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Benvenuti nel Blog di Smallintrix

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martedì 24 marzo 2020

Chen Qiufan - Marea tossica

Giorno 274 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la Mondadori Oscar Vault per avermi contattata e avermi inviato una copia in ebook di questo romanzo.


Titolo: Marea tossica
Autore: Chen Qiufan
Casa editrice: Mondadori
Genere: Distopico
Anno: 2020

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Trama:

La giovane Mimi vive letteralmente sommersa dall'immondizia del mondo: è una delle "ragazze dei rifiuti" che lavora tra gli imponenti cumuli di spazzatura elettronica di Silicon Isle, dove i frutti marci del capitalismo e della civiltà del consumo giungono alla loro rapida fine. La sua casa è l'immensa discarica che occupa l'isola, al largo della costa cinese meridionale. Come migliaia di altri migranti, è stata attirata lì dalla promessa di un lavoro sicuro e soprattutto di una vita migliore. La realtà però è ben diversa: Silicon Isle è un luogo tossico per il corpo e l'anima, dove l'aria, l'acqua e la terra sono irrimediabilmente inquinate, i lavoratori sottoposti all'arbitrio dei potenti mentre gang di malviventi lottano per il controllo del territorio, ecoterroristi minacciano attentati e capitalisti senza particolari scrupoli sono disposti a tutto in nome del profitto. E c'è anche qualcuno che tra i veleni di Silicon Isle cerca le proprie radici. Ora la tempesta perfetta si sta preparando, le forze in campo sono troppo violente, troppo determinate a imporsi, e presto scoppia il conflitto: una guerra tra ricchi e poveri, tra passato e futuro. E quando la situazione esplode, Mimi deve decidere se rimanere una pedina o cambiare le regole del gioco.

Commento/Recensione personale:

Definire questo romanzo non è semplice poichè, secondo me, mescola due generi, ovvero: distopico e thriller.
Ciò che ho apprezzato maggiormente sono i temi che vengono trattati perchè, pur trattandosi di un'opera di fantasia, si può considerare più attuale che mai.
In un futuro dove il pianeta è sommerso dalla spazzatura, dove i cambi climatici hanno modificato radicalmente lo stile di vita degli esseri umani e dove le stagioni hanno fortemente risentito di questi cambiamenti, spicca la giovane Mimi, intenta a recuperare il recuperabile e salvare dalla distruzione il pianeta in cui vive.
Il mondo descritto dall'autore e le ambientazioni risultano talmente realistiche da poter percepire il disagio e i problemi del presente: grazie allo stile di scrittura semplice, ma chiaro si riesce quasi a sentire il "tanfo" emanato dall'immondizia che fa da sfondo alla narrazione, l'aria mefitica che trasforma la lettura in qualcosa di pesante che però fa riflettere.
Troviamo anche due schieramenti: i conservatori e i rivoluzionari che entrano continuamente in contrasto cercando di far prevalere il proprio punto di vista.
Ho apprezzato i personaggi, in particolar modo la protagonista che ho trovato molto decisa, combattiva e determinata. 
Inoltre sono presenti alcuni colpi di scena che non guastano e rendono la trama meno statica.
Devo ammettere che ho preferito la parte iniziale e finale del romanzo poichè la narrazione è più interessante rispetto alla parte centrale, ma la lettura scorre senza problemi, grazie anche alla capacità dell'autore di sensibilizzare i lettori, tramite la scrittura tutt'altro che complicata, su certi argomenti.
Essendo un romanzo, il tutto viene portato all'estremo, ma è anche vero che se continuiamo così, questa realtà fantastica che ci sembra molto lontana, quasi irraggiungibile, potrebbe trasformarsi in una dura realtà.
Molti sorvolano su questi argomenti, ritenendoli poco interessanti, ed è proprio per questo che titoli come questi devono esser letti affinchè ognuno di noi si possa svegliare e possa contribuire a non peggiorare la vita di ogni essere vivente del nostro pianeta.
Mi dispiace che questo romanzo sia passato un po' in sordina perchè secondo me merita l'attenzione di tutti e sono convinta che possa scuotere il lettore. 
Non è sicuramente un titolo da prendere alla leggera, anzi tutt'altro, merita di esser letto con attenzione, soprattutto per non evitare che sfuggono alcuni dettagli fondamentali al fine della narrazione.
Inutile dirvi che è assolutamente una lettura consigliata e spero che possiate seguire il mio suggerimento.
Concludo riportando un estratto del romanzo:

"Non si tratta soltanto di un elenco stereotipato di prodotti: McDonald's, Nike, i film di Hollywood, i cellulari Android... No, quando entrate in un McDonald's e ordinate un pasto a cinque dollari e novantacinque centesimi, che cosa avete acquistato? Patate delle Ande, mais del Messico, pepe nero dell'India, caffè dell'Etiopia, parlo della Cina e, ovviamente, l'unico vero contributo americano: la Coca-Cola. Avete capito, ora, dove voglio arrivare? La globalizzazione non è una novità. E' una tendenza in atto da centinaia di migliaia di anni. La potete vedere nell'epoca delle grandi esplorazioni, negli scambi commerciali, nella letteratura e nella religione, negli insetti, negli uccelli migratori, nel vento, e persino nei batteri e nei virus. Ma il problema è che non abbiamo mai raggiunto un consenso, non abbiamo mai provato a costruire un sistema equo che sia vantaggioso per tutti. In compenso, abbiamo avviato un ciclo perpetuo di saccheggi, sfruttamenti ed estrazioni forzate: dall'Amazzonia, dall'Africa, dal Sudest asiatico, dal Medio Oriente, dall'Antartide, dallo spazio estremo, addirittura."

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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lunedì 16 marzo 2020

Manuela Chiarottino - Tesoro d'Irlanda

Giorno 273 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio l'autrice per avermi inviato una copia in ebook del romanzo.


Titolo: Tesoro d'Irlanda
Autrice: Manuela Chiarottino
Casa editrice: More Sories
Genere: Romance
Anno: 2020

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Trama:

Non sempre il cuore ha radici nel luogo in cui vive, ed Eillen lo sa bene. Cresciuta con suo padre fin dalla tenera età, subendo l’abbandono della madre, la giovane frontwoman di un gruppo celtico è ormai una donna adulta con grandi ambizioni ma che non ha ancora incontrato l'amore. La terra verde della sua infanzia sembra di nuovo chiamarla a sè, giorno dopo giorno. Ogni particolare conduce i suoi passi sulle tracce dell’isola, e l’incontro con Fosco, un uomo taciturno e affascinante, la turba fino a costringerla a mettere tutto in discussione, dal cuore alla ragione.E se avesse avuto sempre ragione sua madre, mentre narrava di fate dei boschi e magie d’altri tempi? E se l’amore prescindesse la realtà, scegliendo vie a volte surreali, ma altrettanto vivide?Dall'autrice dell'indimenticabile LA BAMBINA CHE ANNUSAVA I LIBRI una nuova storia dalla forza di un amore incontenibile.

Commento/Recensione personale:

Come sempre, ringrazio Manuela per avermi dato l'opportunità di leggere in anteprima anche questa sua nuova pubblicazione.
Parliamo di un romanzo d'amore molto delicato. 
Ciò che ho apprezzato maggiormente è stata l'ambientazione, l'Irlanda è una terra che ho sempre sognato di visitare e ringrazio i libri, come questo, per avermici catapultata anche solo con l'immaginazione.
Ciò che amo di questa autrice, e continuerò a ribadirlo fino alla nausea, è lo stile di scrittura: semplice, scorrevole e diretto. Non risulta difficile restare incollati alle pagine. Proprio per questo non ho trovato alcuna difficoltà a portare a termine la lettura.
Mi sono piaciuti anche i colpi di scena inseriti che rendono la narrazione meno statica e più intrigante. 
I personaggi sono ben caratterizzati e non risulta difficile affezionarsi ad essi e capire le ragioni di certe loro azioni.
Ciò che a me non ha convinto del tutto è lo svolgersi della storia d'amore poichè a tratti l'ho trovata poco originale, un po' scontata e troppo sdolcinata. Mi rendo conto però che questo è dovuto ad un gusto personale e che invece a molti di voi potrebbe piacere e vi farà sognare.
In conclusione, mi sento di consigliarvelo perchè è una lettura deliziosa che permette di far scorrere il tempo piacevolmente soprattutto in questo periodo davvero difficile per l'Italia.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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lunedì 9 marzo 2020

Domenico Barillà - La casa di Henriette

Giorno 272 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Oggi vi parlo di un titolo curioso pubblicato da Sonda edizioni.


Titolo: La casa di Henriette
Autore: Domenico Barillà
Casa editrice: Sonda
Genere: Autobiografico
Anno: 2019

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Trama:

Una vicenda autobiografica, toccante e poetica, l'incontro casuale o forse no, con una bambina morta nel 1883, che avrà l'effetto di un terremoto, prima nella vita di un adolescente, poi dell'uomo e del professionista.

Commento/Recensione personale:

Ci troviamo di fronte ad un testo davvero molto particolare che mescola diversi generi. L'autore ci porta a conoscenza degli avvenimenti più intimi della sua vita narrandocela, dall'infanzia all'età adulta. In questo modo conosceremo non solo il suo percorso di crescita, ma anche la sua storia familiare. Mettersi a nudo non è semplice e lui in questo ha avuto coraggio raccontando anche fatti più intimi. Man mano che il racconto prosegue, l'autore fa un analisi di sé tutt'altro che superficiale. Conosceremo i suoi pensieri più profondi ed il significato di certe azioni. 
In questo è stato molto bravo anche perchè egli è uno psicoterapeuta e analista adleriano. E' anche vero che analizzare gli altri è più semplice di analizzare se stessi, ma lui non ha avuto paura.
Oltre alla sua biografia vengono inseriti ed analizzati fatti storici importanti: dal 1800 ad oggi. Si parla di Prima Guerra Mondiale, ma non solo. Vengono inserite anche informazioni di natura scientifica.
All'interno del romanzo è presente un altro elemento fondamentale, anzi se proprio vogliamo dirla tutta è il perno di ogni avvenimento, ovvero la scoperta della tomba di "Henriette", una bambina morta troppo presto. L'autore rimane segnato da questa scoperta tanto da dedicare gran parte della sua vita alla ricerca di informazioni su di lei e le sue origini: la famiglia, i legami e il come è volata in cielo così in fretta.
Si tratta del suo romanzo d'esordio poichè le sue pubblicazioni antecedenti riguardavano soprattutto saggi psicologici.
Sono rimasta stupita ed incantata, grazie anche ad un linguaggio scorrevole che riesce a catturarti sin da subito senza mai annoiarti. Ti coinvolge e ti getta all'interno di un mistero (la morte di Henriette) che vorresti risolvere al più presto.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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mercoledì 4 marzo 2020

Ildelfonso Falcones - Il pittore di anime

Giorno 271 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. 


Titolo: Il pittore di anime
Autore: Ildelfonso Falcones
Casa editrice: Longanesi
Genere: Storico/Drammatico
Anno: 2019

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Trama:

Barcellona, 1901. La città attraversa un momento di estrema tensione sociale: la miseria delle classi più umili si scontra con il lusso dei grandi viali, nei quali originalissimi edifici appena sorti o in costruzione annunciano l'arrivo di una nuova e rivoluzionaria stagione artistica, il Modernismo. Dalmau Sala, figlio di un anarchico giustiziato dalle autorità, è un giovane pittore e ceramista che vive intrappolato tra due mondi: da un lato quello della sua famiglia e di Emma Tàsies, la donna che ama, entrambe attivamente impegnate nella lotta operaia; dall'altro, quello del lavoro nella fabbrica di ceramiche di don Manuel Bello, il suo mentore, ricco borghese dalla incrollabile fede cattolica.

Commento/Recensione personale:

Oggi vi parlo del nuovo romanzo di uno dei miei autori spagnoli preferiti, ovvero Ildelfonso Falcones, che ho amato grazie al suo best-seller "La cattedrale del mare".
Ne "Il pittore di anime" si torna a Barcellona, la città che amo da sempre e alla quale sono molto legata a livello sentimentale per diversi motivi.
Stavolta ci ritroviamo in un momento storico differente rispetto a quello del romanzo che lo ha reso celebre.
Ci troviamo di fronte alla lotta delle classi operaie e della prepotenza che esercitava la Chiesa nei confronti di coloro ritenuti "infedeli".
La cosa che mi ha stupita è che, seppur parliamo di un determinato periodo storico ormai trascorso, alcuni problemi, alcune prepotenze e soprusi sono ancora attuali: il salario troppo basso, le discriminazioni in ambito lavorativo, la città che risulta esser adatta a pochi per il suo tenore di vita troppo alto, il pregiudizio nei confronti di coloro che si rifiutano di seguire le dottrine religiose.
Sono temi che purtroppo ancora oggi siamo costretti ad affrontare e che ci aprono gli occhi facendoci rendere conto di quanto bisogna ancora combattere per raggiungere obiettivi importanti.
Non è la tecnologia che ci rende evoluti, ma la mentalità e su quello bisogna ancora fare passi da gigante.
Chiaramente si tratta di una trama intensa e a tratti cruenta che si incentra sulle peripezie che attraversano i protagonisti del romanzo: Dalmau e Emma. 
E' vero che tutta la narrazione è incentrata su di loro, ma anche i personaggi secondari che ruotano attorno ad essi risultano fondamentali per lo sviluppo della trama: alcune figure arriverete ad odiarle per le crudeltà che infliggeranno ai protagonisti.
Ciò che però non mi ha fatto apprezzare in pieno questo romanzo è la lentezza e il mancato rispetto di alcune circostanze storiche. Sono del parere che se vuoi far conoscere al pubblico un determinato periodo storico devi mantenere una fedeltà dei fatti perchè non si impara solo dai testi scolastici, ma anche dai romanzi. Se su questo punto posso anche chiudere un occhio, non posso dire lo stesso per quanto riguarda la lentezza della narrazione: i fatti si susseguono con troppa calma, sono presenti dei punti morti dove sono presenti troppi dialoghi, a volte superflui. Avrei ridotto il numero di pagine (visto che la mole non è indifferente e parliamo di 686 pagine) concentrandomi sugli svolti narrativi e sui colpi di scena. Inoltre la fine è abbastanza scontata.
Dopo aver letto tre dei suoi romanzi pubblicati posso affermare che il suo capolavoro indiscusso è proprio "La cattedrale del mare" del quale oggi ricordo ogni dettaglio e ogni passaggio narrativo, nonostante lo abbia letto quasi tre anni fa. Rientra nella mia classifica personale dei romanzi più belli che abbia letto in tutta la mia vita.
Prima di concludere vorrei esprimere la mia solidarietà e affetto verso l'autore che da poco ha scoperto di avere un cancro e che ogni giorno lotta con tutte le sue forze per sconfiggere questo brutto male.
Quando si viene a sapere che qualcuno sta male non si rimane mai indifferenti, ma se si tratta di una persona che stimi e apprezzi, pur non conoscendola di presenza, si rimane ancora più scossi.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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lunedì 24 febbraio 2020

Naghree - Alchimia di sangue

Giorno 270 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio "Ultima Stesura" per avermi contattata nuovamente e per avermi inviato una copia in ebook di questo romanzo.


Titolo: Alchimia di sangue
Autore: Naghree
Casa editrice: Ultima stesura
Genere: Fantasy
Anno: 2020 (ristampa)

Link d'acquisto tramite Amazon:

Presto disponibile!


Trama:

Una cella buia, il segno di una puntura, ricordi confusi. L’incubo di Aleideen comincia col suo risveglio: non sa chi la tenga prigioniera, dove, o perché. Sa di essere sola, lontana dalle persone che ama, mentre fuori un morbo misterioso continua a mietere vittime.Ora, però, il pericolo è dentro. Aleideen è il soggetto perfetto, e una creatura leggendaria l’ha cercata per troppo tempo. Non se la farà scappare tanto facilmente.Eppure lei, in un modo o nell’altro, deve andarsene da lì. Assecondare il mostro o combatterlo, deve farlo prima di soccombere, prima che sia troppo tardi per lei e per i suoi cari.

Commento/Recensione personale:

Ci troviamo di fronte al prequel del romanzo "Asce, zanne e vampiri polverosi" (trovate la recensione cliccando QUI), che avevo avuto il piacere di leggere e apprezzare. Nonostante gli avessi dato una buona votazione e fossi stata rapita dalla sua narrazione, c'erano alcuni elementi e passaggi che non mi convincevano del tutto. Queste lacune vengono colmate in "Alchimia di sangue", pubblicato per la prima volta nel 2007 e ristampato quest'anno da questa casa editrice. 
Per molti aspetti mi ha convinta di più, ad esempio l'incipit che cattura l'attenzione sin da subito e getta le basi per una trama semplice, ma coinvolgente.
Seguiremo le vicende della protagonista che cerca di fuggire dalla cella in cui si trova e di ricostruire i propri ricordi ormai andati perduti.
I personaggi vengono ben caratterizzati e dotati di maggiore introspezione pur essendo numericamente in minoranza rispetto agli altri.
Inoltre è presente una componente "romance" che non guasta e non scade nel banale.
Un altro aspetto che ho apprezzato maggiormente, rispetto al romanzo precedente, è il diminuire delle battute umoristiche che in alcuni casi risultavano superflue e fuori contesto.
A mio modesto parere "Alchimia di sangue" andrebbe letto prima di "Asce, zanne e vampiri polverosi" sia perchè, come accennato prima, chiarisce vari punti e funge da introduzione alla storia narrata nel secondo che, senza alcune informazioni, inizialmente può apparire confusa.
Ammetto che mi è piaciuto molto di più e sono felice di non essermi mai annoiata, a differenza del successivo che conteneva alcuni passaggi "morti" e statici, e di aver passato due orette (il romanzo è abbastanza corto: 147 pagine) in compagnia della protagonista che ho trovato molto interessante.
In conclusione quindi vi consiglio di leggerlo: sia che voi abbiate letto "Asce, zanne e vampiri polverosi" sia che non abbiate idea di che romanzo io stia parlando.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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sabato 15 febbraio 2020

Donato Carrisi - La casa delle voci

Giorno 269 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione.


Titolo: La casa delle voci
Autore: Donato Carrisi
Casa editrice: Longanesi
Genere: Thriller
Anno: 2020

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Copertina rigida: Clicca qui


Trama:

Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l'ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l'addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall'altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un'adulta. Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un'illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un'adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio. O forse non ha semplicemente visto. Forse l'assassina è proprio lei.

Commento/Recensione personale:

E' la prima volta che mi avvicino a questo autore di enorme successo conosciuto in tutto il mondo, e voi direte "Come, ami il genere thriller e non hai mai letto nulla di Donato Carrisi?" e avete ragione pure voi, ma tutti sanno che non ho un buon rapporto con gli autori italiani.
Consigliata da mio papà che era rimasto piacevolmente colpito dal suo romanzo più famoso "Il suggeritore" e dopo aver letto solo pareri positivi su questa ultima pubblicazione mi sono decisa a leggerlo. Ad oggi mi domando come ho fatto a non leggerlo prima.
Non posso dirvi molto della vicenda narrata perchè è un susseguirsi di colpi di scena e rivelazioni inquietanti che rovinerebbero la lettura, ma se volete sapere qualcosina di più, in alto trovate la trama, anche se io sconsiglio di leggerla perchè credo che anticipi un po' troppo il contenuto del romanzo.
Posso dirvi  che non si tratta  di un semplice thriller dove viene mescolato il mistero alla suspense secondo uno schema trito: tutt'altro.
Ci troviamo di fronte ad uno psicologo di nome Pietro, specializzato in ipnosi, che dovrà seguire il caso di una donna di nome Hanna, convinta di aver ucciso una persona. Ma sarà realmente così o ci sarà qualcosa  di molto più oscuro dietro a tutto ciò?
La trama ruota alla figura e al ruolo degli "estranei", ma questi porteranno a rivelazioni a dir poco sconvolgenti sul passato dei due protagonisti. Un finale inaspettato che riguarda il passato del protagonista vien fuori man mano che la storia si dipana e ci regala una sorprendente rivelazione.
Pian piano scopriamo maggiormente il passato di Pietro che inizialmente viene presentato come colui che svelerà ogni mistero, per poi venire a conoscenza dei suoi scheletri nell'armadio.
Un  romanzo spettacolare, che non annoia mai, coinvolge pagina dopo pagina, lascia il fiato sospeso a tutti i lettori e fa riflettere su un tema molto importante come quello del rapimento.
Ho dato cinque stelline su cinque, ma ne meriterebbe molte di più. Per gli amanti del genere e non, consiglio di leggerlo, il vostro tempo libero verrà ben speso.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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giovedì 30 gennaio 2020

Manuela Chiarottino - Fiori di loto

Giorno 268 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio l'autrice per avermi contattata ed inviato una copia di questo titolo.


Titolo: Fiori di loto
Autrice: Manuela Chiarottino
Casa editrice: Buendia Books
Anno: 2020

Link d'acquisto tramite Amazon:

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Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Perdere o vedere irrimediabilmente cambiata una parte di sé, a causa di un male crudele o di un destino scritto da qualcun altro, è un'esperienza traumatica che segna nell'intimo. Segni e cicatrici tatuano la pelle e non solo, scavano nell'animo e minacciano di chiudere il cuore, facendoci dubitare dell'immagine di chi eravamo, chi siamo e saremo. Da una ferita, però, può sbocciare una vita nuova, con radici ancora più profonde e variopinte, così forte da ergersi oltre il fango dei ricordi e le paure, schiudendo i petali su un mondo tutto da esplorare. Laura ha subito la mastectomia e sta reinventando una seconda esistenza, ma qualcosa le impedisce di aprirsi davvero alle possibilità che ha di fronte e forse all'amore. Ah-lai conserva sul viso le tracce di una storia lontana, e nei piedi le conseguenze della fasciatura; fluttua come un giunco nel vento, eppure il suo spirito non si è mai spezzato, nemmeno dopo aver provato la fugace gioia di un sentimento travolgente. Un incontro nato quasi per caso, nutrito dalla condivisione, dai racconti e una nuova consapevolezza del proprio Io: un'amicizia delicata come il loto e altrettanto preziosa, tenace e indimenticabile.

Commento/Recensione personale:

Ho avuto il piacere di leggere in anteprima questo testo di Manuela Chiarottino, autrice della quale ho apprezzato quasi tutti i suoi romanzi. La data d'uscita infatti è stabilita per il 14/02/2020.
Non mi sento di definirlo romanzo, piuttosto racconto, perchè è molto breve. Nonostante questo, si tratta di un testo conciso, diretto e profondo. Non è adatto a tutti poichè tratta di un argomento molto doloroso come il cancro al seno. Ciò che ho apprezzato maggiormente è la profondità con cui viene trattato l'argomento riuscendo a far emozionare e riflettere il lettore. Riusciamo a percepire il dolore che si prova, non solo fisico, ma soprattutto mentale. 
Si è costretti ad affrontare battaglie che sembrano impossibili da superare e bisogna fare i conti con una nuova versione di sé che non è per niente facile da accettare.
Quando ad una donna viene portata via una parte della propria femminilità non è per niente facile. Cambia tutto. Cambia anche il rapporto con gli altri, alcuni scappano vedendo il fatto come "una disgrazia", ma altri restano cercando di comprendere ed aiutare. In questi casi scattano tante domande alle quali spesso non si trova una risposta: "Perchè proprio a me?", "Perchè alcune persone mi vedono come diversa adesso?".
E' vero che non si può comprendere una cosa così forte se non la si passa, ma è anche vero che dobbiamo essere a conoscenza anche di queste realtà ed essere fiduciosi che in un futuro si possa trovare la cura, senza subire un percorso terapeutico così difficile.
Ci vorrebbero più libri come questo, dove non servono lunghi discorsi o giri di parole, ma attraverso poche pagine si riesce a dire ciò che è importante eliminando il superfluo.
Ringrazio l'autrice per aver creduto in me ancora una volta, avermi regalato questa storia e avermi fatto approfondire un argomento così forte.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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martedì 28 gennaio 2020

Sarah Kaminski, Maria Teresa Milano e V. De Caterini - I bambini raccontano la Shoah

Giorno 267 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Oggi vi parlo di una nuova uscita di casa "Sonda Edizioni".



Titolo: I bambini raccontano la Shoah
Autrici: Sarah Kaminski e Maria Teresa Milano
Illustratrice: Valeria De Canterini
Casa editrice: Sonda
Anno: 2020

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Copertina rigida: Clicca qui


Trama:

Sul filo dell'autobiografia, Lia Levi e Uri Orlev con i loro racconti struggenti ci fanno provare emozioni e sentimenti, paure e speranze dei bambini vittime della persecuzione razziale. Il racconto di Ela e Marian Kaminski, ebrei polacchi che hanno vissuto la guerra da bambini: una storia d'amore di chi ha saputo lasciarsi alle spalle l'orrore e ricostruirsi una nuova vita. Sarah Kaminski ha «raccolto il testimone» dai propri genitori e racconta la favola amara del ghetto di Lódz, in cui i suoi piccoli prigionieri erano costretti a lavorare duramente per sperare di sopravvivere. Maria Teresa Milano ci fa entrare nella fortezza di Terezín, il cosiddetto «ghetto modello» voluto dai nazisti, in cui nonostante tutto i bambini dipingevano e cantavano perché un gruppo di adulti aveva deciso di prendersi cura di loro, a costo della vita. Infine Cesare Alvazzi Del Frate, bambino sotto il regime fascista e poi ragazzo partigiano, con la sua storia fatta di scelte importanti e coraggiose è forse uno degli ultimi testimoni di cosa vuol dire opporsi a un regime e difendere la libertà di tutti. Per non dimenticare un milione e mezzo di bambini (ebrei, disabili, zingari, slavi...) ai quali è stata strappata l'infanzia. Introduzione di David Grossman. 

Commento/Recensione personale:

Chi mi conosce o chi mi segue da molto è a conoscenza del mio profondo interesse verso questo argomento. Anche se la storia della Shoah la conosciamo tutti è necessario, ogni tanto, leggere dei testi che ci riportano in quella realtà che seppur dura, cruenta e inspiegabile, non bisogna mai dimenticare.
Ho letto vari romanzi, libri illustrati, testi scolastici che la riguardano e man mano imparavo sempre più cose di cui non ero a conoscenza.
Il merito lo ha anche questa casa editrice che continua a pubblicare titoli interessantissimi che aggiungono nuovi tasselli a questa pagina nera della storia.
Nella fattispecie ci troviamo di fronte ad un testo che si rivolge ai più piccoli affinchè vengano a conoscenza di certe atrocità senza usare un linguaggio troppo crudo. I termini che vengono utilizzati, le storie che vengono narrate, seppur terribili, hanno una delicatezza che serve necessariamente se si vuole parlare a bambini innocenti che non hanno idea di cosa sia successo in quegli anni.
Il testo si apre con tre racconti: "Sulla luna nera un grido" di Lia Levi, "Il sottomarino" di Uri Orlev e "Una storia semplice" di Ela Pasternak.
Il primo narra di come la felicità possa venire interrotta improvvisamente e della crudeltà di chi strappava i bambini alle proprie famiglie. Di questo racconto mi è rimasto impresso questo passaggio "Ho urlato perchè sapevo. Sapevo dei soldati della mattina dopo e sapevo del treno. Sapevo che su quel treno io avrei trovato il termine dei miei cinque giorni di vita nel vostro mondo.". Non credo bisogna aggiungere altro.
Il secondo, invece, mostra in maniera velata le terribili conseguenze che subivano coloro che nascondevano gli ebrei in casa, con la speranza che non venissero scoperti, dell'innocenza e della fantasia dei bambini e dei loro sogni che custodivano dentro al cuore, ma che spesso venivano spezzati prematuramente. 
Il terzo ed ultimo racconto credo sia quello più toccante poichè tratta di una coppia che viene separata brutalmente durante la guerra e di come si ritrovi dopo molti anni. La testimonianza che ci viene proposta fa venire i brividi, fa commuovere e fa sorridere perchè certi avvenimenti suscitano tanta tenerezza.
Dopo questi racconti vengono narrate pagine di storia non molto discusse o diffuse come quella di Auschwitz, ma altrettanto importanti e terrificanti.
Ci spostiamo a Lodz e a Terezin. La testimonianza che Maria Teresa Milano ci porta dell'ultimo luogo citato è a dir poco raccapricciante. Lì venne girato anche un film che mostrava il lavoro nei campi, presentato come qualcosa di dignitoso e umanamente accrescitivo, quando invece la realtà era ben altra. Attori e regista furono, infatti, vennero deportati subito dopo. Qui si approfondisce un altro argomento di cui non ero a conoscenza, ovvero la fine che facevano gli artisti: cantanti, scrittori, pittori etc.
Non vi dico altro perchè non avrebbe senso spoilerarvi tutto, anche perchè dovrei star qui a scrivere pagine su pagine, ma credetemi che certi argomenti, seppur "addolciti" con un linguaggio scorrevole e semplice vi toccheranno nel profondo.
Successivamente si passa al racconto di un partigiano di nome Cesare Alvazzi Del Frate che narra la sua dolorosa esperienza nel il Partito Nazionale Fascista. Introduce la sua testimonianza così "Quell'uomo avrebbe cambiato il mio destino e quello della mia famiglia". Da questo dovreste già capire molte cose, ma perdetevi nelle sue parole e mantenete vivo il ricordo di come lui ha passato certi momenti a dir poco oscuri.
"I bambini raccontano la Shoah" si conclude con un utilissimo sommario degli avvenimenti con "Cronologia e mappe dei principali avvenimenti", "Breve lessico per capire", "Letture, musica e film per cominciare".
Non voglio aggiungere altro perchè il libro va letto e approfondito. Le emozioni sono personali e soggettive, ma sicuramente non si può e non si deve rimanere impassibili a certe atrocità.
Vi lascio con un altro piccolo passaggio di questo titolo che riassume il mio lungo discorso e il perchè certi testi non debbano passare inosservati: "Noi, ragazzi cresciuti con la guerra, affidiamo una storia che sempre più si allontana nel tempo, ma che deve essere quanto mai viva per poter comprendere il presente e costruire il futuro.".

Grazie per aver letto questa recensione.
Alla prossima da:


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