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venerdì 25 maggio 2018

Giambattista Basile, Charles Perrault, Antonella Catello: L'altra metà delle fiabe

Giorno 88 (nel mio blog):

Ben ritrovati cari lettori, oggi vi porto una nuova recensione. Ringrazio la casa editrice ABEditore per avermi inviato una copia.


Titolo: L'altra metà delle fiabe
Autori: Giambattista Basile e Charles Perrault
A cura di: Antonella Castello
Casa editrice: ABEditore
Genere: Narrativa
Anno: 2016

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Trama:

Quali sono le origini delle fiabe che abbiamo ascoltato da bambini mentre, sognando ad occhi aperti, fantasticavamo di principi, scarpette di cristallo e gatti parlanti dai poteri magici? In quest'opera si mettono a confronto tre fiabe di Perrault (Cenerentola, La bella addormentata nel bosco e Il gatto con gli stivali) con le loro controparti italiane, quelle di Gianbattista Basile, tratte da "Lo cunto de li cunti". Per scoprire che anche le fiabe in realtà nascondono il loro "lato oscuro".

Commento/Recensione personale:

Questo libbriccino (120 pagine) è davvero meraviglioso, non solo per la veste grafica che sicuramente spicca all'occhio e della quale mi sono totalmente innamorata, ma soprattutto per il contenuto.
Antonella Castello, ovvero la curatrice del romanzo, mette a confronto le fiabe che ci hanno sempre raccontato di Charles Perrault, contenenti molti insegnamenti e morali, e le fiabe originali, che nascondono un vero e proprio lato oscuro, di Giambattista Basile.
Vengono messe a confronto tre fiabe: "Cenerentola", "La bella addormentata nel bosco" e "Il gatto con gli stivali" (Charles Perrault) con le loro controparti italiane tratte da "Lo cunto de li cunti" (Gianbattista Basile).
Credo e spero di non esser l'unica che fosse all'oscuro delle fiabe originali e che grazie a questo libbriccino ho avuto l'occasione di scoprire e di arricchirmi. C'è una netta differenza tra le versioni dei due autori: il primo, appunto, si concentra sulla morale e sul lieto fine invece il secondo si concentra sugli aspetti macabri e oscuri.
Se devo esser sincera ho apprezzato entrambe le versioni, forse perchè sono più cresciuta e non mi concentro più sulla finzione, ma sulla realtà. 
Questa lettura, per me, è stata occasione di rivelazione e di sorpresa, mescolate ad una forma di nostalgia verso "i tempi d'oro" ovvero la mia infanzia.
Non credo ci sia bisogno che vi dica di leggerlo perchè penso che il mio consigliarvi questo libbriccino si fosse letto tra le righe di questa mia recensione.
Ringrazio ancora la casa editrice per questa scoperta e per essersi dimostrata estremamente gentile nei miei confronti.

Alla prossima da:

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