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Benvenuti nel Blog di Smallintrix

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lunedì 30 luglio 2018

Valentina Avallone - Datsuzoku. Ricordi dal Giappone

Giorno 135 (nel mio blog):

Ben ritrovati cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la "Abeditore" per avermi inviato una copia del romanzo.


Titolo: Datsuzoku. Ricordi dal Giappone
A cura di: Valentina Avallone
Casa editrice: Abeditore
Genere: Raccolta di fiabe
Anno: 2018

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Trama:

La parola giapponese datsuzoku appartiene a quella famiglia di sostantivi che in altre lingue non hanno una traduzione corrispondente precisa. Questo termine significa fuga dalla propria routine quotidiana, quindi un allontanamento temporaneo dalle azioni che si compiono quasi meccanicamente e che occupano lo spazio delle nostre giornate. Ecco, che cosa è un libro se non un datsuzoku, un momento di evasione bellissimo e irripetibile che spezza la noia della quotidianità? Le fiabe scelte, tradotte da Valentina Avallone, fanno parte di un volume originale più ampio chiamato Green Willow and other Japanese Faiy Tales del 1910, a cura di Grace James; un'opera che cerca di riassumere in sé la quasi totalità dello scibile relativo alla mitologia giapponese, orale e scritta, a seguito di un lungo lavoro di ricerca, confronto e traduzione.

Commento/Recensione personale:

Oggi vi parlo di un altro gioiellino di questa casa editrice, che non smette mai di meravigliarmi. Si tratta di una raccolta di fiabe provenienti dal Giappone che hanno la capacità di farci tornare bambini e di far conoscere un aspetto inedito di questo paese. Sono affascinata da questa terra e ultimamente mi sto informando parecchio, tramite la lettura, sulle sue abitudini, usi e costumi.
Non fatevi mettere paura da una lettura diversa dalla nostra perchè ogni termine specifico appartenente alla lingua giapponese viene spiegato e chiarito sotto forma di glossario semplice in ogni pagina e non alla fine del romanzo che potrebbe dare fastidio.
La cosa che mi ha strappato un sorriso è stata la presenza di elementi comuni con le nostre fiabe. Pur trattandosi di una cultura diversa è più simile alla nostra di quanto si pensi. Le fiabe non sono poi così diverse da paese a paese.
Inutile dirvi che lo consiglio, ormai sto consigliando qualsiasi lettura della "Abeditore" perchè sono meravigliose e lo meritano: sono persone fantastiche.

Alla prossima da:

venerdì 27 luglio 2018

Mark Lowery - L'oceano quando non ci sei. Storia di due fratelli e dell'estate che cambiò la loro vita

Giorno 134 (nel mio blog):

Ben ritrovati cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la "DeA Planeta Libri" per avermi inviato una copia del romanzo.


Titolo: L'oceano quando non ci sei. Storia di due fratelli e dell'estate che cambiò le loro vite
Autore: Mark Lowery
Casa editrice: DeA Planeta Libri
Genere: Narrativa
Anno: 2018

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Trama:

Ci sono viaggi che non si dimenticano, momenti che restano scolpiti nel cuore. Come l'ultima vacanza che Martin e il fratellino Charlie hanno trascorso in un minuscolo paese sulle coste della Cornovaglia. Era estate, un'estate straordinaria, e ogni giorno i due bambini andavano al porto per vedere le spettacolari acrobazie del bellissimo delfino che con l'alta marea si spingeva nelle acque cristalline della baia. Sono passati molti mesi da allora, ma Martin e Charlie sono pronti a tutto pur di rivedere quel delfino, i suoi salti, le sue capriole. Anche a scappare di casa un sabato mattina e a percorrere quasi mille chilometri, tra avventure, fughe rocambolesche e incontri di ogni tipo. Martin adora il piccolo Charlie, sa che lui non è come gli altri bambini, che è speciale. È il motivo per cui Martin deve essere il miglior fratello maggiore del mondo e proteggerlo da tutto e tutti. Questo però non è sempre possibile, e Martin lo scoprirà proprio sulle spiagge della sua amata Cornovaglia. Dove lo aspetta, ancora una volta, l'alta marea.

Commento/Recensione personale:

Questo libro è a dir poco meraviglioso: mescola il dolce e l'amaro. Gran parte del romanzo si basa sul viaggio che Martin e il fratellino Charlie intraprendono per raggiungere la Cornovaglia. Charlie però non è un bambino comune e Martin dovrà proteggerlo da tutti. Durante il viaggio accade un episodio che lascia il lettore con il fiato sospeso e il cuore in gola. 
Ho amato la semplicità del romanzo, la dolcezza e la spontaneità, ma soprattutto l'intensità. 
La narrazione alterna momenti divertenti a momenti più profondi, introspettivi e drammatici.
Il finale è molto toccante e il lettore non potrà far a meno di commuoversi e versare molte lacrime.
Il romanzo affronta molti temi tra cui la malattia e il dolore della perdita, ma lo fa in maniera magistrale.
Ho dato cinque stelle al romanzo, meritatissime, ed è entrato a far parte della mia classifica di libri preferiti che difficilmente dimenticherò.

Alla prossima da:

giovedì 26 luglio 2018

Emily Fridlund - Storia dei miei lupi

Giorno 133 (nel mio blog):

Ben ritrovati cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la "DeA Planeta Libri" per avermi inviato una copia del romanzo.


Titolo: Storia dei miei lupi
Autrice: Emily Fridlund
Casa editrice: DeA Planeta Libri
Genere: Narrativa
Anno: 2018

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Trama:

Tra i boschi, le paludi e gli inverni infiniti del Nord Minnesota, Linda Furston è una ragazzina guardinga e affamata come i lupi dei quali scrive - a sproposito - per una competizione scolastica. Quando Patra, giovane madre con figlio piccolo al seguito, si trasferisce nella casa vicina alla sua, la perfetta solitudine che ammanta la vita di Linda comincia a sfaldarsi. Ma l'accogliente routine di quella che presto diventa la sua famiglia elettiva nasconde più di una crepa. Piccoli, inquietanti segnali alludono a un pericolo la cui esatta natura rimane celata alla vista. Un segreto, una ferita. Una minaccia che Linda, arruolata come babysitter e come complice, si scopre disposta a ignorare...

Commento/Recensione personale:

Purtroppo devo ammettere che questa lettura non è riuscita a coinvolgermi come mi aspettavo. Molto probabilmente la mia delusione deriva dal fatto che mi aspettavo un altro genere di storia, totalmente diversa da ciò che realmente è. Un altro fattore, che ha contribuito a ciò, credo sia il target a cui è indirizzato. Sono alla ricerca di libri più intensi e meno leggeri. Sicuramente è adatto ad una fascia d'età al di sotto della mia perchè la narrazione è scorrevole e carina, ma niente di più.
I personaggi non vengono descritti nel migliore dei modi e manca quell'impatto emotivo che cerco sia nei personaggi sia nella storia.
La trama si rivela al di sopra della narrazione stessa. 
Sono consapevole, però, che il libro possa esser apprezzato molto soprattutto dai ragazzi. Non mi sento di dire che è illeggibile, perchè sarei falsa, ma purtroppo in un romanzo cerco ben altro.

Alla prossima da:

mercoledì 25 luglio 2018

Sofia Lundberg - Il quaderno dei nomi perduti

Giorno 132 (nel mio blog):

Ben ritrovati cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la "DeA Planeta Libri" per avermi inviato una copia del romanzo.


Autrice: Sofia Lundberg
Titolo: Il quaderno dei nomi perduti
Casa editrice: DeA Planeta Libri
Genere: Narrativa
Anno: 2018

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Trama:

Di cosa è fatta davvero una vita? Cosa vale la pena salvare dalla sabbia impalpabile dei giorni, degli anni? Se lo chiede, sola nel suo appartamento a Stoccolma, l'anziana Doris. La risposta è racchiusa in un quaderno molto speciale. Quello che il padre le regalò per il suo decimo compleanno, e che lei vuole lasciare all'inquieta nipote Jenny. Alle sue pagine ingiallite Doris ha consegnato tutti i nomi della sua lunga e tumultuosa esistenza: Stoccolma, Parigi, New York. Madame Serafin, Gösta il pittore, l'ingenua sorella Agnes. E Allan. Parenti, nemici, amanti; ognuno occupa un posto cruciale nel romanzo della sua vita, ognuno ha una storia e tocca a Doris, adesso, raccoglierle. Per riannodare le fila di un destino che, malgrado tutto, prepara gli ultimi colpi di scena. E ritrovare il senso di un viaggio che forse si chiama amore.

Commento/Recensione personale:

Ho trovato questo romanzo molto carino e significativo. Potremmo definirlo una narrazione nella narrazione poichè il passato si intreccia con il presente.
La cosa che ho apprezzato maggiormente è la lettura delle storie dei personaggi racchiusi all'interno del diario, posseduto dall'anziana protagonista di nome Doris.
Si tratta di persone che hanno fatto parte della vita di Doris e che purtroppo sono morte a causa della guerra.
Non sono riuscita ad affezionarmi molto alla protagonista Jenny, non ho compreso appieno i suoi atteggiamenti e a tratti mi è risultata antipatica.
Il punto cardine è l'amore che crea quel velo di tenerezza che permette al lettore di immergersi di più all'interno della narrazione.
Il finale è molto toccante, ammetto di essermi emozionata e di aver provato una stretta al cuore molto forte.
In conclusione, se cercate un romanzo non molto impegnativo, che vi faccia sorridere, emozionare e riflettere nello stesso momento, allora fa al caso vostro.

Alla prossima da:

venerdì 20 luglio 2018

Kader Abdolah - Uno scià alla corte d'Europa

Giorno 131 (nel mio blog):

Ben ritrovati cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la casa editrice "Iperborea" per avermi mandato una copia del romanzo.


Titolo: Uno scià alla corte d'Europa
Autore: Kader Abdolah
Casa editrice: Iperborea
Genere: Narrativa storica
Anno: 2018

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Trama:

Orientalista all'Università di Amsterdam, Seyed Jamal ritrova il diario di viaggio di uno scià che a fine '800 lascia la Persia e con un infinito stuolo di principi, funzionari e mogli dell'harem intraprende il suo Grand Tour alla scoperta dell'Europa. Armato di curiosità e ironia, Seyed si unisce alla carovana del re e come una moderna Sherazade, fondendo realtà storica e fiaba orientale, narra le mille e un'avventura di questo viaggiatore d'eccezione, despota crudele e ingenuo, colto e infantile, facile preda del Grande Gioco europeo per il controllo del Medioriente, sovrano di un regno millenario e retrogrado a confronto con il progresso vorticoso che cambierà il mondo e plasmerà il nostro presente. Accolto come un vecchio amico dagli zar e dalla regina Vittoria, con cui condivide la via del tramonto in un decadente rituale di corte, lo scià attraversa la Germania di Bismarck e la Francia repubblicana, incontra Tolstoj, il padre di Stalin, Debussy e Monet, testa l'aspirina della Bayer e sperimenta le scoperte di Siemens e di Pasteur, capisce la portata rivoluzionaria della catena di montaggio e delle industrie inglesi, e assiste impotente alla ribellione di Banu, sua moglie prediletta, che ha letto, pensato e sognato troppo per non cercare in questo viaggio una fuga verso la libertà. Ma lo smarrimento dello scià di fronte al formarsi dell'Europa moderna si riflette in quello di Seyed per la crisi dell'Europa attuale, dove la storia, con la stessa inesorabilità, lungo lo stesso tragitto seguito dal re persiano, conduce ondate di profughi intrecciando sempre più i destini di Oriente e Occidente, e dove uno scrittore rifugiato come Kader Abdolah, che con la «magia dell'immigrazione» si è ricostruito un'identità, cerca nella letteratura nuovi territori di incontro.

Commento/Recensione personale:

E' risaputo che la "Iperborea" pubblica solo romanzi di qualità e questa è l'ennesima conferma. Purtroppo però non sono riuscita a dare più di tre stelle, per il semplice motivo che non fa parte del genere letterario che solitamente leggo.
Avevo grandissime aspettative che purtroppo sono state distrutte. Ho apprezzato la narrazione e i fatti storici inseriti all'interno, ma purtroppo alcune cose sono risultate troppo difficili per la mia comprensione.
Riconosco sia la bravura dell'autore sia la qualità molto alta della narrazione e sia i personaggi ben caratterizzati, ognuno con un ruolo fondamentale.
Non sono un'amante della storia e quindi del genere letterario e proprio per questo non sono riuscita ad apprezzare appieno il contenuto del romanzo.
Mi sento però di consigliarlo a chi ama questa casa editrice, come me, e a chi ama i romanzi storici perchè, a differenza mia, non resterà deluso e saprà apprezzarlo maggiormente.

Alla prossima da:

giovedì 19 luglio 2018

Carla Vasio - Invisibile

Giorno 130 (nel mio blog):

Ben ritrovati cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la casa editrice "Exorma" per avermi inviato una copia del romanzo.

Titolo: Invisibile
Autrice: Carla Vasio
Casa editrice: Exorma
Genere: Narrativa
Anno: 2017

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Trama:

Viviana. Si potrebbe definire una pranoterapeuta se non fosse anche di più, molto di più. È uno di quegli esseri umani che portano sulle spalle la pena per i mali propri e per gli altrui. Una scrittrice laica la incontra, con discrezione commossa ne segue le vicende e ne racconta la storia, le esperienze della sua natura altra, traccia mappe avventurose oltre la realtà sensibile. Erede di uomini provenienti dalle steppe asiatiche, Viviana riesce a guarire con l'imposizione delle mani. Non solo facoltà particolari che vengono dal remoto, ma doni di elezione a cui si è predestinati, per dare agli altri l'energia per guarire, tale la responsabilità del suo ruolo nel mondo. Le due donne si confrontano sui grandi temi del dolore e del destino, attraverso le parole dell'una che nella narrazione appaiono risonanze dell'energia immateriale dell'altra, residui di conoscenze antiche, di eventi dimenticati ma tuttora in vita. «Quell'altrove di cui non le piace parlare [...], quel luogo in cui evade sopra la terra e subito sotto il cielo, [...] non è un'invenzione gratuita utilizzata per affascinare i deboli di mente, è soltanto un modo per descrivere un'estensione reale della sua anima». Un viaggio nel silenzio fatto con le parole di una grande scrittrice che usa la spontaneità per ottenere l'eleganza, quel silenzio dell'anima che perfino al giorno d'oggi conserva intatto il suo mistero.

Commento/Recensione personale:

Purtroppo questo romanzo mi ha delusa. La trama e le premesse promettevano bene, ma si sono rivelate al di sopra della narrazione stessa. Credo che uno dei fattori che ha contribuito a questa delusione sia il numero troppo ridotto di pagine. Quando la storia inizia a svilupparsi, improvvisamente si interrompe con la fine del libro. Penso che per certi argomenti sia necessario ampliare la narrazione pur rischiando di scrivere troppe pagine in modo tale che il tutto risultati più chiaro.
La lettura scorre troppo in fretta, tanto da non lasciare il tempo di immedesimarsi nella protagonista e scavare in fondo al suo vissuto.
Per comprendere determinate cose è, addirittura, necessario rileggere la trama.
Ho dato tre stelline perchè alcune cose le ho apprezzate e trovate interessanti, ma purtroppo manca quel qualcosa che spinge il lettore ad emozionarsi.
Provo un pò di rabbia perchè l'idea originale gettava le basi per un bel romanzo, ma purtroppo si è rivelato un romanzetto che non lascia alcun tipo di emozione.

Alla prossima da:

mercoledì 18 luglio 2018

Marita Bartolazzi - La donna che pensava di essere triste

Giorno 129 (nel mio blog):

Ben ritrovati cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la casa editrice "Exorma" per avermi inviato una copia del romanzo.

Titolo: La donna che pensava di essere triste
Autrice: Marita Bartolazzi
Casa editrice: Exorma
Genere: Narrativa
Anno: 2017

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Trama:

In una città senza tempo e senza nome, la donna che pensava di essere triste cerca chi possa cucirle la coperta di tristezza di cui ha bisogno. Una piccola folla di personaggi, non si sa se reali o immaginari, si rivela più prodiga di consigli che di aiuto: animali parlanti, sarti collezionisti, figli che abitano in un trafficato supermercato dei sogni, un monumento di bronzo annoiato e girovago. In aggiunta a tutto questo le giornate si popolano di presenze che sembrano avere le sembianze della protagonista. Parti di lei che si sono staccate in un tempo dimenticato continuando a vivere da sole, per conto loro, scelgono quel preciso momento per riapparire. Anche le notti sono ricche di avvenimenti: sogni, visioni, incontri si susseguono. Il racconto si snoda pienamente nella realtà e allo stesso tempo in una leggera, impercettibile, perfetta sfasatura. In un'epoca in cui quello che è vero sembra non avere più alcun privilegio sul falso, questo libro ci propone l'accesso a un mondo "diversamente credibile", come sempre ha fatto la letteratura: uno dei tanti mondi che affiancano le nostre giornate affannate e distratte. Un racconto-labirinto scritto in una lingua all'apparenza pacata, talvolta teneramente comica e malinconica, un'indagine che svela i retroscena nella vita di una donna volutamente qualsiasi e ci rammenta che dove crediamo di percepire qualcosa, spesso stiamo solo ricordando.

Commento/Recensione personale:

Mi dispiace dover ammettere che questo romanzo non mi ha convinta quasi per nulla. Si tratta di un romanzo in cui la trama promette bene e crea grandi aspettative per poi deludere con il suo contenuto vero e proprio.
Gli spunti narrativi sono buoni e gettano le basi per un ottimo romanzo, ma purtroppo non vengono sfruttati nel migliore dei modi. Alcune parti le ho trovate interessanti e offrono spunti di riflessione, ma vengono gettati lì senza alcun collegamento.
La narrazione è confusionaria e non-sense e crea confusione nel lettore, senza lasciar nulla di positivo se non totale caos.
Ho capito che la storia si incentra tutta sulla protagonista e sul proprio essere, ma non offre alcun tipo di spiegazione per poter chiamare questa opera "romanzo".
Al termine della lettura ho provato solo un vuoto, nulla di più.
Detto ciò, però, mi sento di consigliarlo in modo tale che qualcuno mi spieghi il senso e possiamo confrontarci pacificamente.

Alla prossima da:

martedì 17 luglio 2018

Bette A. Moskowitz - Ma tu chi sei?

Giorno 128 (nel mio blog):

Ben ritrovati cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la casa editrice "Exorma" per avermi inviato una copia del romanzo.


Titolo: Ma tu chi sei? Alzheimer, la sindrome del tramonto.
Autrice: Bette A. Moskowitz
Casa editrice: Exorma
Genere: Narrativa
Anno: 2013

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Trama:

Bette Ann Moskowitz narra con sguardo sensibile l'esperienza dell'invecchiamento e della malattia della madre: dalla manifestazione dei primi sintomi al ricovero e alla permanenza in una casa di riposo. Ci racconta il senso di colpa e d'inadeguatezza, i dubbi cui la difficile condizione la mette di fronte, il confronto serrato e a volte dissonante con la sorella. Le riflessioni sul "diventar vecchi", sulla perdita progressiva di memoria, e sulle sue implicazioni psicosociali, affidano al lettore un patrimonio di conoscenze anche pratiche che l'autrice ha acquisito per esperienza diretta nel corso degli anni.

Commento/Recensione personale:

Si tratta di un romanzo autobiografico poichè l'autrice ha vissuto in prima persona la malattia che ha colpito sua madre ovvero l'alzheimer. 
Ho letto molte critiche riguardanti questo romanzo, ma io mi trovo in disaccordo. Reputo la narrazione dell'autrice attenta, curata e caratterizzata da molta sensibilità. Durante la lettura si percepisce il dolore che ha colpito l'autrice e la madre di quest'ultima, la si può percepire sulla propria pelle.
Il racconto sottolinea non solo le difficoltà che una famiglia è costretta ad affrontare quando si ha una persona malata all'interno, ma anche l'abbandono da parte della società nei confronti di queste persone.
L'alzheimer che solitamente colpisce gli anziani è una malattia terribile perchè cancella lentamente, il proprio essere e i propri ricordi.
L'autrice, però, oltre a descrivere e analizzare la malattia cerca di sensibilizzare il lettore a non abbandonare queste persone, rimanere al loro fianco fino al resto dei loro giorni, affinchè non vivano gli ultimi anni come oggetti abbandonati.
Trovo sia un lettura molto interessante ed educativa. Il sapere sta alla base di ogni cosa e questo romanzo va assolutamente letto per questo motivo.

Alla prossima da:

lunedì 16 luglio 2018

Patrick Holland - Treni in corsa nelle notti di Kyoto

Giorno 127 (nel mio blog):

Ben ritrovati cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la casa editrice "Exorma" per avermi inviato una copia del romanzo.


Titolo: Treni in corsa nelle notti di Kyoto
Autore: Patrick Holland
Casa editrice: Exorma
Genere: Viaggio
Anno: 2015

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Trama:

Dopo dieci anni trascorsi in Giappone, Cina e Vietnam, Patrick Holland ci racconta le storie di un occidentale alle prese con la complessità dell'Oriente. Un viaggio, quello di Holland, che attraversa la regione giapponese del Kansai - da Osaka all'area sacra dell'Oku-no-in - e continua nello Yunnan cinese e nelle città vietnamite di Saigon e La Vang. Come la sinuosa Muraglia Cinese, i racconti si snodano uno dopo l'altro, dando voce ai luoghi e alla gente che li abita, disseminati di citazioni di autori classici e moderni - da Calvino a Kawabata a Basho. Le riflessioni sul concetto di luogo e non-luogo, mortalità e mutamento, delineano un percorso geografico, sociale e antropologico che passa agilmente da un paese all'altro, come i treni presi in corsa nelle notti di Kyoto.

Commento/Recensione personale:

Questo romanzo è a dir poco sensazionale. Il tema principale, come si evince dal titolo, è il viaggio. L'autore attraversa la regione giapponese del Kansai e continua nello Yunnan cinese e nelle città vietnamite di Saigon e La Vang. Ciò che ho apprezzato maggiormente è stato il voler dare voce alle persone del luogo, facendo immergere maggiormente il lettore nelle atmosfere del posto. Si deducono pregi e difetti del vivere in un determinato luogo, ma si rimane affascinati dalla cultura.  
L'autore riflette sul concetto di luogo e non-luogo, mortalità e mutamento, delineando un percorso geografico, sociale e antropologico di ogni paese dal quale viene ospitato.
Un viaggio nel cuore delle persone, nelle terre e nello spirito culturale di ogni luogo che fa sognare il lettore e lo proietta all'interno delle pagine.
Io stessa avrei voluto preparare subito le valigie e partire per raggiungere quei posti.
Non posso far altro che consigliarvelo. Un libro che difficilmente dimenticherò.

Alla prossima da:



sabato 14 luglio 2018

Ray Bradbury - Fahrenheit 451 (Libro VS Film)

Giorno 126 (nel mio blog):

Ben ritrovati cari lettori, con una nuova recensione. Oggi vi parlo di un romanzo che ha segnato un epoca ed è tornato in auge. 

Titolo: Fahrenheit 451
Scrittore: Ray Bradbury
Casa editrice (attuale): Mondadori
Genere: Distopico fantascientifico
Anno: 1953

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Trama:

In un'allucinante società del futuro si cercano, per bruciarli, gli ultimi libri scampati a una distruzione sistematica e conservati illegalmente. Il romanzo più riuscito del celeberrimo scrittore americano di fantascienza. "Questo è un libro che ci mette in guardia. Ci ricorda che ciò che abbiamo è prezioso, e che a volte diamo per scontato proprio quello a cui teniamo. Quando l'ho riletto da adolescente, 'Fahrenheit 451' era diventato un testo sulla libertà, sulla capacità di pensare con la propria testa. Parlava di fare tesoro dei libri e delle voci di dissenso che si esprimevano al loro interno. Di come noi esseri umani cominciamo col mettere al rogo i libri e finiamo col mettere al rogo le persone." (dalla prefazione di Neil Gaiman)


Titolo: Fahrenheit 451
Scritto e diretto da: Ramin Bahrani
Rete televisiva originale: HBO
Rete televisiva italiana: Sky Cinema Uno
Attori principali: Michael B. Jordan e Michael Shannon
Anno: 2018


Trama:

In una società di un non lontano futuro, al fine di preservare l'armonia e la felicità della popolazione, il giovane pompiere Montag è impegnato, insieme ai suoi colleghi e sotto lo sguardo vigile del suo mentore e capitano Beatty, a dare fuoco a tutto ciò che può essere considerato come strumento di cultura. Tutti dipendono dai nuovi media che pervadono la loro vita. Gli individui stanno a casa interagendo con enormi schermi sotto la guida (e il controllo) di 'Yuxie', una sorta di assistente personale dotata di intelligenza artificiale. Un giorno però Montag, grazie all'incontro con Clarissa che fa parte del gruppo di resistenza che cerca di salvare i libri, inizia a porsi delle domande.

Commento/Recensione personale:

Libro: Ho letto il romanzo incuriosita dal suo strepitoso successo e dal fatto che dopo tanti anni è tornato alla ribalta, grazie anche al nuovo film prodotto per la tv, curata e prodotta dall'emittente televisiva statunitense "HBO".
Non posso dire che si tratti del romanzo della mia vita, ma posso affermare che il significato che vuole trasmetterci, nonostante esso sia stato scritto negli anni '50, è molto attuale ed importante.
L'importanza dei libri e della conoscenza sta alla base della narrazione e tutto ruota intorno ad essa. I pompieri descritti non sono quelli che conosciamo oggi, poichè non spengono gli incendi, ma li appiccano per distruggere e ridurre in cenere i romanzi. 
Se ci pensiamo bene, è una questione molto attuale poichè il sapere è l'arma più potente che esista e molte persone che stanno al potere cercano di ridurre questo potere e creare una popolazione ignorante contro la quale è più facile vincere.
Il protagonista Montag, abituato a incendiare ogni libro che si presenta alla sua vista, facendo irruzione anche nelle case altrui, inizia a porsi delle domande grazie all'incontro con Clarissa, facente parte del gruppo di resistenza con cui cercano di salvare i libri.
La narrazione del romanzo è abbastanza scorrevole e tutto sommato semplice. Le atmosfere cupe e "calde" si percepiscono chiaramente. 
Il finale è ricco di emozioni caratterizzate dal tema del "sacrificio".

Film: Ho apprezzato la prova attoriale, soprattutto quella di Michael B. Jordan che interpreta il giovane Montag. L'attore vanta varie apparizioni cinematografiche: tra le ultime "Black Panther" e "Creed. Nato per combattere".
Sono felice di poter dire che si tratta di una trasposizione televisiva ben riuscita poichè non solo hanno rispettato la narrazione restando fedele alla storia scritta da "Ray Bradbury", ma hanno curato molto le atmosfere cupe, come nel romanzo. 
Il film è riuscito a rendere più chiara la vicenda, a mostrare gli stati d'animo dei protagonisti, grazie soprattutto alla bravura degli attori e a rimarcare il concetto del "sapere".
L'unica piccola critica che mi sento di muovere è che ho apprezzato maggiormente il finale del romanzo, ma anche quello televisivo merita e contiene un alto contenuto emotivo. Il sacrificio viene mostrato chiaramente.

In conclusione mi sento di consigliarvi sia la lettura del romanzo che la visione del film, entrambi sono molto riusciti e chiari nel loro intento.

Alla prossima da:


giovedì 12 luglio 2018

Lorenzo Foltran - In tasca la paura di volare

Giorno 125 (nel mio blog):

Ben ritrovati cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio l'autore, Lorenzo Foltran, per avermi inviato una copia della sua silloge poetica.


Titolo: In tasca la paura di volare
Autore: Lorenzo Foltran
Casa editrice: Oedipus
Genere: Silloge poetica
Anno: 2018

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Trama:

Scostate le fronde ultime, un saluto e ciascuno alla sua strada. Le prime luci, rade (è notte e la più parte dorme) fanno sicuro l'accesso al villaggio.

Commento/Recensione personale:

Sono felice ed onorata di esser stata contattata dall'autore tramite email affinchè potessi recensire il suo romanzo. Ammetto che non mi è mai capitato di accostarmi ad una silloge poetica, ma ho accettato sia per sfida con me stessa sia per avvicinarmi a un nuovo genere che potesse accrescere la mia cultura.
Come introduzione vengono riportati alcuni componimenti di autori come Dante e Petrarca, dove ogni verso viene spiegato accuratamente e viene analizzata la composizione di questi.
Successivamente inizia la raccolta vera e propria delle poesie e non ho molto da dire se non che entrano nel cuore, ma soprattutto si nota la bravura dell'autore nella ricerca in campo poetico.
Non si tratta di componimenti poetici quali oggigiorno ci hanno abituato, si parla di professionalità e di un bagaglio culturale molto elevato.
Essendo il romanzo così accurato, per certi versi impegnato e molto ricercato, non mi sento di consigliarlo a tutti, ma ad una fascia d'età magari più adulta.
Con questa lettura ho la conferma che anche nel nostro paese esistono ragazzi validi, che si interessano al mondo ed alla cultura.
Alcuni componimenti hanno rispecchiato la mia vita ed altri mi hanno fatta sognare. 
Mi permetto di dire che, a mio parere, questo testo andrebbe studiato, analizzato ed inserito nelle scuole, dando un valido esempio ai ragazzi di oggi, che spesso vengono distratti dalla nuova tecnologia e non si interessano più ai testi poetici.
Tramite un romanzo del genere, non solo si impara a conoscere la mente dei antichi poeti, ma si impara a vivere analizzando i sentimenti più profondi.

Alla prossima da:



mercoledì 11 luglio 2018

Andrea Mariani - Lemegeton vol.1: Dal profondo

Giorno 124 (nel mio blog):

Ben ritrovati cari lettori, con una nuova recensione.


Titolo: Lemegeton volume uno. Dal profondo
Autore: Andrea Mariani
Casa editrice: Abeditore
Genere: Gotico/Mistery
Anno: 2018

Link d'acquisto tramite Amazon:

Copertine flessibile: Clicca qui


Trama:

Scozia, anno del Signore 1801. Due bambini in fasce vengono abbandonati alle porte del maniero della famiglia Stewart of Appin, situato nei pressi del piccolo borgo di Dechmont, nella contea del Lothian Occidentale. Robert e Rachel, i padroni di casa, non avendo mai avuto figli decidono di adottarli e prendersene cura. Tuttavia, come spesso accade, la felicità raggiunta chiederà loro di pagare un prezzo molto alto. Nelle notti di un'Edimburgo in piena rivoluzione industriale, misteriose ombre si nascondono nell'oscurità. Nei bassifondi la gente vive nella paura a causa di una strana serie di sparizioni. Qualcuno vocifera di un male talmente scellerato da non avere un nome... coloro che lo conosco, invece, si rifiutano di pronunciarlo...

Commento/Recensione personale:

Oggi vi parlo di un romanzo bellissimo: si tratta del primo volume di una serie intitolata "Lemegeton", scritta da Andrea Mariani. Questo libro stuzzicava da un pò la mia curiosità, non soltanto per la trama, ma anche perchè due persone me lo avevano consigliato tra cui Massimo Mayde, autore di "Re Nero". Essendo pubblicato anche questo da Abeditore, non potevo farmelo sfuggire, così ho approfittato della promozione lanciata dalla casa editrice in occasione dell'estate, dove con una spesa minima di 20 euro ricevevi il kit del lettore. Pertanto non ho avuto esitazione e ho acquistato "Lemegeton vol.1: Dal profondo". Non sono per nulla pentita, anzi. Ovviamente grafica bellissima e molto accurata, come solo la "Abeditore"riesce. La storia è meravigliosa e ti prende sin dalle prime righe del primo capitolo. 
Si tratta del genere gotico che incontra il mistery, creando una storia intrigante che mescola il genere piratesco all'oscurità. Proprio per questo potrei definire questo romanzo un mix di generi che creano una narrazione semplice, ma mai scontata.
Fortunatamente non mi lascio impressionare dalle letture contenenti elementi inquietanti, come per esempio le apparizioni. In questo modo sono riuscita ad apprezzarlo ancora di più senza provare nessun tipo di riluttanza o blocco letterario.
Ho amato tutti i protagonisti, ognuno con un ruolo diverso ma fondamentale per la narrazione.
Vi chiederete se questo romanzo ha un difetto, ebbene ne ha due: il primo che a volte ho avuto qualche difficoltà con i salti temporali, ma poi fortunatamente riesce a chiarire perfettamente e a metterti di nuovo sulla rotta e il secondo difetto...finisce troppo presto e con un cliffhanger che non ti farà dormire la notte. Ero tra me e me a ripetermi "datemi subito il seguito".
Anche questo romanzo entrerà a far parte dei romanzi più belli che ho letto quest'anno. Non fatevelo sfuggire.

Alla prossima da:

martedì 10 luglio 2018

Autrici varie - Sesso e altri ordigni

Giorno 123 (nel mio blog):

Ben ritrovati cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio nuovamente "Edizioni del Gattaccio" per avermi inviato una copia del romanzo.

Titolo: Sesso e altri ordigni
Autore o autrice: Autrici varie
Casa editrice: Edizioni del Gattaccio
Genere: Narrativa/Saggistica
Anno: 2016

Link d'acquisto tramite sito ufficiale:



Trama:

Il sesso è un'esperienza emozionante e significativa. Oh, se lo è...!Ma scriverne è sempre complicato. Perché ci coinvolge di persona e temiamo di mostrarci (mica che poi gli altri pensino che io...). Perché le parole - anche in libri di successo - sembrano inadeguate rispetto all'intensità che proviamo. Perché molti stereotipi vi si sono accumulati. Perché uomini e donne lo vivono e lo narrano in modo diverso. Perché la visione maschile - per esempio, in tv - prevale ancora con arroganza anche se il patriarcato è finito. Perché sul sesso pare difficile avere qualcosa di nuovo da raccontare. Perché... ognuna e ognuno ha di certo i suoi perché. Per scrivere bene di sesso serve la scrittura al laser di questi racconti, creata attraverso leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità, coerenza. I diritti d'autore vanno tutti alla Casa di accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano.

Commento/Recensione personale:

Ciò che apprezzo di questa casa editrice è che pubblica romanzi che trattano argomenti difficili, ma senza quella pesantezza che renderebbe la lettura lenta e impegnativa. Ciò si era verificato già nel romanzo "Nel gommone" (Trovate la recensione qui).
In questo libro si parla di un argomento tutt'ora ritenuto un tabù poichè scandaloso o che si scontra con i principi morali imposti dalla società e dalla religione. Come avrete capito dal titolo, parliamo di sesso.
Molti sanno che quando si tratta un argomento del genere sono molto critica, ma stavolta non ho rilievi da fare, solo apprezzamenti.
L'elemento che ho apprezzato maggiormente è l'assenza di volgarità che purtroppo è presente in molte narrazioni e che io continuo a non tollerare. 
Le diverse autrici del romanzo descrivono il sesso sotto diverse forme: quello naturale che rappresenta il punto di svolta dall'età giovanile all'età adulta e il sesso più crudo, quello che viene imposto contro la propria volontà.
Anche questo romanzo l'ho letteralmente divorato ed è entrato a far parte di quei romanzi che ritengo debbano esser letti, assolutamente, almeno una volta nella propria vita.
Un altro elemento essenziale che rende il tutto meno impegnativo è la capacità di narrare fatti spiacevoli con una positiva leggerezza e sensibilità che permette al lettore di non sentirsi soffocato dalla lettura, tutt'altro. La lettura viene apprezzata maggiormente.
Lo consiglio assolutamente perchè informarsi su un argomento del genere è sintomo di cultura e intelligenza.

Alla prossima da:

lunedì 9 luglio 2018

Lello Gurrado - Nel gommone

Giorno 122 (nel mio blog):

Ben ritrovati cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio "Edizioni del Gattaccio" per avermi inviato una copia del romanzo.


Titolo: Nel gommone
Autore: Lello Gurrado
Casa editrice: Edizioni del Gattaccio
Genere: Narrativa/Saggistica
Anno: 2016

Link d'acquisto tramite il sito ufficiale:




Trama:

Sette storie grottesche, antirazziste, assolutamente improbabili ma capaci di succedere da un momento all'altro. O che già accadono, in questo dove e in questo istante, invisibili solo al nostro occhio pigrissimo. Situazioni, personaggi, citazioni ed accadimenti ossimorici e paradossali... in grado però di provocare il cortocircuito delle opinioni e dei telegiornali. Storie divertenti, castigatrici, dissacranti per riflettere su tremende tragedie quotidiane. In piena fedeltà con il detto latino Castigat ridendo mores. Ridere e pensare insieme. Che roba!

Commento/Recensione personale:

Si tratta di un altro romanzo che mi è entrato nel cuore. Esso, tramite sette racconti, affronta una tematica importante ovvero l'immigrazione. I profughi che ogni giorno approdano sulle nostre coste, spesso vengono trattati in maniera discriminatoria, convinti che siano giunti qui per rubarci il lavoro, ma tralasciando le loro storie sfortunate e dolorose. Costretti ad abbandonare le proprie terre per guerre in corso o disagi di varia natura, cercano una vita migliore lontano dalla propria casa e sappiamo bene che non è mai facile allontanarsi dalle proprie origini.
Devo ammetterlo, ero partita prevenuta su questo romanzo perchè pensavo fosse molto impegnativo, invece la narrazione scorre in fretta e non solo per il numero di pagine molto ridotto, ma soprattutto grazie alla capacità dell'autore di alleggerire l'argomento. Le sette storie si differenziano tra loro e fanno breccia nel cuore del lettore scatenando in lui emozioni di vario genere. Inoltre vengono affrontate in maniera differente: con ironia, simpatia, allegria, ma anche con profondità e sensibilità.
Credo sia inutile puntare il dito verso gli immigrati, ciò che non va è il sistema, la gestione che la politica attua nei confronti loro e nostri.
Ho apprezzato molto la bravura dell'autore, le storie narrate che non lasciano per nulla indifferente, la tematica che seppur scomoda è il tema attuale che suscita maggiormente pareri contrastanti e quindi bisogna conoscere in profondità.
Non fermatevi al titolo, come ho fatto inizialmente io commettendo un grave errore, ma perdetevi nelle sue pagine perchè certe letture non devono passare inosservate.

Alla prossima da:





sabato 7 luglio 2018

Aurora Monaco - Dietro un no

Giorno 121 (nel mio blog):

Benvenuti cari lettori, con una nuova recensione.


Titolo: Dietro un no
Autrice: Aurora Monaco
Casa editrice: A&B Editrice
Genere: Narrativa
Anno: 2004

Link d'acquisto tramite sito ufficiale:

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama: 

Il frutto di una tragica esperienza vissuta accanto ad un uomo che si è spento per l'impossibilità di trovare un organo. Un'opera attraverso la quale si intende promuovere la sensibilizzazione dell'opinione pubblica riguardo alla donazione degli organi.

Commento/Recensione personale:

Solitamente non recensisco libri che mi ha donato qualcuno che mi sta vicino, come un amico o un parente, ma in questo caso dovevo assolutamente parlarne affinchè questo romanzo potesse trovarsi sotto i riflettori che merita.
Il tema trattato è molto forte e la narrazione non è da meno, per questo bisogna avere coraggio e forza di leggerlo, proprio come l'autrice li ha avuti nel narrare questa storia del tutto reale.
Mettere a nudo le proprie fragilità e i propri momenti bui non è mai facile, ma quando lo si riesce a fare si prova quel senso di liberazione perchè sai che qualcuno ti legge e ti capisce.
Ammetto di esser uscita quasi distrutta dalla lettura di questa opera, non soltanto per il mio stretto legame con la famiglia dell'autrice, ma soprattutto per il modo utilizzato da quest'ultima di "urlare" e denunciare all'opinione pubblica un tema così duro e difficile.
Si tratta di un romanzo sincero e duro, che non usa giri di parole o semplificazioni per rendere il tutto più leggero.
Amo le narrazioni che ti entrano dentro tirandoti un pugno nello stomaco e questo è il caso. Non provavo emozioni forti per un  libro da molto tempo e purtroppo molti autori non sono capaci di trasmetterle al lettore: a volte per paura di colpire troppo la sensibilità di chi legge e altre perchè non se ne possiedono le doti.
"Dietro un no" narra la storia di un uomo, il marito dell'autrice, che purtroppo vola in cielo prematuramente a causa di un organo che non arriverà mai. Si sa come funzionano queste cose: liste d'attesa insormontabili, priorità su priorità, denaro e molto altro. Il lato oscuro della medicina, purtroppo, non è una leggenda. 
A fare da sfondo alla narrazione è la fede, non invasiva, ma quella che in certe situazioni serve per rialzarsi e ricominciare da zero. Sono la persona meno adatta a parlare di Dio e della fede in sè, ma ne riconosco l'importanza e l'aiuto che può dare a certe persone se non va a sfociare nel fanatismo religioso che, mi permetto di dire, è lontanissimo da Cristo.
Parole e avvenimenti duri e toccanti fanno sì che questo romanzo sia una sorta di denuncia, ma anche di aiuto verso chi attraversa o sta attraversando certi momenti.
Il finale chiaramente drammatico porta il lettore a riflettere anche sulla forza che certe donne hanno, come l'autrice, nel riprendere in mano la propria vita soprattutto per i propri figli, ma anche in modo tale che un uomo, volato in cielo troppo presto, continui a vivere nel cuore, nella mente, nei ricordi e nelle azioni quotidiane dei suoi cari.
Credo che chi abbia la fortuna, come me, di conoscere persone simili debba tenerle strette a sé ed imparare molto perchè gli insegnamenti non si danno solo tramite parole al vento, ma soprattutto tramite parole scritte a macchia d'inchiostro, impossibili da rimuovere affinchè le si possa rileggere finchè non ci trasmettono la forza di cui abbiamo bisogno e tramite i fatti, come quelli narrati dall'autrice.
A me ha toccato particolarmente perchè i protagonisti del romanzo, in particolare una, la conosco molto bene e con lei ho instaurato un rapporto meraviglioso che spero non vada a perdersi nel tempo. Ma anche se non conoscete l'autrice o la sua famiglia sono sicura che potreste provare le stesse emozioni che ho provato io.
Il mondo dell'editoria è strano e contorto, proprio per questo io preferisco dare visibilità ad un romanzo, come questo, che merita l'attenzione di tutti, esprimendo un mio parere totalmente sincero al di là di ogni vincolo affettivo. Cerchiamo di dare spazio e far conoscere romanzi che mirano alla sensibilizzazione e alla trasmissione di emozioni pure e reali. Le letture leggere vanno fatte, ma anche quelle più impegnative meritano spazio affinchè certe tematiche non passino inosservate. Solo così, un giorno, si potrà cambiare il mondo. 
Ringrazio l'autrice e la sua famiglia per la lezione di vita che mi hanno impartito.
Grazie per esser arrivati fino in fondo alla lettura della mia recensione e spero seguiate il mio consiglio.

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venerdì 6 luglio 2018

Laura Costantini- Lord Kiran di Lennox (Diario vittoriano vol.2) & Amanti: quello che il diario non dice

Giorno 120 (nel mio blog):

Ben ritrovati cari lettori, con una doppia recensione. Ringrazio l'autrice Laura Costantini per avermi inviato una copia del romanzo e del contenuto speciale.


Titolo: Lord Kiran di Lennox (Diario vittoriano vol.2)
Autrice: Laura Costantini
Casa editrice: goWare
Genere: Narrativa LGBT
Anno: 2018

Link d'acquisto tramite Amazon:

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Un incontro d’anime. Questo è accaduto tra Robert, scrittore e pittore, e Kiran, conte e filantropo. A niente sono serviti rancori fanciulleschi, orgoglio, paura. Sono destinati a ritrovarsi. E nell’attesa del processo che, a pochi anni di distanza da quello subito da Oscar Wilde, si appresta a distruggere vita e reputazione di Robert, i suoi diari sono lì, pronti a restituirgli un’adolescenza che ha saputo sconfiggere ogni convenzione. E che a quelle anime innamorate ha concesso di trovarsi e toccarsi. Unirsi. Questo è il secondo episodio della serie Diario vittoriano.

Commento/Recensione personale:

Con questo secondo volume della serie del "Diario vittoriano", Laura Costantini conferma la sua capacità di coinvolgere il lettore con una storia d'amore semplice, ma ricca di dolcezza e sensibilità. Avevo paura che, dopo essermi innamorata del primo volume, sarei rimasta delusa o mi sarei annoiata, ma così non è stato.
La storia tra i due protagonisti si evolve, caratterizzata da dichiarazioni e rivelazioni inaspettate ed importanti, ma il rapporto tra Robert e Kiran non sarà privo di ostacoli.
Ho notato un netto miglioramento anche nella scrittura che nel primo romanzo avevo trovato a tratti confusionaria, per via dei salti temporali. In questo romanzo tutto è più chiaro.
Una storia pulita e delicata che non fa fatica a far innamorare il lettore e gli permette di catapultarsi all'interno di essa.
Le paure, le emozioni provate da Robert e Kiran e le difficoltà che i nostri protagonisti dovranno affrontare riusciamo a percepirle in prima persona.
La narrazione dei diari di Robert si conferma impeccabile e non esente da un coinvolgimento emotivo.


Titolo: Amanti, quello che il diario non dice
Autrice: Laura Costantini
Casa editrice: Autopubblicato
Genere: Narrativa LGBT
Anno: 2018


Trama:

Contenuto speciale della serie "Diario vittoriano".


Commento/Recensione personale:

Per tutti i lettori e le lettrici, come me, che non vedono l'ora di poter leggere il terzo volume della serie, in uscita in autunno, Laura Costantini ha ben pensato di regalarci un contenuto speciale, uno spin-off della saga. Per chi non avesse letto il secondo romanzo, consiglio di non leggere "Amanti: quello che il diario non dice." Non è acquistabile, ma lo si può richiedere direttamente all'autrice scrivendo al suo indirizzo email ([email protected]) . 
Inutile dirvi che ho amato anche questo spin-off che va ad arricchire la storia e a chiarire alcuni punti lasciati in sospeso nel secondo romanzo.
Purtroppo contiene poche pagine avrei voluto leggerne molte più, ma capisco che si tratta di un contenuto speciale e non di un vero e proprio volume della saga.
Per mezzo di esso sono riuscita ad apprezzare ancor di più i lati sensibili dei due protagonisti. 
Non voglio anticiparvi nient'altro, vi dico solo: leggetelo.
Non ho mai desiderato che arrivasse l'autunno come in questo momento per poter leggere il terzo volume del "Diario vittoriano" e poter soffrire (parola dell'autrice) insieme a loro.

Alla prossima da: