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Benvenuti nel Blog di Smallintrix

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venerdì 5 luglio 2019

Jerome Pierrat e Alfred - Tatuaggi. Storia di una pratica ancestrale

Giorno 240 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la Sonda edizioni per avermi inviato una copia di questo titolo.


Titolo: Tatuaggi. Storia di una pratica ancestrale
Autore: Jerome Pierrat
Illustratore: Alfred
Casa editrice: Sonda
Genere: Informazione/Attualità
Anno: 2019

Link d'acquisto tramite Amazon:

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Il tatuaggio è diventato una moda, ampiamente praticato e ricercato soprattutto dal punto di vista estetico. Le origini di questa pratica si perdono però nella notte dei tempi e forse anche íl suo significato e funzione. Un vero esperto in materia come Jérome Pierrat ne ripercorre la storia, accompagnato dalle tavole di Alfred: prima, come rito iniziatico, marchio di infamia presso alcuni popoli o di onore per altri, si è diffuso anche in Occidente favorito dalle spedizioni scientifiche nel Pacifico, fino a diventare un tratto distintivo di marinai, delinquenti nonché di alcune teste coronate... fino ai giorni nostri, in cui il tatuaggio serve a costruire la propria identità.


Commento/Recensione personale:

Oggi vi parlo del secondo fumetto appartenente alla collana "Pensare a fumetti" pubblicata da Sonda edizioni.
Anche questo titolo l'ho trovato interessante e indispensabile per chi vuole arricchire il proprio sapere.
In questo fumetto si parla di tatuaggi: quando e come nascono, come si è evoluto nel tempo il loro significato; e vengono messe a confronto diverse culture.
Non avendo vissuto determinati periodi storici, non conoscevo quasi nulla sulla storia dei tatuaggi, li ho sempre interpretati come un volersi distinguere dalla massa ed assumere una propria identità attraverso essi e, a volte, semplicemente un voler seguire la moda ed apparire.
Non si tratta di una pratica nata adesso o quando nacquero i movimenti punk, i quali hanno sicuramente influito sulla loro fama, ma erano presenti in molte civiltà antiche, dove venivano usati per diversi scopi culturali e religiosi e anche nell'antica Roma e Grecia.
Amo quelle letture che ti insegnano qualcosa e sicuramente questa mi ha insegnato tantissimo. 
Le illustrazioni sono molto belle e non posso far altro che congratularmi con chi le ha realizzate.
Ed infine, posso dire che, a differenza del titolo precedente (trovate la recensione cliccando QUI) è un titolo adatto ai lettori di tutte le età: appassionati e non dei tatuaggi.
Ho preferito non farvi i nomi di molte civiltà citate e non darvi altre informazioni riportate all'interno del fumetto per non rovinarvi la lettura, perchè fidatevi di me, merita di esser fatta.

Grazie per aver letto questa recensione.
Alla prossima da:


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mercoledì 3 luglio 2019

Gérald Bronner e J. Krassinsky - Fake news. Smascherare le teorie del complotto e le leggende metropolitane

Giorno 239 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la Sonda edizioni per avermi inviato una copia di questo titolo.


Titolo: Fake news
Autore: Gérald Bronner
Illustratore: J. Krassinsky
Casa editrice: Sonda 
Genere: Informazione/Attualità
Anno: 2019

Link d'acquisto tramite Amazon:

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Negli ultimi anni si è andata affermando una nuova fede laica: nelle leggende metropolitane e nelle teorie del complotto. Il Web e la moltiplicazione delle informazioni rese disponibili, oltre agli errori e ai limiti della nostra comprensione, hanno dato il la a tutta una serie di false credenze, chiacchiere da bar considerate dai più verità incontestabili. Il sociologo Gérald Bronner è però ottimista e, aiutato dalla matita espressiva di Krassinsky, ci spiega come possiamo smontare i meccanismi della manipolazione e non lasciarci ingannare dalle scorrette interpretazioni della realtà. Introduzione di Massimo Polidoro e Paolo Attivissimo.


Commento/Recensione personale:

Questo fumetto è il primo della collana intitolata "Pensare a fumetti" della Sonda edizioni ed è davvero interessante. 
Attraverso vignette e nozioni scritte a mo' di romanzo ci viene spiegato, non solo a riconoscere le notizie false da quelle vere, ma anche perchè nascono le bufale e come si diffondono a macchia d'olio.
Ci vengono riportati diversi esempi di notizie non vere che hanno fatto il giro del mondo e alle quali molte persone hanno creduto. 
Inoltre vengono spiegate in maniera chiara le teorie complottiste, ci fa riflettere su di esse e ci aiuta a capire come comportarci.
La cosa che ho apprezzato di più è la spiegazione dei movimenti antivaccini: perchè sono nati, cosa sostengono e su cosa hanno torto. 
I disegni li ho trovati meravigliosi, non lasciano nulla all'immaginazione, arricchiscono e colorano questioni importanti e di grande spessore.
Ciò che però tengo a precisare è che, pur trattandosi di un fumetto, tocca argomenti importanti che non sono facili da comprendere. Proprio per questo lo consiglio a lettori più "maturi" e abituati ad avere a che fare con temi sui quali bisogna soprattutto ragionare.
Non posso dire altro se non che la Sonda edizioni, ancora una volta, ha fatto centro.

Grazie per aver letto questa recensione.
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martedì 2 luglio 2019

Kathy Kacer e Jordana Lebowitz - Ho guardato un nazista negli occhi

Giorno 238 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio con tutto il cuore la Sonda edizioni per avermi inviato una copia del romanzo.


Titolo: Ho guardato un nazista negli occhi
Autrici: Kathy Kacer e Jordana Lebowitz
Casa editrice: Sonda edizioni
Genere: Narrativa
Anno: 2018

Link d'acquisto tramite Amazon:

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Cresciuta in una famiglia ebrea, scampata alla persecuzione nazista rifugiandosi in Canada, Jordana Lebowitz resta profondamente colpita dalla sua prima visita ad Auschwitz, nel 2012. Questa esperienza la spinge, tre anni dopo, a volare in Germania per assistere al processo contro Oskar Gröning, ex membro delle SS conosciuto come il «contabile di Auschwitz». E a documentare l'incontro con i sopravvissuti, le loro testimonianze e la nascita della consapevolezza del proprio ruolo nel mondo: tramandare la storia della Shoah e alimentare il fuoco della Memoria.

Commento/Recensione personale:

Non c'è molto da commentare in un titolo del genere perchè penso che ciò che si legge tra le pagine dica tutto. Se a tutt'oggi ricordiamo e parliamo delle atrocità compiute ad Auschwitz lo dobbiamo ai sopravvissuti e agli attivisti che combattono per i diritti umani.
Jordana, nonostante la sua giovane età, decide di recarsi in quel luogo simbolo di atrocità e morte, ma non può neanche immaginare a cosa andrà in contro, cosa vedrà e quanto rimarrà scossa nel profondo. Questo suo desiderio nasce dai racconti dei suoi nonni, sopravvissuti alla Shoah. 
La sua visita al campo di concentramento la porterà a fare conoscenza e stringere amicizia con una sopravvissuta di nome Hedy Bohm la quale, oltre a confortarla per l'angoscia provata a alla vista di Auscwitz, la informa su un processo che si sarebbe tenuto in Germania ai danni di un ex membro delle SS. Nell'animo di Jordana si scuote qualcosa di profondo e decide, con convinzione e determinazione, di assistere al processo affinchè giustizia venga fatta.
Hedy, durante il processo dice una frase importante a Jordana, ovvero: "Credo che tu sia la reincarnazione di un bambino che non è sopravvissuto. Forse è per questo che hai così tanto a cuore la situazione. Non si tratta solo del tuo interesse per l'insegnamento della Shoah." Non posso non essere d'accordo su quest'affermazione. Certe anime si trovano sulla terra per un compito specifico e quello della ragazza è proprio quello di ricordare e far sì che la giustizia faccia il suo corso verso i mostri che hanno contribuito affinchè succedesse tutto questo e che ad oggi non sono stati ancora condannati.
C'è da dire, però, che alcuni componenti delle SS non volevano prender parte a queste atrocità, ma che purtroppo non potevano ribellarsi agli ordini dei loro superiori. Detto ciò sono fermamente convinta però che debbano essere puniti.
Si tratta di una lettura che non annoia e non stanca mai, con un ritmo incalzante e quella suspense che tiene il lettore incollato alle pagine volendo scoprire l'esito del processo.
Impossibile non affezionarsi a Jordana, come tutte le altre persone citate all'interno del libro. Anche io vorrei aver la metà del coraggio e della determinazione della ragazza che la spingono ad andare fino in fondo alla questione.
Inutile dirvi che è una lettura che vi straconsiglio.

Grazie per aver letto questa recensione.
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lunedì 1 luglio 2019

Burt O.Z. Wilson - Vanthúku: Il risveglio del draghetto rosso

Giorno 237 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio l'autore per avermi inviato una copia del suo romanzo.



Titolo: Vanthúku. Il risveglio del draghetto rosso
Autore: Burt O.Z. Wilson
Casa editrice: Autore indipendente
Genere: Fantasy
Anno: 2019

Link d'acquisto tramite Amazon:

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Risentimento, egoismo, paura: la sorte alterata da forma umana a mostruosa, volta alla rinascita. 
Burt O.Z. Wilson presenta un fantasy senza scrupoli di eroi vigliacchi e predatori, dominato da sangue, acciaio, artigli e ossa spezzate, evocazioni di morte da polvere e roccia rossa. 

Nessun abitante dell’Impero conosce Vanthúku: le terre rosse oltre le montagne est, un tempo dominate dai grandi draghi estinti e i giganti del Mhòrk, ora avvelenate dai negromanti e infestate dai draghetti. 

Ma cosa succederebbe se i due mondi fossero costretti ad incontrarsi? 

E mentre antiche leggende raccontano di un errante nell’Impero ovest, e di un popolo delle ombre all'estremo sud, le terre rosse cadono al dominio di un uomo e all’unicità di un essere. Nel risveglio di forze antiche, scontri e tradimenti verso la supremazia di Vanthúku, s’intrecciano ambiguità, solitudine e rabbia di un soldato ripudiato e una donna portatrice di magia pura; di un furbo negromante e una coraggiosa guerriera; trafficanti mossi dalla cupidigia e uomini bestia. 

Qual è il vero nemico da combattere? 


Commento/Recensione personale:

Stavolta, a trarmi in inganno non è stata la copertina, bensì il titolo che mi sembrava adatto ad una lettura per bambini. Mi sono dovuta ricredere, perchè mi sono trovata di fronte ad una scrittura matura e ben strutturata. 
Nonostante si tratti di un fantasy, credo che l'autore abbia mescolato realtà a fantasia, ispirandosi alla storia come quella dell'impero romano.
Detto ciò, mi sento di dover dire che non si tratti di una lettura facile, a causa dei troppi nomi inseriti e delle troppe date, ma se prestate più attenzione sono sicura che riuscirete ad andare avanti senza difficoltà.
La storia mi ha appassionato e i salti temporali non hanno creato confusione in me, anzi me l'hanno fatta apprezzare maggiormente arricchendola di dettagli. Sono assolutamente necessari questi cambi temporali in modo tale da capire maggiormente il filo della narrazione e determinati comportamenti di alcuni personaggi.
Ho trovato molto carina anche la mappa: semplice ed essenziale.
Ciò che avrei preferito, però, è una maggiore introspezione dei personaggi: il romanzo è ricco di dialoghi e di azioni, ma purtroppo non si approfondisce molto la psicologia e la personalità dei protagonisti, neanche quelli principali. Sicuramente riconosco, però, la riuscita a pieno della storia che non annoia mai, intrattiene e fa scorrere le pagine senza che il lettore se ne renda conto.
Inoltre mi è sembrato di vedere davanti a me i luoghi in cui si svolge la narrazione e le azioni di ogni personaggio. Proprio per questo, a mio parere, si presta bene a diventare un film o una serie tv. 
E' vero che alcuni elementi inseriti, come i draghi ad esempio, non sono una novità nel mondo del fantasy, ma l'importante è che tutta la storia nel suo complesso risulti originale e l'autore è riuscito in questo.
In conclusione, se vi piace il genere ve lo consiglio soprattutto se amate i fantasy più maturi e corposi, ma non sottovalutate questo titolo prendendolo come leggero. Non si può assolutamente leggere con superficialità. 

Grazie per aver letto questa recensione.
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venerdì 28 giugno 2019

Valentina Lupi - Il mio ritorno a casa

Giorno 236 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio l'autrice per avermi inviato una copia del suo romanzo.


Titolo: Il mio ritorno a casa
Autrice: Valentina Lupi
Casa editrice: Abra books
Genere: Fantasy
Anno: 2019

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Lena Lamberti è una vampira di duecentosessanta cinque anni, nascosti nel corpo di una sedicenne, che ancora lotta contro la sua stessa natura.
Dopo anni di scrupoli, decide di tornare in Irlanda, sua terra natale, con la speranza di rinvenire se stessa e un pò di pace, ma le cose non saranno come immagina.
Ritroverà la sua dolce e comprensiva zia, l'amica d'infanzia Sarah, e amicizie importanti, come Delia, o speciali, come Samuel.
Ma il suo passato è rimasto lì ad aspettarla per oltre due secoli: per amore o per odio? Si tratta di Lucas, il ragazzo che l'ha trasformata e resa colei che tanto oggi odia.
Ma a ridarle la speranza sarà scoprire che anche sua sorella Denise è una vampira e si trova in qualche parte nel mondo pronta a ricongiungersi a lei.

Commento/Recensione personale:

Questo è uno di quei casi in cui si dice "non giudicare un libro dalla copertina". Ero partita con scetticismo per la veste grafica, che con tutta sincerità, non mi piace per niente e rovina il contenuto del romanzo.
Partendo con questi presupposti pensavo di dover affrontare una lettura semplice e banale, ma mi sono dovuta ricredere.
Si tratta sicuramente di un libro leggero, ma che nonostante questo appassiona e coinvolge. 
Escludendo alcuni dialoghi che ho trovato un po' troppo semplici e indirizzati ad un pubblico adolescenziale, mi sono stupita come a questi ha saputo alternare anche discorsi più intensi, significativi, emozionanti e riflessivi.
Nonostante siano passati un po' di moda i vampiri, l'autrice ci riporta in questo mondo che fino a pochi anni fa appassionava lettori e spettatori al cinema di tutti i generi e tutte le età. Impossibile non ricordare "Twilight" che ha fatto da apripista.
Tornando al romanzo, invece, posso dirvi che non vi lascerà indifferenti e vi darà la sensazione di non aver perso il vostro tempo, tutt'altro. Quando si trovano libri del genere fa piacere, oltre a leggerli, parlarne e farli conoscere affinchè più persone possibili ne vengano a conoscenza.
La storia non è del tutto originale: abbiamo il cattivo e la protagonista che da debole si trasforma in una ragazza determinata e dotata di una personalità che riesce a spiccare. Nonostante ciò, però, ho apprezzato l'introspezione dei personaggi, in particolar modo di Lena, la quale, durante il corso della lettura, si analizza dentro e fa delle riflessioni degne di nota: ho sottolineato molte parti.
I temi che spiccano sono: amicizia, amore, lotta tra bene e il male. Ma oltre a tutto questo è presente una componente importante: l'azione. Fa da punto cardine a tutta la narrazione ed è ciò che permette al lettore di non annoiarsi mai, aggiungendo colpi di scena e intrighi da mozzare il fiato.
Un'altra cosa che mi ha colpita è la bravura dell'autrice nel catapultarci all'interno dei luoghi: nonostante non vengano descritti in maniera approfondita, riesci a percepire le atmosfere cupe e buie che vengono a sovrapporsi a quelle più serene, allegre e luminose.
Mi aspetto che i lettori più maturi e smaliziati lo trovino un po' infantile in alcuni dialoghi, anche se la mia esperienza di lettura non è stata deludente.
Lo consiglierei ad un pubblico adolescenziale e a chi, invece, ha la mia età, direi di non soffermarsi alla prima impressione e andare avanti con le pagine perchè non ne rimarrà deluso. Sono presenti piccoli errori di ortografia, ma la storia riesce a farli dimenticare.
Se devo essere sincera, mi ha coinvolta così tanto che spero ci sia un seguito e che soprattutto esca presto.
Concludo facendo i miei più sinceri complimenti all'autrice, ringraziandola nuovamente e augurandole tanto successo.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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giovedì 27 giugno 2019

Andrea R Ciaravella - Claus. Disgrace of blood

Giorno 235 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio l'autore per avermi inviato una copia del racconto.


Titolo: Claus. Disgrace of blood
Autore: Andrea R Ciaravella
Casa editrice: Casta editore
Genere: Fantasy 
Formati: ebook/pdf
Prezzo: gratuito 
Data pubblicazione: Luglio 2018
Pagine: 35

Link per l'acquisto:

Sito ufficiale autore: http://clauslostdays.altervista.org/


Trama:

Una misteriosa valigetta dà inizio a una sequenza di eventi pronta a precipitare nella disgrazia.

Il disonore del sangue sta per abbattersi sugli ignari protagonisti, alla ricerca del leggendario Cavalca Confini, l’unico Runner in grado di dare inizio al Cambiamento.
Disgrace of blood è un episodio prequel di Claus, il romanzo Dark Fantasy edito da Casta Editore.
Il primo tassello di un vasto universo narrativo.
 Lost Days è la saga composta da racconti brevi che esplorano i retroscena e i personaggi del nuovo romanzo fantasy di Andrea R Ciaravella.

Commento/Recensione personale:

Nonostante si tratti di un racconto che anticipa il romanzo vero e proprio l'ho trovato scritto bene e coinvolgente. Si parte subito con l'azione, il mistero e l'intrigo. E' vero che i personaggi non vengono approfonditi nel migliore dei modi, ma credo sia dovuto alla lunghezza del racconto: 35 pagine sono troppo poche per approfondire i caratteri. Sono fiduciosa però che sia la psicologia dei personaggi che la storia vengano approfonditi nel romanzo d'esordio al quale il racconto si collega "Claus: Disgrace of blood".
Nonostante ciò, esso svolge il suo compito ovvero intrattenere il lettore, in modo soddisfacente, perchè l'autore è stato bravo a partire subito con colpi di scena e adrenalina e poi mantenerle alta la tensione fino al finale.
Quindi dà un assaggio di ciò che il lettore potrebbe trovare a leggere nel seguito e cerca fin da subito di conquistarlo.
Carina anche la componente fantasy che rende il tutto più originale e atipico rispetto ad altri romanzi che si trovano in circolazione e che sono caratterizzati dal mistero.
Lo considero un buon inizio che sicuramente invoglia a leggere il romanzo vero e proprio.

Vi ringrazio, come sempre.
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mercoledì 26 giugno 2019

Amnesty International - La situazione dei diritti umani nel mondo. Il 2018 e le prospettive per il 2019

Giorno 234 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la Infinito edizioni per avermi inviato una copia del libro.


Titolo: La situazione dei diritti umani nel mondo. Il 2018 e le prospettive per il 2019
Autore: Amnesty International
Casa editrice: Infinito edizioni
Genere: Attualità
Anno: 2019

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Con una panoramica sulle violazioni dei diritti umani, sulle lotte degli attivisti e sulle sfide vecchie e nuove, questo libro attraversa regioni geografiche e temi trasversali per scattare una foto del 2018 e immaginare il futuro: i conflitti, il commercio di armi, i diritti economici e sociali, la libertà d'espressione online e offline, i diritti delle donne e dei migranti. Le donne sono state le protagoniste di un anno di lotte per i loro diritti ma anche per difendere le loro comunità e le persone più vulnerabili. Per questo sono state prese di mira, vessate, attaccate. "Hanno cercato d'intimidirci ma non ci sono riusciti", ha dichiarato Nonhle Mbuthuma, un'attivista del Sudafrica. I difensori dei diritti umani, uomini e donne, non arretreranno di un passo finché i principi della Dichiarazione universale dei diritti umani, sanciti 70 anni fa, non saranno garantiti a tutti. Amnesty International è al loro fianco. "La situazione dei diritti umani nel mondo" è l'evoluzione del tradizionale Rapporto annuale di Amnesty International. Più agevole e insieme più ricco di dati e immagini, questo volume è un riferimento indispensabile per attivisti, ricercatori, avvocati, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni,, associazioni e per tutte le persone che credono che il cambiamento sia possibile. Il volume contiene un approfondimento sull'Italia dei ricercatori dell'Ufficio regionale per l'Europa di Amnesty International, Elisa De Pieri e Matteo De Bellis.

Commento/Recensione personale:

Questo titolo ci mostra una panoramica, fornendo anche dati statistici, sulla situazione dei diritti dell'uomo e suoi possibili sviluppi.
Ciò che emerge è spaventoso: a tutt'oggi molti paesi portano avanti idee razziste e discriminazioni verso la donna, gli omosessuali, i transgender e i soggetti portatori di handicap. 
Pensavo che ai nostri giorni fosse impossibile avere ancora queste idee chiuse, bigotte e tremendamente razziste visto che incitano all'odio.
I dati statistici relativi alle morti di donne violentate, di gay e transgender perseguitati sono altissimi e viene da pensare: "Perchè tutto questo odio verso persone che non hanno commesso nessun reato?"
Vi trascrivo questa citazione:
"La violenza di genere colpisce in modo sproporzionato le donne, le persone transgender e quelle non conformi alla categorie di genere, ma questa resta una crisi dei diritti umani che il mondo politico continua a ignorare.
In Somalia, spesso le donne con disabilità sono soggette a matrimoni forzati e sono vittime di violenza domestica."
Detto ciò mi rendo conto che siamo ancora ben lontani dagli ideali di pace che molti uomini, presenti nella storia, hanno cercato di trasmettere rischiando la propria vita.

Grazie per aver letto il mio pensiero.
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Goodreads: Martina Villa (Smallintrix)



martedì 25 giugno 2019

Luca Leone e Daniele Zanon - Tre serbi, due musulmani, un lupo

Giorno 233 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la Infinito edizioni per avermi inviato una copia del romanzo.


Titolo: Tre serbi, due musulmani, un lupo
Autori: Luca Leone e Daniele Zanon
Casa editrice: Infinito edizioni
Genere: Narrativa/Storico
Anno: 2019

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Trama:

A Prijedor, in Bosnia Erzegovina, in quella che oggi si chiama Repubblica serba di Bosnia (Rs), nella primavera-estate del 1992 succedono cose spaventose. Sembra d'essere tornati ai tempi del nazismo. Gli ultranazionalisti serbo-bosniaci vogliono sradicare i "non serbi" attraverso due strumenti: deportazione e omicidio. Vengono creati per quest'ultimo scopo tre campi di concentramento. Che ben presto diventano luoghi di uccisione di massa. Nomi tremendi: Omarska. Keraterm. Trnopolje. In quest'ultimo luogo - composto da una scuola, una casa del popolo e un prato - vengono recluse tra le quattromila e le settemila persone. È a Trnopolje, nel maggio del 1992, che è ambientata la storia raccontata da questo libro. Una storia di fantasia, ma poggiata su solide basi storiche e di testimonianza. Un libro che non è solo un romanzo ma anche un reportage di quanto accaduto troppi pochi anni fa e troppo vicino a noi, per non sapere. 

Commento/Recensione personale:

Quando si parla di campi di concentramento, automaticamente la mente ci porta a pensare ad Auschwitz poichè i libri e i documentari si concentrano su quel luogo maledetto. 
Per questo motivo non ho mai avuto modo di approfondire la realtà della Bosnia Erzegovina, ma grazie a questo romanzo ho potuto farlo.
La storia, totalmente inventata, mira a far conoscere al lettore le atrocità commesse dai serbi affinchè la razza venisse ripulita. Stesso metodo usato da Hitler in Germania.
La vicenda narra di un'amicizia (il titolo già parla da sé) che verrà sconvolta da queste brutalità. Ci sono dei passaggi duri da mandar giù poichè contenenti degli atti di violenza e di morte, tanto duri quanto realistici.
Ho apprezzato tantissimo il rapporto che si instaura tra i protagonisti, la loro unione nel cercare di superare tutto questo e la sovrapposizione tra l'immaginario e il reale. I nomi dei personaggi, la loro amicizia e la vicenda in sé sono tutto frutto della fantasia dei due autori, ma purtroppo le violenze subite sono verosimili poichè tratte da fonti storiche.
Alla fine del romanzo vi è una testimonianza reale di una sopravvissuta ai campi di concentramento in Bosnia Erzegovina che fa venire la pelle d'oca e testimonia quanto l'uomo sia brutale.
Un libro che tocca il cuore e dà una gran lezione di vita, partendo dal passato per riflettere nel presente.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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lunedì 24 giugno 2019

Miriam Pressler - Io voglio vivere. La vera storia di Anne Frank

Giorno 232 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la Sonda edizioni per avermi inviato una copia del romanzo.


Titolo: Io voglio vivere. La vera storia di Anne Frank
Autrice: Miriam Pressler
Casa editrice: Sonda edizioni
Genere: Biografico
Anno: 2013

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Questo libro racconta, prima ancora degli orrori del nazionalsocialismo, la storia toccante di una ragazza. Una giovane vita piena di aspettative e opportunità, destinata a un tragico destino. Anne Frank (1929-1945) è diventata celebre grazie al suo diario, che ha commosso e continua a commuovere lettori di tutte le età. Mirjam Pressler ne fa un ritratto biografico a tutto tondo, soffermandosi sulle contraddizioni e facendo emergere i talenti e le aspirazioni di questa giovane ebrea nata in Germania. La storia sconvolgente di una ragazzina che è diventata donna nel periodo più cupo della storia dell'umanità e che Mirjam Pressler ha avuto il coraggio di trasformare in un romanzo avvincente.

Commento/Recensione personale:

Scrivere qualcosa su questo romanzo non è per niente facile: ci sarebbe da dire tutto e niente. Tutto perchè la storia parla da sè e niente perchè ti lascia un vuoto dentro incolmabile e qualsiasi parola risulterebbe superflua.
Sin dalla scuola siamo abituati a leggere "Il diario di Anne Frank", opera famosissima che in un certo senso ha riportato in vita la giovane tramite le sue memorie scritte durante la permanenza nel nascondiglio segreto ad Amsterdam.
Miriam Pressler, invece, ha voluto scrivere la biografia ufficiale della ragazza che ripercorre la sua vita dalla nascita alla morte, ovviamente basandosi su fonti storiche, facendoci conoscere le persone che le stavano attorno come i suoi genitori, i benefattori, la sua migliore amica e Peter, il ragazzo di cui si innamorò.
In questo modo ripercorriamo passo dopo passo i momenti salienti della sua dolorosa vita, assistiamo ad una maturazione di Anne dal punto di vista fisico e mentale: stava diventando donna in un periodo dove non era permesso crescere. Comprendiamo e proviamo il dolore e i suoi sbalzi d'umore dovuti alla condizione in cui si trovava e conosciamo una parte di lei che, forse, in nessun altro romanzo emerge, ovvero, la scoperta di sé: la prima cotta e la consapevolezza che il suo corpo stesse cambiando.
Anne era una ragazza piena di speranza che fino all'ultimo ha lottato per sopravvivere a quelle atrocità e inseguire il suo più grande sogno: diventare una scrittrice.
Vengono citati alcuni passi del diario e da li emergono i suoi lati più intimi e profondi, le sue paure, le attese, i desideri, ma anche i rapporti che aveva con i clandestini che vivevano insieme a lei in quel rifugio, passatemi il termine, maledetto.
Approfondiamo la figura di Miep Gies, ovvero, una donna che prima della guerra lavorava insieme a Otto Frank nella sua azienda, la quale cercava di procurare il cibo per tutti i clandestini e, quindi, si prendeva cura di ognuno di essi lottando con loro per la sopravvivenza.
Notiamo anche una scintilla di speranza che si riaccende in Anne durante l'attentato a Hitler, era quasi sicura che la guerra era ormai giunta al termine, ma purtroppo quella scintilla si spense poco tempo dopo.
I momenti che mi hanno toccata maggiormente (infatti questa lettura l'ho alternata ad altre più leggere) sono stati quelli all'interno del nascondiglio e, successivamente, la deportazione.
Assistiamo allo spegnimento di una giovane ragazza, insieme a quella della sorella e della mamma, di cui l'unica sua colpa era quella di voler vivere una vita normale essendo se stessa.
La lotta della mamma, fino all'ultimo respiro, per mantenere in vita le proprie figlie, la migliore amica di Anne che cercò di procurarle il cibo nel campo di concentramento dove era detenuta e l'infermiera che fu la prima a diagnosticare il tifo alle due ragazze e che quando scoprì che erano morte cercò invano i loro corpi.
Un romanzo di approfondimento, coinvolgente, emozionante, ma maledettamente reale e doloroso.
Non lo consiglio a chi è particolarmente sensibile perchè, nonostante io sia una persona forte, non posso negare che questa lettura mi abbia scossa talmente forte da non riuscire a non pensarci senza soffrire tutt'ora.
Magari lo consiglio a chi è un pò più adulto perchè nonostante si tratti di un libro che fa male, che ad ogni capitolo ti tira un bel calcio allo stomaco, va letto affinchè nessuno dimentichi, affinchè Anne possa continuare a vivere e affinchè la storia non si ripeta.

Vi ringrazio, come sempre, per aver letto anche questa recensione.
Alla prossima da:


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venerdì 21 giugno 2019

Patrick Ness - E l'oceano era il nostro cielo

Giorno 231(nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione.



Titolo: E l'oceano era il nostro cielo
Autore: Patrick Ness
Casa editrice: Mondadori
Genere: Contemporanea
Anno: 2019

Link d'acquisto tramite Amazon:

Copertina rigida: Clicca qui



Trama:

"Patrick Ness esplora i temi della violenza, del potere e della caccia in una favola che reinventa la storia di Moby Dick".

Commento/Recensione personale:

Ho avuto modo, in passato, di apprezzare Patrick Ness con il suo romanzo più famoso dal titolo "Sette minuti dopo la mezzanotte" (clicca QUI per leggere la recensione). Quest'ultimo rientra tutt'oggi nella mia lista di libri preferiti.
Proprio per questo ero curiosa di leggere "E l'oceano era il nostro cielo" che molti hanno paragonato al titolo citato poc'anzi per intensità ed emozioni contenuti all'interno delle pagine. Purtroppo, per me, non è assolutamente paragonabile. Non è un romanzo brutto, tutt'altro, ma lo vedrei indirizzato ad un pubblico molto più giovanile.
Stiamo parlando di una rivisitazione del classico "Moby Dick" che affronta temi importanti e, senza alcun dubbio, suggestivi. 
Viene messa in risalto la crudeltà dell'uomo (tema molto attuale) nei confronti del mondo animale: la caccia e la violenza fanno da filo conduttore a tutta la narrazione.
Leggiamo il punto di vista della balena, percepiamo le sue sofferenze e la sua quasi impotenza nel reagire a certe brutalità.
In qualche modo emoziona e riesce a far nascere nella mente del lettore spunti riflessione, ma purtroppo lo stile narrativo l'ho trovato fin troppo semplice, quasi una favoletta per bambini.
Ho apprezzato le illustrazioni di Rovina Cai che rendono il tutto più godibile e non lasciano nulla all'immaginazione.
Se volete leggerlo perchè, come me, avete amato Patrick Ness con il suo romanzo più celebre fatelo, ma senza troppe aspettative e prendendo questo romanzo con più leggerezza. Una lettura breve, scorrevole e senza troppe pretese.


Vi ringrazio per aver letto anche questa recensione.
Un abbraccio e alla prossima da:


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