se stessa. Per cinque mesi ha modo non solo di vivere tutte le difficoltà che un viaggio del genere comporta, ma anche la vita quotidiana del Paese in cui si trova. Attraverso le sue esperienze, riportate in questo diario, Debhora ha modo di riflettere sulla sua vita e capire finalmente i suoi errori.

Commento/Recensione personale:

Si tratta di una sorta di diario, poichè ci narra di un viaggio spirituale intrapreso dall'autrice, alla ricerca del proprio essere e della propria spiritualità.
Nel 2016 decide di lasciare tutto: la propria famiglia, la carriera e i traguardi raggiunti per partire in India.
Questo paese l'accoglie a braccia aperte e qui, riscopre una umanità che purtroppo in Italia, vuoi per lo sviluppo economico, vuoi per la quotidianità lavorativa si è persa.
Viene accolta da diverse famiglie e con ognuna di loro instaura rapporti veri e sinceri, basati sulla purezza dell'animo.
Ciò che mi è piaciuto particolarmente è stata la capacità dell'autrice nel farci vivere quei momenti, farci immaginare nella nostra mente quei luoghi.
Chiaramente, trattandosi di luoghi poveri, il viaggio non è stato per nulla semplice. Spesso si è ammalata bevendo acqua sporca, mangiava cibo totalmente diverso da quello al quale era abituata. Tutto ciò, però, le fa scoprire una parte di sé a lei sconosciuta. Guidata dalla propria fede e dalla volontà di continuare il proprio viaggio, non si fa abbattere dagli ostacoli che incontra durante il cammino, anzi, riesce a trovare un senso a tutto ciò che le capita. L'entusiasmo, la gioia e la fede che sono i tre elementi che la guideranno in ogni tappa e in ogni istante vissuto, traspaiono con semplicità nelle sue parole scritte.
Bella l'idea anche di inserire delle foto, per poter guardare i suoi sorrisi accompagnati da quelli della gente del luogo.
E' una lettura che ho "divorato" poichè lo stile di scrittura è molto coinvolgente e semplice, riuscendo nell'intento di far immedesimare il lettore nella propria persona e vivere le stesse emozioni e sensazioni che l'autrice ha vissuto.
Lo consiglio perchè è una di quelle letture che vi resta dentro e vi porta a riflettere su molti aspetti della vita.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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martedì 5 maggio 2020

Serie tv: Skam Italia

Giorno 278 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione.


Titolo: Skam Italia
Stagioni: 1-2-3- In corso
Distribuzione: TimVision e Netflix
Anno: 2018


Trama:

La webserie tratta le vicende di alcuni adolescenti in un liceo di Roma. Skam Italia è un remake di Skam, una webserie della Norvegia che parla della vita dei ragazzi che frequentano un liceo a Oslo. Ogni stagione si concentra su un protagonista.

Commento/Recensione personale:

Si tratta del remake di "Skam" serie famosissima in Norvegia.
Ero piena di pregiudizi su questa serie: non amo particolarmente la recitazione degli attori italiani, tranne alcune eccezioni.
Su questa serie tv mi sono dovuta assolutamente ricredere: non solo gli attori sono all'altezza dei ruoli ai quali sono stati assegnati, ma la vicenda ti coinvolge puntata dopo puntata senza mai annoiarti.
Non mi intendo dell'aspetto tecnico di una serie o un film, ma in questo caso devo dire che la fotografia è magistrale, quasi poetica. I colori sono ben distribuiti e mescolati creando delle scene chiaro/scuro a dir poco sensazionali.
Sono tre stagioni composte da 11 episodi della durata massima di 30 minuti quindi scorrono velocemente soprattutto perchè ogni puntata finisce con un colpo di scena o un messaggio importante che ti spinge a iniziare subito la stagione successiva.
Un'altra cosa che ho apprezzato è la profondità di alcuni dialoghi, spiegati in modo semplice, ma che sicuramente fanno riflettere e sensibilizzano lo spettatore di fronte a certi temi: l'omosessualità, le differenze culturali, l'amore adolescenziale, il non fermarsi alla prima impressione e scavare in fondo nella personalità di qualcuno per capire certi comportamenti.
La serie non è perfetta, riconosco che alcune cose potevano essere approfondite meglio, come ad esempio dei risvolti di trama che vengono presentati nella stagione successiva senza spiegare come si arriva a questi. E' inevitabile dire che come riesce a catturarti "Skam Italia" in poche riescono.
Teniamo presente anche il target a cui è rivolta, un pubblico adolescenziale, ma ciononostante non risulta mai diseducativo, anzi mette in risalto alcune bravate caratteristiche di quell'età che sono estremamente nocive sottolineando le conseguenze di quelle azioni: ad esempio l'abuso di alcol.
Non è facile descrivervi tutte le mie emozioni e sensazioni, ma posso dirvi di aver divorato tre stagioni in due giorni e non mi succedeva da tanti anni, nonostante io veda ogni giorno serie tv.
Non ho intenzione di guardare né la serie originale norvegese, né gli altri remake perchè la storia si somiglia pur presentando qualche piccola differenza e perchè a mio parere, e leggendo qualche commento in giro, quella italiana è la migliore tra tutte e non stento a crederlo.
Aspetto la quarta stagione con impazienza che verrà distribuita da Netflix e Tim Vision il 15 maggio.
Se posso darvi un consiglio è: guardatela, guardatela, guardatela!

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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