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Benvenuti nel Blog di Smallintrix

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venerdì 28 giugno 2019

Valentina Lupi - Il mio ritorno a casa

Giorno 236 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio l'autrice per avermi inviato una copia del suo romanzo.


Titolo: Il mio ritorno a casa
Autrice: Valentina Lupi
Casa editrice: Abra books
Genere: Fantasy
Anno: 2019

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Kindle: Clicca qui

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Trama:

Lena Lamberti è una vampira di duecentosessanta cinque anni, nascosti nel corpo di una sedicenne, che ancora lotta contro la sua stessa natura.
Dopo anni di scrupoli, decide di tornare in Irlanda, sua terra natale, con la speranza di rinvenire se stessa e un pò di pace, ma le cose non saranno come immagina.
Ritroverà la sua dolce e comprensiva zia, l'amica d'infanzia Sarah, e amicizie importanti, come Delia, o speciali, come Samuel.
Ma il suo passato è rimasto lì ad aspettarla per oltre due secoli: per amore o per odio? Si tratta di Lucas, il ragazzo che l'ha trasformata e resa colei che tanto oggi odia.
Ma a ridarle la speranza sarà scoprire che anche sua sorella Denise è una vampira e si trova in qualche parte nel mondo pronta a ricongiungersi a lei.

Commento/Recensione personale:

Questo è uno di quei casi in cui si dice "non giudicare un libro dalla copertina". Ero partita con scetticismo per la veste grafica, che con tutta sincerità, non mi piace per niente e rovina il contenuto del romanzo.
Partendo con questi presupposti pensavo di dover affrontare una lettura semplice e banale, ma mi sono dovuta ricredere.
Si tratta sicuramente di un libro leggero, ma che nonostante questo appassiona e coinvolge. 
Escludendo alcuni dialoghi che ho trovato un po' troppo semplici e indirizzati ad un pubblico adolescenziale, mi sono stupita come a questi ha saputo alternare anche discorsi più intensi, significativi, emozionanti e riflessivi.
Nonostante siano passati un po' di moda i vampiri, l'autrice ci riporta in questo mondo che fino a pochi anni fa appassionava lettori e spettatori al cinema di tutti i generi e tutte le età. Impossibile non ricordare "Twilight" che ha fatto da apripista.
Tornando al romanzo, invece, posso dirvi che non vi lascerà indifferenti e vi darà la sensazione di non aver perso il vostro tempo, tutt'altro. Quando si trovano libri del genere fa piacere, oltre a leggerli, parlarne e farli conoscere affinchè più persone possibili ne vengano a conoscenza.
La storia non è del tutto originale: abbiamo il cattivo e la protagonista che da debole si trasforma in una ragazza determinata e dotata di una personalità che riesce a spiccare. Nonostante ciò, però, ho apprezzato l'introspezione dei personaggi, in particolar modo di Lena, la quale, durante il corso della lettura, si analizza dentro e fa delle riflessioni degne di nota: ho sottolineato molte parti.
I temi che spiccano sono: amicizia, amore, lotta tra bene e il male. Ma oltre a tutto questo è presente una componente importante: l'azione. Fa da punto cardine a tutta la narrazione ed è ciò che permette al lettore di non annoiarsi mai, aggiungendo colpi di scena e intrighi da mozzare il fiato.
Un'altra cosa che mi ha colpita è la bravura dell'autrice nel catapultarci all'interno dei luoghi: nonostante non vengano descritti in maniera approfondita, riesci a percepire le atmosfere cupe e buie che vengono a sovrapporsi a quelle più serene, allegre e luminose.
Mi aspetto che i lettori più maturi e smaliziati lo trovino un po' infantile in alcuni dialoghi, anche se la mia esperienza di lettura non è stata deludente.
Lo consiglierei ad un pubblico adolescenziale e a chi, invece, ha la mia età, direi di non soffermarsi alla prima impressione e andare avanti con le pagine perchè non ne rimarrà deluso. Sono presenti piccoli errori di ortografia, ma la storia riesce a farli dimenticare.
Se devo essere sincera, mi ha coinvolta così tanto che spero ci sia un seguito e che soprattutto esca presto.
Concludo facendo i miei più sinceri complimenti all'autrice, ringraziandola nuovamente e augurandole tanto successo.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
Alla prossima da:


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giovedì 27 giugno 2019

Andrea R Ciaravella - Claus. Disgrace of blood

Giorno 235 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio l'autore per avermi inviato una copia del racconto.


Titolo: Claus. Disgrace of blood
Autore: Andrea R Ciaravella
Casa editrice: Casta editore
Genere: Fantasy 
Formati: ebook/pdf
Prezzo: gratuito 
Data pubblicazione: Luglio 2018
Pagine: 35

Link per l'acquisto:

Sito ufficiale autore: http://clauslostdays.altervista.org/


Trama:

Una misteriosa valigetta dà inizio a una sequenza di eventi pronta a precipitare nella disgrazia.

Il disonore del sangue sta per abbattersi sugli ignari protagonisti, alla ricerca del leggendario Cavalca Confini, l’unico Runner in grado di dare inizio al Cambiamento.
Disgrace of blood è un episodio prequel di Claus, il romanzo Dark Fantasy edito da Casta Editore.
Il primo tassello di un vasto universo narrativo.
 Lost Days è la saga composta da racconti brevi che esplorano i retroscena e i personaggi del nuovo romanzo fantasy di Andrea R Ciaravella.

Commento/Recensione personale:

Nonostante si tratti di un racconto che anticipa il romanzo vero e proprio l'ho trovato scritto bene e coinvolgente. Si parte subito con l'azione, il mistero e l'intrigo. E' vero che i personaggi non vengono approfonditi nel migliore dei modi, ma credo sia dovuto alla lunghezza del racconto: 35 pagine sono troppo poche per approfondire i caratteri. Sono fiduciosa però che sia la psicologia dei personaggi che la storia vengano approfonditi nel romanzo d'esordio al quale il racconto si collega "Claus: Disgrace of blood".
Nonostante ciò, esso svolge il suo compito ovvero intrattenere il lettore, in modo soddisfacente, perchè l'autore è stato bravo a partire subito con colpi di scena e adrenalina e poi mantenerle alta la tensione fino al finale.
Quindi dà un assaggio di ciò che il lettore potrebbe trovare a leggere nel seguito e cerca fin da subito di conquistarlo.
Carina anche la componente fantasy che rende il tutto più originale e atipico rispetto ad altri romanzi che si trovano in circolazione e che sono caratterizzati dal mistero.
Lo considero un buon inizio che sicuramente invoglia a leggere il romanzo vero e proprio.

Vi ringrazio, come sempre.
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mercoledì 26 giugno 2019

Amnesty International - La situazione dei diritti umani nel mondo. Il 2018 e le prospettive per il 2019

Giorno 234 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la Infinito edizioni per avermi inviato una copia del libro.


Titolo: La situazione dei diritti umani nel mondo. Il 2018 e le prospettive per il 2019
Autore: Amnesty International
Casa editrice: Infinito edizioni
Genere: Attualità
Anno: 2019

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Con una panoramica sulle violazioni dei diritti umani, sulle lotte degli attivisti e sulle sfide vecchie e nuove, questo libro attraversa regioni geografiche e temi trasversali per scattare una foto del 2018 e immaginare il futuro: i conflitti, il commercio di armi, i diritti economici e sociali, la libertà d'espressione online e offline, i diritti delle donne e dei migranti. Le donne sono state le protagoniste di un anno di lotte per i loro diritti ma anche per difendere le loro comunità e le persone più vulnerabili. Per questo sono state prese di mira, vessate, attaccate. "Hanno cercato d'intimidirci ma non ci sono riusciti", ha dichiarato Nonhle Mbuthuma, un'attivista del Sudafrica. I difensori dei diritti umani, uomini e donne, non arretreranno di un passo finché i principi della Dichiarazione universale dei diritti umani, sanciti 70 anni fa, non saranno garantiti a tutti. Amnesty International è al loro fianco. "La situazione dei diritti umani nel mondo" è l'evoluzione del tradizionale Rapporto annuale di Amnesty International. Più agevole e insieme più ricco di dati e immagini, questo volume è un riferimento indispensabile per attivisti, ricercatori, avvocati, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni,, associazioni e per tutte le persone che credono che il cambiamento sia possibile. Il volume contiene un approfondimento sull'Italia dei ricercatori dell'Ufficio regionale per l'Europa di Amnesty International, Elisa De Pieri e Matteo De Bellis.

Commento/Recensione personale:

Questo titolo ci mostra una panoramica, fornendo anche dati statistici, sulla situazione dei diritti dell'uomo e suoi possibili sviluppi.
Ciò che emerge è spaventoso: a tutt'oggi molti paesi portano avanti idee razziste e discriminazioni verso la donna, gli omosessuali, i transgender e i soggetti portatori di handicap. 
Pensavo che ai nostri giorni fosse impossibile avere ancora queste idee chiuse, bigotte e tremendamente razziste visto che incitano all'odio.
I dati statistici relativi alle morti di donne violentate, di gay e transgender perseguitati sono altissimi e viene da pensare: "Perchè tutto questo odio verso persone che non hanno commesso nessun reato?"
Vi trascrivo questa citazione:
"La violenza di genere colpisce in modo sproporzionato le donne, le persone transgender e quelle non conformi alla categorie di genere, ma questa resta una crisi dei diritti umani che il mondo politico continua a ignorare.
In Somalia, spesso le donne con disabilità sono soggette a matrimoni forzati e sono vittime di violenza domestica."
Detto ciò mi rendo conto che siamo ancora ben lontani dagli ideali di pace che molti uomini, presenti nella storia, hanno cercato di trasmettere rischiando la propria vita.

Grazie per aver letto il mio pensiero.
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martedì 25 giugno 2019

Luca Leone e Daniele Zanon - Tre serbi, due musulmani, un lupo

Giorno 233 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la Infinito edizioni per avermi inviato una copia del romanzo.


Titolo: Tre serbi, due musulmani, un lupo
Autori: Luca Leone e Daniele Zanon
Casa editrice: Infinito edizioni
Genere: Narrativa/Storico
Anno: 2019

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui

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Trama:

A Prijedor, in Bosnia Erzegovina, in quella che oggi si chiama Repubblica serba di Bosnia (Rs), nella primavera-estate del 1992 succedono cose spaventose. Sembra d'essere tornati ai tempi del nazismo. Gli ultranazionalisti serbo-bosniaci vogliono sradicare i "non serbi" attraverso due strumenti: deportazione e omicidio. Vengono creati per quest'ultimo scopo tre campi di concentramento. Che ben presto diventano luoghi di uccisione di massa. Nomi tremendi: Omarska. Keraterm. Trnopolje. In quest'ultimo luogo - composto da una scuola, una casa del popolo e un prato - vengono recluse tra le quattromila e le settemila persone. È a Trnopolje, nel maggio del 1992, che è ambientata la storia raccontata da questo libro. Una storia di fantasia, ma poggiata su solide basi storiche e di testimonianza. Un libro che non è solo un romanzo ma anche un reportage di quanto accaduto troppi pochi anni fa e troppo vicino a noi, per non sapere. 

Commento/Recensione personale:

Quando si parla di campi di concentramento, automaticamente la mente ci porta a pensare ad Auschwitz poichè i libri e i documentari si concentrano su quel luogo maledetto. 
Per questo motivo non ho mai avuto modo di approfondire la realtà della Bosnia Erzegovina, ma grazie a questo romanzo ho potuto farlo.
La storia, totalmente inventata, mira a far conoscere al lettore le atrocità commesse dai serbi affinchè la razza venisse ripulita. Stesso metodo usato da Hitler in Germania.
La vicenda narra di un'amicizia (il titolo già parla da sé) che verrà sconvolta da queste brutalità. Ci sono dei passaggi duri da mandar giù poichè contenenti degli atti di violenza e di morte, tanto duri quanto realistici.
Ho apprezzato tantissimo il rapporto che si instaura tra i protagonisti, la loro unione nel cercare di superare tutto questo e la sovrapposizione tra l'immaginario e il reale. I nomi dei personaggi, la loro amicizia e la vicenda in sé sono tutto frutto della fantasia dei due autori, ma purtroppo le violenze subite sono verosimili poichè tratte da fonti storiche.
Alla fine del romanzo vi è una testimonianza reale di una sopravvissuta ai campi di concentramento in Bosnia Erzegovina che fa venire la pelle d'oca e testimonia quanto l'uomo sia brutale.
Un libro che tocca il cuore e dà una gran lezione di vita, partendo dal passato per riflettere nel presente.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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lunedì 24 giugno 2019

Miriam Pressler - Io voglio vivere. La vera storia di Anne Frank

Giorno 232 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la Sonda edizioni per avermi inviato una copia del romanzo.


Titolo: Io voglio vivere. La vera storia di Anne Frank
Autrice: Miriam Pressler
Casa editrice: Sonda edizioni
Genere: Biografico
Anno: 2013

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Questo libro racconta, prima ancora degli orrori del nazionalsocialismo, la storia toccante di una ragazza. Una giovane vita piena di aspettative e opportunità, destinata a un tragico destino. Anne Frank (1929-1945) è diventata celebre grazie al suo diario, che ha commosso e continua a commuovere lettori di tutte le età. Mirjam Pressler ne fa un ritratto biografico a tutto tondo, soffermandosi sulle contraddizioni e facendo emergere i talenti e le aspirazioni di questa giovane ebrea nata in Germania. La storia sconvolgente di una ragazzina che è diventata donna nel periodo più cupo della storia dell'umanità e che Mirjam Pressler ha avuto il coraggio di trasformare in un romanzo avvincente.

Commento/Recensione personale:

Scrivere qualcosa su questo romanzo non è per niente facile: ci sarebbe da dire tutto e niente. Tutto perchè la storia parla da sè e niente perchè ti lascia un vuoto dentro incolmabile e qualsiasi parola risulterebbe superflua.
Sin dalla scuola siamo abituati a leggere "Il diario di Anne Frank", opera famosissima che in un certo senso ha riportato in vita la giovane tramite le sue memorie scritte durante la permanenza nel nascondiglio segreto ad Amsterdam.
Miriam Pressler, invece, ha voluto scrivere la biografia ufficiale della ragazza che ripercorre la sua vita dalla nascita alla morte, ovviamente basandosi su fonti storiche, facendoci conoscere le persone che le stavano attorno come i suoi genitori, i benefattori, la sua migliore amica e Peter, il ragazzo di cui si innamorò.
In questo modo ripercorriamo passo dopo passo i momenti salienti della sua dolorosa vita, assistiamo ad una maturazione di Anne dal punto di vista fisico e mentale: stava diventando donna in un periodo dove non era permesso crescere. Comprendiamo e proviamo il dolore e i suoi sbalzi d'umore dovuti alla condizione in cui si trovava e conosciamo una parte di lei che, forse, in nessun altro romanzo emerge, ovvero, la scoperta di sé: la prima cotta e la consapevolezza che il suo corpo stesse cambiando.
Anne era una ragazza piena di speranza che fino all'ultimo ha lottato per sopravvivere a quelle atrocità e inseguire il suo più grande sogno: diventare una scrittrice.
Vengono citati alcuni passi del diario e da li emergono i suoi lati più intimi e profondi, le sue paure, le attese, i desideri, ma anche i rapporti che aveva con i clandestini che vivevano insieme a lei in quel rifugio, passatemi il termine, maledetto.
Approfondiamo la figura di Miep Gies, ovvero, una donna che prima della guerra lavorava insieme a Otto Frank nella sua azienda, la quale cercava di procurare il cibo per tutti i clandestini e, quindi, si prendeva cura di ognuno di essi lottando con loro per la sopravvivenza.
Notiamo anche una scintilla di speranza che si riaccende in Anne durante l'attentato a Hitler, era quasi sicura che la guerra era ormai giunta al termine, ma purtroppo quella scintilla si spense poco tempo dopo.
I momenti che mi hanno toccata maggiormente (infatti questa lettura l'ho alternata ad altre più leggere) sono stati quelli all'interno del nascondiglio e, successivamente, la deportazione.
Assistiamo allo spegnimento di una giovane ragazza, insieme a quella della sorella e della mamma, di cui l'unica sua colpa era quella di voler vivere una vita normale essendo se stessa.
La lotta della mamma, fino all'ultimo respiro, per mantenere in vita le proprie figlie, la migliore amica di Anne che cercò di procurarle il cibo nel campo di concentramento dove era detenuta e l'infermiera che fu la prima a diagnosticare il tifo alle due ragazze e che quando scoprì che erano morte cercò invano i loro corpi.
Un romanzo di approfondimento, coinvolgente, emozionante, ma maledettamente reale e doloroso.
Non lo consiglio a chi è particolarmente sensibile perchè, nonostante io sia una persona forte, non posso negare che questa lettura mi abbia scossa talmente forte da non riuscire a non pensarci senza soffrire tutt'ora.
Magari lo consiglio a chi è un pò più adulto perchè nonostante si tratti di un libro che fa male, che ad ogni capitolo ti tira un bel calcio allo stomaco, va letto affinchè nessuno dimentichi, affinchè Anne possa continuare a vivere e affinchè la storia non si ripeta.

Vi ringrazio, come sempre, per aver letto anche questa recensione.
Alla prossima da:


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venerdì 21 giugno 2019

Patrick Ness - E l'oceano era il nostro cielo

Giorno 231(nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione.



Titolo: E l'oceano era il nostro cielo
Autore: Patrick Ness
Casa editrice: Mondadori
Genere: Contemporanea
Anno: 2019

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Copertina rigida: Clicca qui



Trama:

"Patrick Ness esplora i temi della violenza, del potere e della caccia in una favola che reinventa la storia di Moby Dick".

Commento/Recensione personale:

Ho avuto modo, in passato, di apprezzare Patrick Ness con il suo romanzo più famoso dal titolo "Sette minuti dopo la mezzanotte" (clicca QUI per leggere la recensione). Quest'ultimo rientra tutt'oggi nella mia lista di libri preferiti.
Proprio per questo ero curiosa di leggere "E l'oceano era il nostro cielo" che molti hanno paragonato al titolo citato poc'anzi per intensità ed emozioni contenuti all'interno delle pagine. Purtroppo, per me, non è assolutamente paragonabile. Non è un romanzo brutto, tutt'altro, ma lo vedrei indirizzato ad un pubblico molto più giovanile.
Stiamo parlando di una rivisitazione del classico "Moby Dick" che affronta temi importanti e, senza alcun dubbio, suggestivi. 
Viene messa in risalto la crudeltà dell'uomo (tema molto attuale) nei confronti del mondo animale: la caccia e la violenza fanno da filo conduttore a tutta la narrazione.
Leggiamo il punto di vista della balena, percepiamo le sue sofferenze e la sua quasi impotenza nel reagire a certe brutalità.
In qualche modo emoziona e riesce a far nascere nella mente del lettore spunti riflessione, ma purtroppo lo stile narrativo l'ho trovato fin troppo semplice, quasi una favoletta per bambini.
Ho apprezzato le illustrazioni di Rovina Cai che rendono il tutto più godibile e non lasciano nulla all'immaginazione.
Se volete leggerlo perchè, come me, avete amato Patrick Ness con il suo romanzo più celebre fatelo, ma senza troppe aspettative e prendendo questo romanzo con più leggerezza. Una lettura breve, scorrevole e senza troppe pretese.


Vi ringrazio per aver letto anche questa recensione.
Un abbraccio e alla prossima da:


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giovedì 20 giugno 2019

N. K. Jemisin - La quinta stagione. La terra spezzata

Giorno 230 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio con tutto il cuore la Oscar Vault Mondadori per avermi inviato una copia del romanzo.


Titolo: La quinta stagione
Autrice: N.K. Jemisin
Casa editrice: Oscar Vault Mondadori
Genere: Fantasy
Anno: 2019

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Kindle: Clicca qui

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Trama:

È iniziata la stagione della fine. Con un'enorme frattura che percorre l'Immoto, l'unico continente del pianeta, da parte a parte, una faglia che sputa tanta cenere da oscurare il cielo per anni. O secoli. Comincia con la morte, con un figlio assassinato e una figlia scomparsa. Comincia con il tradimento e con ferite a lungo sopite che tornano a pulsare.

Commento/Recensione personale:

Ammetto che si tratta di un libro che ha suscitato il mio interesse sin da subito poichè la maggior parte dei lettori ne parlava con entusiasmo.
Si tratta di un fantasy molto particolare che mira a sensibilizzare il lettore su temi attuali come il disastro ambientale.
Nonostante si tratti di una storia del tutto inventata dove le catastrofi vengono estremizzate tantissimo, mi sento di dire che non si discosta poi così tanto dalla realtà.
La domanda che tutti ci faremo al termine della lettura è: "Perchè stiamo con le mani in mano?". Siamo spettatori passivi di problemi che necessitano un rimedio il più presto possibile.
Al di là del tema principale, che funge come spunto di riflessione, mi ha colpito lo sviluppo della storia e la caratterizzazione dei personaggi: diversi tra loro, ma con un sottile filo che intreccia le loro storie e le loro personalità. Caratterialmente sono ben delineati: ognuno si differenzia dall'altro e c'è chi spicca per perspicacia e determinazione e chi invece per debolezza caratteriale.
Tutti loro si interrogano su ciò che ruota attorno a loro, vedono la situazione precipitare davanti ai loro occhi cercando di fare la differenza per aiutare il resto del mondo.
La narrazione si svolge su vari pianeti e vede diversi ambienti ridotti allo stremo e che per certi si somigliano molto.
Mi è piaciuta proprio la descrizione dei luoghi, di questo spazio immaginario perchè l'autrice è stata brava nel saper proiettare il lettore all'interno di queste realtà.
Mi sento di consigliarlo a chi non ama i fantasy puri, ma quelli contaminati con diversi generi.
Non grido al capolavoro, ma sicuramente è una lettura che va fatta per prendere consapevolezza di cosa potrebbe succedere tra qualche anno.
Aspetto con ansia il secondo perchè ormai mi sono affezionata ai personaggi e vorrei ritornare in certi luoghi immaginari.

Vi ringrazio per aver letto anche questa recensione.
Alla prossima da:



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mercoledì 19 giugno 2019

Ettore Zanca - Santa Muerte

Giorno 229 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione.




Titolo: Santa Muerte
Autore: Ettore Zanca
Casa editrice: Ianieri
Genere: Giallo
Anno: 2019

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Trama:

Per le strade di Labella, una città meravigliosa quanto corrotta, si aggira Leonida, un killer prezzolato che ha perso tutto ciò che ama. Ha una gatta di nome Morgana e un soprannome affibbiato: Santa Muer-te. Ha appena accettato da una multinazionale un incarico molto particolare. Le sue vittime sono consapevoli, vogliono essere ammazzate e firmeranno anche un contratto per la loro esecuzione che ha delle garanzie precise per il "dopo". Leonida ascolterà le storie di un gruppo di disillusi dalla vita, da Alessandro, medico che non ha salvato il suo migliore amico, fino a Riccardo, il cui padre si è ucciso e che si rifugia nella musica e a Giulia, giovane donna con troppi fantasmi e violenze. Sullo sfondo un concerto epocale e un omicidio. Da quel momento le vite dei protagonisti cambieranno per sempre. Come nessuno, nemmeno Santa Muerte, aveva previsto.

Commento/Recensione personale:

Ho avuto il piacere e l'onore di conoscere Ettore Zanca di persona al salone internazionale del libro ed è stato, per me, un incontro meraviglioso. Possiede una sensibilità, una purezza e una personalità uniche che è raro trovare in altri. Posso affermare che è una delle persone più belle che abbia mai conosciuto in tutta la mia vita e questo lo devo ad Anna (se leggi la recensione saprai che parlo proprio di te.)
Detto ciò, vi parlo del suo ultimo romanzo che, come il precedente, ho apprezzato davvero molto per le sue sfaccettature. E' un giallo atipico perchè mescola il mistero all'intrattenimento, caratterizzato da un'ironia che rende la lettura più piacevole e leggera. Nonostante si tratti di un libro "da ombrellone", quello che ho sempre apprezzato dell'autore è l'inserimento dell'introspettività di ogni personaggio: si alternano battute divertenti a momenti di riflessione. Il tutto senza mai ricadere sul banale.
Un aggettivo che mi viene in mente per descrivere il romanzo è "sorprendente", perchè è una lettura che non ti aspetti: non ho mai letto che in un giallo si dia molta importanza ad una gatta. Questo mette in risalto l'amore per gli animali e ciò che loro possono donarti: amore incondizionato e fedeltà eterna.
Un altro aspetto che mi ha colpita è stato il ruolo del killer: non è la figura alla quale siamo stati abituati noi, non riesci ad odiarlo e disprezzarlo, ma a tratti capisci le sue scelte e riesci ad entrare dentro la sua mente. Quando un autore è in grado di trasformare il cattivo in una persona buona e ricca di sfaccettature lo apprezzo sempre e mi invoglia sempre di più a leggere il libro. Questo è dovuto ad una caratterizzazione del personaggio degna di nota e all'inserimento di vari elementi, a poco a poco, che rivelano il suo vero essere.
In conclusione, all'interno di "Santa Muerte", sono presenti diversi temi: mistero, ironia, amore per gli animali, fedeltà, un tocco di romanticismo che non guasta mai, introspettività e riflessione.
Chiaramente ve lo consiglio perchè le pagine scorrono senza che ve ne accorgiate, così velocemente che quasi quasi vi dispiace di averlo terminato.

Alla prossima e grazie per aver letto la recensione
da:



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