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Benvenuti nel Blog di Smallintrix

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lunedì 25 maggio 2020

Burt O.Z. Wilson - Meta Zero

Giorno 281 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio l'autore per avermi contattata e avermi inviato una copia in ebook del suo nuovo romanzo.


Titolo: Meta Zero
Autore: Burt O.Z. Wilson
Genere: Cyberpunk
Anno: 2020

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui


Trama:

Anno 2118. Dopo l’attacco nucleare di Giappone, Corea e Stati Uniti avvenuto nel 2026 ai danni della Cina, il mondo è da poco uscito da una crisi economica e di rallentamento tecnologico che persegue a fatica il mantenimento dell’ecologia globale. In un futuro credibile, allineato agli avvenimenti del passato seppure continuando ad evolversi, il romanzo racconta di Owal, un agente dei Servizi europei costretto a lavorare per l’Asse al fine di ritrovare la figlia scomparsa di un importante ricercatore giapponese di innesti cibernetici. Al centro di tutto il Meta Zero: il tentativo riuscito di trapiantare la coscienza umana, l’anima, all’interno di un corpo cibernetico. L’oggetto di una ricerca sfrenata, di interessi mondiali e di un uomo senza scrupoli.
Una continua domanda rivolta al futuro: la creazione umana potrà sostituirsi a quella di Dio? E nel suo presente, cosa può salvare un uomo dalla rovina se non qualcosa di simile all’amore?

Commento/Recensione personale:

In passato ho già avuto modo di avvicinarmi a questo autore grazie alla sua prima pubblicazione di cui trovate la mia recensione cliccando QUI.
Questo nuovo titolo l'ho trovato a dir poco geniale poiché ha mescolato tre generi: la narrativa tradizionale, lo stile manga e il cyberpunk.
Conoscevo questa corrente letteraria e artistica (appunto il cyberpunk) già da molti anni, dopo che mio fratello mi portò ad avvicinarmi ad essa tramite videogiochi e film.
Chi non è avvezzo a questo genere non disperi: Burt infatti vi dedica un intero approfondimento nella parte iniziale dello spin-off intitolato "Tokyo Neural Groove".
Come già anticipato, si tratta di un titolo particolare: la parte predominante è quella della narrazione, ma ogni capitolo si conclude con disegni e vignette in pieno stile manga. Ciò influisce anche nella lettura poiché, grazie a questo sistema, esso risulta più scorrevole e accattivante.
La trama in sé, non è del tutto originale, ma l'autore riesce a non sfociare nel banale, inserendo diversi colpi di scena, la componente romance e, seppur ha inserito delle scene esplicite di sesso, non sfociano mai nel volgare e, soprattutto, non sono buttate lì a casaccio. Magari alcune espressioni le avrei evitate, ma questo è un mio gusto personale.
Non mancano l'azione, i colpi di scena, l'amore, lo stupore e il finale che chiaramente ci porta a pensare e sperare in un seguito.
Ho apprezzato anche la componente fantascientifica che non è predominante, ma va a completare il quadro narrativo.
Un'altra cosa interessante è la costante ricerca del "Meta" e la sua spiegazione, che ovviamente non vi dirò per non rovinarvi la sorpresa.
I personaggi sono resi simili a tutti noi: ragazzi comuni e non i soliti eroi che rimangono nella nostra immaginazione.
In conclusione, mi sento di consigliarvelo e di confermare che Burt non mi delude mai e le mie aspettative, nei confronti delle sue storie, crescono sempre di più.
Non tralasciate la lettura dello spin-off perché va a chiarire diversi punti della trama principale. Potete leggerlo sia prima che dopo, io personalmente ho preferito leggerlo prima.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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giovedì 21 maggio 2020

Giovanni Ardemagni - Un momento fa, forse

Giorno 280 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio Luca Terlizzi per avermi contattata, aver insistito affinché leggessi questo titolo e per avermi inviato una copia in ebook.


Titolo: Un momento fa, forse
Autore: Giovanni Ardemagni
Casa editrice: Pegasus Edition
Genere: Narrativa
Anno: 2019

Link d'acquisto tramite Amazon:

Copertina flessibile:  Clicca qui


Trama:

In una Zurigo frenetica, il tempo si ferma, un momento fa, forse. Due amici, Marcel e "G" Vengono licenziato dalla loro azienda. Essere licenziati a 50 anni non dovrebbe essere una condanna ma un'opportunità di proseguire il proprio cammino verso una realizzazione personale in crescendo, invece, il romanzo di Giovanni Ardemagni ci rimanda in modo implacabile alla fragilità di una società mediatizzata, convulsa e sterile di soluzioni appropriate alla grandezza dell'uomo, lasciando i due protagonisti al loro libero arbitrio.

Commento/Recensione personale:

Ho da poco portato a termine la lettura di questo romanzo e devo dire che mi ha davvero sorpresa.
Non è facile scrivere di un argomento così delicato come la perdita del lavoro e il nostro autore lo fa usando un linguaggio semplice, chiaro, scorrevole e coinvolgente. Ciò permette di non far risultare pesante la narrazione.
In alcuni tratti vedremo anche come l'ironia, usata da Giovanni Ardemagni, andrà a spezzare e a dare un respiro di sollievo alla lettura che altrimenti risulterebbe molto cupa.
Mi è piaciuta anche la caratterizzazione dei personaggi, in particolar modo dei loro sentimenti e degli stati d'animo che provano in determinati momenti.
I protagonisti della narrazione si ritrovano improvvisamente senza lavoro e saranno costretti a scontrarsi con la società che si rivela terribilmente spietata.
Oltre alla perdita del lavoro che è il tema principale e funge da filo conduttore per la storia, si intrecciano diverse vicende, sia d'amicizia che d'amore. Ho apprezzato un po' meno la componente "romance" a causa di scene troppo esplicite, ma il messaggio trasmesso dall'autore non ne viene comunque intaccato.
Certi argomenti è giusto che vengano trattati affinché si conosca una realtà fortemente presente ai giorni nostri, ma sulla quale si tende a tacere.


Grazie per aver letto anche questa recensione.
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giovedì 14 maggio 2020

Debhora Casalloni - L'India si è presa cura di me

Giorno 279 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio l'autrice per avermi contattata e avermi omaggiata con una copia del romanzo.


Titolo: L'India si è presa cura di me
Autrice: Debhora Caselloni
Casa editrice: Bookabook
Genere: Autobiografico
Anno: 2018

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Nel 2016 Debhora ha 26 anni e ha già raggiunto tutti gli obiettivi personali e professionali che si era posta. Ma rimane la sensazione che qualcosa non vada, come se tutto quello che ha fatto finora dipendesse dalle aspettative degli altri e non dalla sua volontà. Decide quindi di partire per l'India alla scoperta di se stessa. Per cinque mesi ha modo non solo di vivere tutte le difficoltà che un viaggio del genere comporta, ma anche la vita quotidiana del Paese in cui si trova. Attraverso le sue esperienze, riportate in questo diario, Debhora ha modo di riflettere sulla sua vita e capire finalmente i suoi errori.

Commento/Recensione personale:

Si tratta di una sorta di diario, poichè ci narra di un viaggio spirituale intrapreso dall'autrice, alla ricerca del proprio essere e della propria spiritualità.
Nel 2016 decide di lasciare tutto: la propria famiglia, la carriera e i traguardi raggiunti per partire in India.
Questo paese l'accoglie a braccia aperte e qui, riscopre una umanità che purtroppo in Italia, vuoi per lo sviluppo economico, vuoi per la quotidianità lavorativa si è persa.
Viene accolta da diverse famiglie e con ognuna di loro instaura rapporti veri e sinceri, basati sulla purezza dell'animo.
Ciò che mi è piaciuto particolarmente è stata la capacità dell'autrice nel farci vivere quei momenti, farci immaginare nella nostra mente quei luoghi.
Chiaramente, trattandosi di luoghi poveri, il viaggio non è stato per nulla semplice. Spesso si è ammalata bevendo acqua sporca, mangiava cibo totalmente diverso da quello al quale era abituata. Tutto ciò, però, le fa scoprire una parte di sé a lei sconosciuta. Guidata dalla propria fede e dalla volontà di continuare il proprio viaggio, non si fa abbattere dagli ostacoli che incontra durante il cammino, anzi, riesce a trovare un senso a tutto ciò che le capita. L'entusiasmo, la gioia e la fede che sono i tre elementi che la guideranno in ogni tappa e in ogni istante vissuto, traspaiono con semplicità nelle sue parole scritte.
Bella l'idea anche di inserire delle foto, per poter guardare i suoi sorrisi accompagnati da quelli della gente del luogo.
E' una lettura che ho "divorato" poichè lo stile di scrittura è molto coinvolgente e semplice, riuscendo nell'intento di far immedesimare il lettore nella propria persona e vivere le stesse emozioni e sensazioni che l'autrice ha vissuto.
Lo consiglio perchè è una di quelle letture che vi resta dentro e vi porta a riflettere su molti aspetti della vita.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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martedì 5 maggio 2020

Serie tv: Skam Italia

Giorno 278 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione.


Titolo: Skam Italia
Stagioni: 1-2-3- In corso
Distribuzione: TimVision e Netflix
Anno: 2018


Trama:

La webserie tratta le vicende di alcuni adolescenti in un liceo di Roma. Skam Italia è un remake di Skam, una webserie della Norvegia che parla della vita dei ragazzi che frequentano un liceo a Oslo. Ogni stagione si concentra su un protagonista.

Commento/Recensione personale:

Si tratta del remake di "Skam" serie famosissima in Norvegia.
Ero piena di pregiudizi su questa serie: non amo particolarmente la recitazione degli attori italiani, tranne alcune eccezioni.
Su questa serie tv mi sono dovuta assolutamente ricredere: non solo gli attori sono all'altezza dei ruoli ai quali sono stati assegnati, ma la vicenda ti coinvolge puntata dopo puntata senza mai annoiarti.
Non mi intendo dell'aspetto tecnico di una serie o un film, ma in questo caso devo dire che la fotografia è magistrale, quasi poetica. I colori sono ben distribuiti e mescolati creando delle scene chiaro/scuro a dir poco sensazionali.
Sono tre stagioni composte da 11 episodi della durata massima di 30 minuti quindi scorrono velocemente soprattutto perchè ogni puntata finisce con un colpo di scena o un messaggio importante che ti spinge a iniziare subito la stagione successiva.
Un'altra cosa che ho apprezzato è la profondità di alcuni dialoghi, spiegati in modo semplice, ma che sicuramente fanno riflettere e sensibilizzano lo spettatore di fronte a certi temi: l'omosessualità, le differenze culturali, l'amore adolescenziale, il non fermarsi alla prima impressione e scavare in fondo nella personalità di qualcuno per capire certi comportamenti.
La serie non è perfetta, riconosco che alcune cose potevano essere approfondite meglio, come ad esempio dei risvolti di trama che vengono presentati nella stagione successiva senza spiegare come si arriva a questi. E' inevitabile dire che come riesce a catturarti "Skam Italia" in poche riescono.
Teniamo presente anche il target a cui è rivolta, un pubblico adolescenziale, ma ciononostante non risulta mai diseducativo, anzi mette in risalto alcune bravate caratteristiche di quell'età che sono estremamente nocive sottolineando le conseguenze di quelle azioni: ad esempio l'abuso di alcol.
Non è facile descrivervi tutte le mie emozioni e sensazioni, ma posso dirvi di aver divorato tre stagioni in due giorni e non mi succedeva da tanti anni, nonostante io veda ogni giorno serie tv.
Non ho intenzione di guardare né la serie originale norvegese, né gli altri remake perchè la storia si somiglia pur presentando qualche piccola differenza e perchè a mio parere, e leggendo qualche commento in giro, quella italiana è la migliore tra tutte e non stento a crederlo.
Aspetto la quarta stagione con impazienza che verrà distribuita da Netflix e Tim Vision il 15 maggio.
Se posso darvi un consiglio è: guardatela, guardatela, guardatela!

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martedì 14 aprile 2020

Brenda Novak - Alaska

Giorno 277 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione.


Titolo: Alaska
Autrice: Brenda Novak
Casa editrice: Giunti
Genere: Thriller
Anno: 2017

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Kindle: Clicca qui

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Stanno accadendo strane cose nel piccolo villaggio di Hilltop, remota località dell'Alaska dove l'inverno è così gelido da ottenebrare le coscienze. Da quando, tre mesi prima, è stata aperta Hanover House, una clinica psichiatrica di massima sicurezza che ospita con finalità scientifiche i più feroci serial killer d'America, nessuno dorme più sonni tranquilli e a nulla servono le rassicurazioni di Evelyn Talbot, la psichiatra trentenne e determinata che dirige l'istituto insieme al collega Fitzpatrick. Soprattutto quando nella neve avviene un macabro ritrovamento: i resti di una donna, orrendamente martoriata. Per il giovane sergente Amarok è la conferma di ciò che ha sempre temuto: portare un branco di efferati assassini a pochi metri dalle loro case e dalle loro famiglie è stata una decisione estremamente pericolosa. Ma la sua fermezza si scontra con il fascino fragile e misterioso di Evelyn, il cui passato nasconde il più nero e atroce degli incubi. E mentre una violenta tormenta di neve si abbatte sul paese rendendo impossibili i collegamenti e le comunicazioni, la psichiatra ha più di un motivo per pensare che quel primo omicidio sia un messaggio destinato proprio a lei e che l'ombra del passato la stia per raggiungere ancora una volta.

Commento/Recensione personale:

Si tratta del primo romanzo che compone una trilogia di genere thriller e che segue le vicende della protagonista Evelyn Talbot.
Mi ha catturato sin dall'incipit che ci descrive una scena a dir poco ansiogena dove Evelyn, all'età di 17 anni, viene rapita e rinchiusa dal proprio fidanzato. Fortunatamente riesce a fuggire (non è spoiler perchè avviene proprio nelle prime pagine), ma questo episodio le cambierà la vita e la segnerà dentro tanto da fondare "Hanover House" in Alaska, una clinica psichiatrica di massima sicurezza che ospita i più spietati killer e dove la nostra protagonista cerca di studiare le menti di questi pericolosi soggetti per capire cosa si cela dietro i loro feroci gesti.
Nonostante lei sia convinta di essersi lasciata alle spalle il proprio passato, tanto da trasferirsi lontano dal luogo della sua adolescenza, succede un fatto che mette in discussione la sua sicurezza e le riporta in mente scene che rievocano in lei il suo passato: qualcuno fugge dalla clinica e inizia un'indagine che sembra non trovare nessuna svolta. Gran parte del romanzo quindi si svolge sul risolvere questo mistero e sul capire chi c'è dietro.
Il romanzo si conclude con un colpo di scena che, seppur possa apparire scontato, riesce a lasciarti col fiato sospeso, grazie anche allo stile di scrittura semplice e coinvolgente.
Nonostante mi sia piaciuto e sia propensa a continuare a leggere gli altri due romanzi, c'è una cosa che mi ha fatto storcere il naso: avrei eliminato la storia d'amore che si viene a creare e che spesso sfocia, a mio parere, nella volgarità. Non amo le scene troppo esplicite descritte con un linguaggio scurrile.
Mi sento di consigliarlo perchè la trama è coinvolgente e riesce a tenere il lettore incollato alle pagine.

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martedì 31 marzo 2020

Pam Smy - Thornhill

Giorno 276 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la casa editrice "Uovonero" per avermi inviato una copia in ebook di questo titolo.


Titolo: Thornhill
Autrice: Pam Smy
Casa editrice: Uovonero
Genere: Dark
Anno: 2017

Link d'acquisto tramite Amazon:

Copertina rigida: Clicca qui


Trama:

Mary vive negli anni Ottanta a Thornhill, un orfanotrofio femminile vicino alla chiusura. Ella è una ragazza che nel 2017 si trasferisce col padre accanto al tetro edificio, ormai abbandonato da tempo. In un dichiarato omaggio a Brian Selznick e alle atmosfere di Il giardino segreto, le storie delle due ragazze, narrate l'una col testo del suo diario, l'altra con evocative illustrazioni in bianco e nero, si avvicinano fino a toccarsi nel coinvolgente finale.

Commento/Recensione personale:

Ci troviamo di fronte ad un testo a dir poco suggestivo. Ammetto che non è stato facile portarne a termine la lettura, nonostante la mole non sia eccessiva e il testo venga alleggerito da illustrazioni dai toni molto dark che richiamano lo stile di Neil Gaiman.
La narrazione viene presentata sotto forma di diario e questo ci permette di entrare maggiormente in empatia con le due protagoniste.
Non saprei neanche da dove cominciare per descrivere le sensazioni che ho provato e l'angoscia che mi ha suscitato, ma ci provo con poche parole.
I temi che vengono affrontati sono: l'abbandono, il bullismo, la violenza fisica e psicologica, il voler rifugiarsi in una realtà fantastica per sfuggire a quella reale, il mutismo e molti altri. Da questi elementi citati potrete capire che rimanere indifferenti davanti a certe cose è impossibile.
Le parti più toccanti sono quelle dove una delle due protagoniste non riesce a parlare, a causa dei traumi subiti, ma in realtà vorrebbe urlare a tutti il proprio dolore e noi ne veniamo a conoscenza perchè leggiamo questi passaggi come se si trattasse del suo diario personale dove la penna si sostituisce alla voce.
La protagonista si trasferisce insieme al padre accanto ad un orfanotrofio femminile, ormai abbandonato da tempo, e intenta a conoscere la storia di questo edificio e di chi viveva lì dentro, scopre degli indizi che la condurranno a Mary, una ragazza vissuta all'interno di quella struttura negli anni ottanta.
Il finale mi ha spezzato il cuore, mi ha lacerata e mi ha sconvolta, tanto da pensarci per tutto il tempo anche nei giorni a seguire.
Un'altra cosa che ho apprezzato sono i continui richiami al romanzo classico intitolato "Il giardino segreto" che ha destato in me molta curiosità, che ho letto di recente ed ho amato con tutto il cuore .
In conclusione posso dire che è una lettura sensazionale, ma non adatta a tutti: se siete di umore fragile e vi impressionate facilmente, lasciate perdere e dedicatevi a qualcosa di più leggero.
Nonostante sia uscita provata da questa lettura, sono felice di averla affrontata e più in là penso proprio di farlo di nuovo.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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domenica 29 marzo 2020

Segnalazione: Rosaria M. Notarsanto - Maitihia

Giorno 275 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, oggi vi segnalo una nuova uscita davvero interessante. Fatemi sapere cosa ne pensate, se vi ha incuriositi e se avete intenzione di leggerlo.


Titolo: Maitihia
Autrice: Rosaria M. Notarsanto
Genere: Fantasy
Anno: 2020

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui



Trama:

Dal legno della prima quercia, nata nel Vecchio Continente, il dio Hanaha intagliò il Kantenara: un amuleto nel quale racchiuse il mana di suo fratello Kyarr per impedirgli di distruggere il suo creato. Ma, in un lontano giorno del quale non si ha più memoria, il Kantenara venne rubato dalle mani del suo custode. Iniziò, così, la storia dei Maitihia, prescelti dal dio Hanaha, che vennero al mondo per combattere la maleficenza di Kyarr. Il perfido dio, per contattarli, aveva disseminato sul loro cammino insidie e tranelli; portando gli stessi uomini a dar la caccia ai loro stessi salvatori, perseguendo futili illusioni. Benvenuti nel mondo dei Maitihia, un romanzo unico nel suo genere, che narra di un lungo viaggio tra due grandi continenti, scenari di guerra tra il bene e il male, tra uomini e creature magiche. Dove Maitihia e Kasiti, uomini capaci di governare i quattro elementi e esseri mutaforma, lottano spalla a spalla per impedire alle Ombre del deserto e al dio Kyarr di distruggere l'intero creato. Che il viaggio abbia inizio.

Nota dell'autrice:

Mi sono ispirata alla lingua Taitiana per i nomi dei personaggi e il loro parlato antico, quello usato per i rituali ecc. ma non per questo bisogna pensare a un clima esotico nel libro. Per la storia ho studiato i miti e leggende nordiche, combinando le due cose. Il risultato mi è molto piaciuto e spero piaccia anche a voi. Forse leggendo il primo capitolo si può restare un po’ spiazzati, perché vi sono molti termini diversi dall’italiano, ma sono inseriti in un contesto di facile intuizione proprio per dare al lettore la sua chiave di comprensione. Quindi già dal secondo capitolo si entra nel mondo di Maitihia cogliendone tutte le sfumature. Ho dovuto crearmi un mini dizionario per scrivere il romanzo e… mi sono molto divertita a creare questo mondo fantastico. Il libro è autoconclusivo, ma non è detto che non possa esserci, in futuro una nuova storia ispirata alla figura dei Maitihia. 

Grazie per la vostra attenzione.
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martedì 24 marzo 2020

Chen Qiufan - Marea tossica

Giorno 274 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la Mondadori Oscar Vault per avermi contattata e avermi inviato una copia in ebook di questo romanzo.


Titolo: Marea tossica
Autore: Chen Qiufan
Casa editrice: Mondadori
Genere: Distopico
Anno: 2020

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

La giovane Mimi vive letteralmente sommersa dall'immondizia del mondo: è una delle "ragazze dei rifiuti" che lavora tra gli imponenti cumuli di spazzatura elettronica di Silicon Isle, dove i frutti marci del capitalismo e della civiltà del consumo giungono alla loro rapida fine. La sua casa è l'immensa discarica che occupa l'isola, al largo della costa cinese meridionale. Come migliaia di altri migranti, è stata attirata lì dalla promessa di un lavoro sicuro e soprattutto di una vita migliore. La realtà però è ben diversa: Silicon Isle è un luogo tossico per il corpo e l'anima, dove l'aria, l'acqua e la terra sono irrimediabilmente inquinate, i lavoratori sottoposti all'arbitrio dei potenti mentre gang di malviventi lottano per il controllo del territorio, ecoterroristi minacciano attentati e capitalisti senza particolari scrupoli sono disposti a tutto in nome del profitto. E c'è anche qualcuno che tra i veleni di Silicon Isle cerca le proprie radici. Ora la tempesta perfetta si sta preparando, le forze in campo sono troppo violente, troppo determinate a imporsi, e presto scoppia il conflitto: una guerra tra ricchi e poveri, tra passato e futuro. E quando la situazione esplode, Mimi deve decidere se rimanere una pedina o cambiare le regole del gioco.

Commento/Recensione personale:

Definire questo romanzo non è semplice poichè, secondo me, mescola due generi, ovvero: distopico e thriller.
Ciò che ho apprezzato maggiormente sono i temi che vengono trattati perchè, pur trattandosi di un'opera di fantasia, si può considerare più attuale che mai.
In un futuro dove il pianeta è sommerso dalla spazzatura, dove i cambi climatici hanno modificato radicalmente lo stile di vita degli esseri umani e dove le stagioni hanno fortemente risentito di questi cambiamenti, spicca la giovane Mimi, intenta a recuperare il recuperabile e salvare dalla distruzione il pianeta in cui vive.
Il mondo descritto dall'autore e le ambientazioni risultano talmente realistiche da poter percepire il disagio e i problemi del presente: grazie allo stile di scrittura semplice, ma chiaro si riesce quasi a sentire il "tanfo" emanato dall'immondizia che fa da sfondo alla narrazione, l'aria mefitica che trasforma la lettura in qualcosa di pesante che però fa riflettere.
Troviamo anche due schieramenti: i conservatori e i rivoluzionari che entrano continuamente in contrasto cercando di far prevalere il proprio punto di vista.
Ho apprezzato i personaggi, in particolar modo la protagonista che ho trovato molto decisa, combattiva e determinata. 
Inoltre sono presenti alcuni colpi di scena che non guastano e rendono la trama meno statica.
Devo ammettere che ho preferito la parte iniziale e finale del romanzo poichè la narrazione è più interessante rispetto alla parte centrale, ma la lettura scorre senza problemi, grazie anche alla capacità dell'autore di sensibilizzare i lettori, tramite la scrittura tutt'altro che complicata, su certi argomenti.
Essendo un romanzo, il tutto viene portato all'estremo, ma è anche vero che se continuiamo così, questa realtà fantastica che ci sembra molto lontana, quasi irraggiungibile, potrebbe trasformarsi in una dura realtà.
Molti sorvolano su questi argomenti, ritenendoli poco interessanti, ed è proprio per questo che titoli come questi devono esser letti affinchè ognuno di noi si possa svegliare e possa contribuire a non peggiorare la vita di ogni essere vivente del nostro pianeta.
Mi dispiace che questo romanzo sia passato un po' in sordina perchè secondo me merita l'attenzione di tutti e sono convinta che possa scuotere il lettore. 
Non è sicuramente un titolo da prendere alla leggera, anzi tutt'altro, merita di esser letto con attenzione, soprattutto per non evitare che sfuggono alcuni dettagli fondamentali al fine della narrazione.
Inutile dirvi che è assolutamente una lettura consigliata e spero che possiate seguire il mio suggerimento.
Concludo riportando un estratto del romanzo:

"Non si tratta soltanto di un elenco stereotipato di prodotti: McDonald's, Nike, i film di Hollywood, i cellulari Android... No, quando entrate in un McDonald's e ordinate un pasto a cinque dollari e novantacinque centesimi, che cosa avete acquistato? Patate delle Ande, mais del Messico, pepe nero dell'India, caffè dell'Etiopia, parlo della Cina e, ovviamente, l'unico vero contributo americano: la Coca-Cola. Avete capito, ora, dove voglio arrivare? La globalizzazione non è una novità. E' una tendenza in atto da centinaia di migliaia di anni. La potete vedere nell'epoca delle grandi esplorazioni, negli scambi commerciali, nella letteratura e nella religione, negli insetti, negli uccelli migratori, nel vento, e persino nei batteri e nei virus. Ma il problema è che non abbiamo mai raggiunto un consenso, non abbiamo mai provato a costruire un sistema equo che sia vantaggioso per tutti. In compenso, abbiamo avviato un ciclo perpetuo di saccheggi, sfruttamenti ed estrazioni forzate: dall'Amazzonia, dall'Africa, dal Sudest asiatico, dal Medio Oriente, dall'Antartide, dallo spazio estremo, addirittura."

Grazie per aver letto anche questa recensione.
Alla prossima da:

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lunedì 16 marzo 2020

Manuela Chiarottino - Tesoro d'Irlanda

Giorno 273 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio l'autrice per avermi inviato una copia in ebook del romanzo.


Titolo: Tesoro d'Irlanda
Autrice: Manuela Chiarottino
Casa editrice: More Sories
Genere: Romance
Anno: 2020

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Non sempre il cuore ha radici nel luogo in cui vive, ed Eillen lo sa bene. Cresciuta con suo padre fin dalla tenera età, subendo l’abbandono della madre, la giovane frontwoman di un gruppo celtico è ormai una donna adulta con grandi ambizioni ma che non ha ancora incontrato l'amore. La terra verde della sua infanzia sembra di nuovo chiamarla a sè, giorno dopo giorno. Ogni particolare conduce i suoi passi sulle tracce dell’isola, e l’incontro con Fosco, un uomo taciturno e affascinante, la turba fino a costringerla a mettere tutto in discussione, dal cuore alla ragione.E se avesse avuto sempre ragione sua madre, mentre narrava di fate dei boschi e magie d’altri tempi? E se l’amore prescindesse la realtà, scegliendo vie a volte surreali, ma altrettanto vivide?Dall'autrice dell'indimenticabile LA BAMBINA CHE ANNUSAVA I LIBRI una nuova storia dalla forza di un amore incontenibile.

Commento/Recensione personale:

Come sempre, ringrazio Manuela per avermi dato l'opportunità di leggere in anteprima anche questa sua nuova pubblicazione.
Parliamo di un romanzo d'amore molto delicato. 
Ciò che ho apprezzato maggiormente è stata l'ambientazione, l'Irlanda è una terra che ho sempre sognato di visitare e ringrazio i libri, come questo, per avermici catapultata anche solo con l'immaginazione.
Ciò che amo di questa autrice, e continuerò a ribadirlo fino alla nausea, è lo stile di scrittura: semplice, scorrevole e diretto. Non risulta difficile restare incollati alle pagine. Proprio per questo non ho trovato alcuna difficoltà a portare a termine la lettura.
Mi sono piaciuti anche i colpi di scena inseriti che rendono la narrazione meno statica e più intrigante. 
I personaggi sono ben caratterizzati e non risulta difficile affezionarsi ad essi e capire le ragioni di certe loro azioni.
Ciò che a me non ha convinto del tutto è lo svolgersi della storia d'amore poichè a tratti l'ho trovata poco originale, un po' scontata e troppo sdolcinata. Mi rendo conto però che questo è dovuto ad un gusto personale e che invece a molti di voi potrebbe piacere e vi farà sognare.
In conclusione, mi sento di consigliarvelo perchè è una lettura deliziosa che permette di far scorrere il tempo piacevolmente soprattutto in questo periodo davvero difficile per l'Italia.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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lunedì 9 marzo 2020

Domenico Barillà - La casa di Henriette

Giorno 272 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Oggi vi parlo di un titolo curioso pubblicato da Sonda edizioni.


Titolo: La casa di Henriette
Autore: Domenico Barillà
Casa editrice: Sonda
Genere: Autobiografico
Anno: 2019

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Trama:

Una vicenda autobiografica, toccante e poetica, l'incontro casuale o forse no, con una bambina morta nel 1883, che avrà l'effetto di un terremoto, prima nella vita di un adolescente, poi dell'uomo e del professionista.

Commento/Recensione personale:

Ci troviamo di fronte ad un testo davvero molto particolare che mescola diversi generi. L'autore ci porta a conoscenza degli avvenimenti più intimi della sua vita narrandocela, dall'infanzia all'età adulta. In questo modo conosceremo non solo il suo percorso di crescita, ma anche la sua storia familiare. Mettersi a nudo non è semplice e lui in questo ha avuto coraggio raccontando anche fatti più intimi. Man mano che il racconto prosegue, l'autore fa un analisi di sé tutt'altro che superficiale. Conosceremo i suoi pensieri più profondi ed il significato di certe azioni. 
In questo è stato molto bravo anche perchè egli è uno psicoterapeuta e analista adleriano. E' anche vero che analizzare gli altri è più semplice di analizzare se stessi, ma lui non ha avuto paura.
Oltre alla sua biografia vengono inseriti ed analizzati fatti storici importanti: dal 1800 ad oggi. Si parla di Prima Guerra Mondiale, ma non solo. Vengono inserite anche informazioni di natura scientifica.
All'interno del romanzo è presente un altro elemento fondamentale, anzi se proprio vogliamo dirla tutta è il perno di ogni avvenimento, ovvero la scoperta della tomba di "Henriette", una bambina morta troppo presto. L'autore rimane segnato da questa scoperta tanto da dedicare gran parte della sua vita alla ricerca di informazioni su di lei e le sue origini: la famiglia, i legami e il come è volata in cielo così in fretta.
Si tratta del suo romanzo d'esordio poichè le sue pubblicazioni antecedenti riguardavano soprattutto saggi psicologici.
Sono rimasta stupita ed incantata, grazie anche ad un linguaggio scorrevole che riesce a catturarti sin da subito senza mai annoiarti. Ti coinvolge e ti getta all'interno di un mistero (la morte di Henriette) che vorresti risolvere al più presto.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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mercoledì 4 marzo 2020

Ildelfonso Falcones - Il pittore di anime

Giorno 271 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. 


Titolo: Il pittore di anime
Autore: Ildelfonso Falcones
Casa editrice: Longanesi
Genere: Storico/Drammatico
Anno: 2019

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Trama:

Barcellona, 1901. La città attraversa un momento di estrema tensione sociale: la miseria delle classi più umili si scontra con il lusso dei grandi viali, nei quali originalissimi edifici appena sorti o in costruzione annunciano l'arrivo di una nuova e rivoluzionaria stagione artistica, il Modernismo. Dalmau Sala, figlio di un anarchico giustiziato dalle autorità, è un giovane pittore e ceramista che vive intrappolato tra due mondi: da un lato quello della sua famiglia e di Emma Tàsies, la donna che ama, entrambe attivamente impegnate nella lotta operaia; dall'altro, quello del lavoro nella fabbrica di ceramiche di don Manuel Bello, il suo mentore, ricco borghese dalla incrollabile fede cattolica.

Commento/Recensione personale:

Oggi vi parlo del nuovo romanzo di uno dei miei autori spagnoli preferiti, ovvero Ildelfonso Falcones, che ho amato grazie al suo best-seller "La cattedrale del mare".
Ne "Il pittore di anime" si torna a Barcellona, la città che amo da sempre e alla quale sono molto legata a livello sentimentale per diversi motivi.
Stavolta ci ritroviamo in un momento storico differente rispetto a quello del romanzo che lo ha reso celebre.
Ci troviamo di fronte alla lotta delle classi operaie e della prepotenza che esercitava la Chiesa nei confronti di coloro ritenuti "infedeli".
La cosa che mi ha stupita è che, seppur parliamo di un determinato periodo storico ormai trascorso, alcuni problemi, alcune prepotenze e soprusi sono ancora attuali: il salario troppo basso, le discriminazioni in ambito lavorativo, la città che risulta esser adatta a pochi per il suo tenore di vita troppo alto, il pregiudizio nei confronti di coloro che si rifiutano di seguire le dottrine religiose.
Sono temi che purtroppo ancora oggi siamo costretti ad affrontare e che ci aprono gli occhi facendoci rendere conto di quanto bisogna ancora combattere per raggiungere obiettivi importanti.
Non è la tecnologia che ci rende evoluti, ma la mentalità e su quello bisogna ancora fare passi da gigante.
Chiaramente si tratta di una trama intensa e a tratti cruenta che si incentra sulle peripezie che attraversano i protagonisti del romanzo: Dalmau e Emma. 
E' vero che tutta la narrazione è incentrata su di loro, ma anche i personaggi secondari che ruotano attorno ad essi risultano fondamentali per lo sviluppo della trama: alcune figure arriverete ad odiarle per le crudeltà che infliggeranno ai protagonisti.
Ciò che però non mi ha fatto apprezzare in pieno questo romanzo è la lentezza e il mancato rispetto di alcune circostanze storiche. Sono del parere che se vuoi far conoscere al pubblico un determinato periodo storico devi mantenere una fedeltà dei fatti perchè non si impara solo dai testi scolastici, ma anche dai romanzi. Se su questo punto posso anche chiudere un occhio, non posso dire lo stesso per quanto riguarda la lentezza della narrazione: i fatti si susseguono con troppa calma, sono presenti dei punti morti dove sono presenti troppi dialoghi, a volte superflui. Avrei ridotto il numero di pagine (visto che la mole non è indifferente e parliamo di 686 pagine) concentrandomi sugli svolti narrativi e sui colpi di scena. Inoltre la fine è abbastanza scontata.
Dopo aver letto tre dei suoi romanzi pubblicati posso affermare che il suo capolavoro indiscusso è proprio "La cattedrale del mare" del quale oggi ricordo ogni dettaglio e ogni passaggio narrativo, nonostante lo abbia letto quasi tre anni fa. Rientra nella mia classifica personale dei romanzi più belli che abbia letto in tutta la mia vita.
Prima di concludere vorrei esprimere la mia solidarietà e affetto verso l'autore che da poco ha scoperto di avere un cancro e che ogni giorno lotta con tutte le sue forze per sconfiggere questo brutto male.
Quando si viene a sapere che qualcuno sta male non si rimane mai indifferenti, ma se si tratta di una persona che stimi e apprezzi, pur non conoscendola di presenza, si rimane ancora più scossi.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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