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martedì 25 giugno 2019

Luca Leone e Daniele Zanon - Tre serbi, due musulmani, un lupo

Giorno 233 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la Infinito edizioni per avermi inviato una copia del romanzo.


Titolo: Tre serbi, due musulmani, un lupo
Autori: Luca Leone e Daniele Zanon
Casa editrice: Infinito edizioni
Genere: Narrativa/Storico
Anno: 2019

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Trama:

A Prijedor, in Bosnia Erzegovina, in quella che oggi si chiama Repubblica serba di Bosnia (Rs), nella primavera-estate del 1992 succedono cose spaventose. Sembra d'essere tornati ai tempi del nazismo. Gli ultranazionalisti serbo-bosniaci vogliono sradicare i "non serbi" attraverso due strumenti: deportazione e omicidio. Vengono creati per quest'ultimo scopo tre campi di concentramento. Che ben presto diventano luoghi di uccisione di massa. Nomi tremendi: Omarska. Keraterm. Trnopolje. In quest'ultimo luogo - composto da una scuola, una casa del popolo e un prato - vengono recluse tra le quattromila e le settemila persone. È a Trnopolje, nel maggio del 1992, che è ambientata la storia raccontata da questo libro. Una storia di fantasia, ma poggiata su solide basi storiche e di testimonianza. Un libro che non è solo un romanzo ma anche un reportage di quanto accaduto troppi pochi anni fa e troppo vicino a noi, per non sapere. 

Commento/Recensione personale:

Quando si parla di campi di concentramento, automaticamente la mente ci porta a pensare ad Auschwitz poichè i libri e i documentari si concentrano su quel luogo maledetto. 
Per questo motivo non ho mai avuto modo di approfondire la realtà della Bosnia Erzegovina, ma grazie a questo romanzo ho potuto farlo.
La storia, totalmente inventata, mira a far conoscere al lettore le atrocità commesse dai serbi affinchè la razza venisse ripulita. Stesso metodo usato da Hitler in Germania.
La vicenda narra di un'amicizia (il titolo già parla da sé) che verrà sconvolta da queste brutalità. Ci sono dei passaggi duri da mandar giù poichè contenenti degli atti di violenza e di morte, tanto duri quanto realistici.
Ho apprezzato tantissimo il rapporto che si instaura tra i protagonisti, la loro unione nel cercare di superare tutto questo e la sovrapposizione tra l'immaginario e il reale. I nomi dei personaggi, la loro amicizia e la vicenda in sé sono tutto frutto della fantasia dei due autori, ma purtroppo le violenze subite sono verosimili poichè tratte da fonti storiche.
Alla fine del romanzo vi è una testimonianza reale di una sopravvissuta ai campi di concentramento in Bosnia Erzegovina che fa venire la pelle d'oca e testimonia quanto l'uomo sia brutale.
Un libro che tocca il cuore e dà una gran lezione di vita, partendo dal passato per riflettere nel presente.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
Alla prossima da:


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