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mercoledì 23 settembre 2020

Manuela Chiarottino - La stessa rabbia negli occhi

 Giorno 287 (nel mio blog):


Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio Manuela Chiarottino per avermi contattata e avermi inviato anche questo suo romanzo in formato digitale.



Titolo: La stessa rabbia negli occhi
Autrice: Manuela Chiarottino
Casa editrice: Nessuna. Romanzo autopubblicato
Genere: Romance
Anno: 2020

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Quando Luna si imbatte per la prima volta in Alex, in piedi davanti ai binari della stazione, ha subito la sensazione che loro due condividano la stessa rabbia e lo stesso livore per la vita. Certo, lei non conosce nulla del passato del nuovo arrivato in città, ma è proprio la percezione che ha di lui a spingerla ad accettare, man mano, la sua vicinanza. Fino a quel momento, il mondo di Luna è stato Raffaele, il suo migliore e unico amico, con cui condivide le sofferenze di una famiglia allo sbando e una vita scolastica infernale. Se Raf ha un padre inesistente e dei bulli che lo tiranneggiano per la sua omosessualità, Luna si sente bloccata in un dolore che non sa superare. Ma Alex è diverso, con lui Luna si sente finalmente amata, capita, addirittura bella. Pronta a dimenticare l’ombra della sorella perfetta dietro cui ha sempre vissuto. Tutto sembra volgere per il meglio, ma il destino ha ancora in serbo delle carte da giocare e una reazione a catena di eventi scoperchierà i segreti del passato. Riusciranno l'amore e l'amicizia a fare la differenza? Perché forse la perfezione non esiste per davvero: bisogna solo amarsi per quello che si è.

Commento/Recensione personale:

Ho letto questo titolo con la consapevolezza della bravura di questa autrice, soprattutto nello stile, poiché ho letto quasi tutte le sue opere e ognuna di loro mi ha lasciato qualcosa.
Rimango di questo mio pensiero, pur non avendo apprezzato a pieno "La stessa rabbia negli occhi".
Lo stile di scrittura, semplice, scorrevole e coinvolgente rimane, purtroppo però, a livello emozionale non è riuscito a fare breccia nel mio cuore come i precedenti titoli.
Ciò che ho apprezzato maggiormente è stato il messaggio di fondo che la narrazione vuole trasmettere al lettore, ovvero, bisogna accettarsi per ciò che si è nonostante la vita abbia lasciato cicatrici profonde all'interno del nostro animo e nonostante la propria sessualità. Viene inserita una storia di accettazione della propria omosessualità che viene trattata con delicatezza e chiarezza, che viene alternata a termini duri e discriminatori per far capire quanto la società sia ancora arretrata su certi aspetti. 
Ciò che però non mi ha convinto è la storia in sé poiché non ho trovato nulla di originale, i personaggi a volte risultano stucchevoli e sono presenti diversi cliché che, nella mia vita da lettrice, non ho mai digerito più di tanto: due si incontrano, uno dei protagonisti è tormentato, ma l'amore lo cambia e lo salva. E' un qualcosa che viene ripetuto in moltissimi romanzi appartenenti allo young adult.
Manca la sorpresa, lo stupore, l'adrenalina e, purtroppo, l'emozione.
Molto probabilmente tutto ciò credo sia dovuto anche ad un problema che sto riscontrando con il genere romance, che ultimamente mi sembra tutto molto banale e scontato tranne se si tratta di Nicholas Sparks per citarne uno contemporaneo o di autori appartenenti ai classici della letteratura italiana.
Credo che questo titolo vada benissimo per chi inizia ad approcciarsi a questo genere oppure a chi è ancora giovane di età e ha ancora il sogno di trovare il principe azzurro.
In conclusione vi dico che "La rabbia negli occhi", nonostante non mi abbia fatta impazzire, contiene dei messaggi educativi profondi e non ne contiene altri osceni e sbagliati come titoli appartenenti a questo target,invece, lanciano. Per citarne uno: After di Anna Todd che dire che sia diseducativo è molto riduttivo.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
Alla prossima da:
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venerdì 18 settembre 2020

Daniele Murgia - Piccola imperfetta

 Giorno 286 (nel mio blog):


Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio l'autore, Daniele Murgia, per avermi contattata affinchè leggessi e recensissi il suo romanzo.



Titolo: Piccola imperfetta
Autore: Daniele Murgia
Casa editrice: Dialoghi
Genere: Fantasy
Anno: 2020

Link d'acquisto tramite Amazon:

Copertina flessibile: Clicca qui



Trama:

Nel mistico borgo di Logora, la vita non è facile per la quindicenne Sarah: in paese sono tutti spaventati da lei, in famiglia nessuno vuole che usi gli strani poteri con cui è nata. Ma Sarah è una giovane decisa a essere padrona del proprio destino, per lei la fuga è l'unica strada verso la liberazione. Inizia così il viaggio della piccola Imperfetta, alla scoperta di se stessa e dell'origine della propria magia. L'incontro con i membri della Kleg e quello con il giovane Allen porteranno Sarah in un dedalo di intrighi, dove nessuno è quello che sembra davvero e ognuno ha una buona ragione per mentire.

Commento/Recensione personale:

Nel corso degli anni ho letto diversi titoli appartenenti al genere fantasy, poichè mi appassiona, ma non tutti sono riusciti a conquistarmi. Questo genere, se non lo tratti con cura, risulta esser un miscuglio di troppe cose che alla fine creano più confusione che piacevolezza nella lettura.
Il titolo in questione non rientra tra le mie preferenze, ma devo dire che mi è piaciuto e anche se sono passati circa due o tre mesi da quando l'ho letto, mi ricordo piacevolmente il contenuto.
Non è sicuramente originale perché molti aspetti sono presenti in diversi romanzi o in molte pellicole cinematografiche, ma nonostante ciò, questo libro riesce a conquistarti grazie allo stile di scrittura lineare, semplice, ma allo stesso tempo coinvolgente.
La protagonista Sarah, riesce a farsi amare dal lettore poiché viene descritta come la ragazza della porta accanto, con l'unica differenza che lei possiede dei grossi poteri ai quali è costretta a rinunciare a causa del divieto, dalla parte della sua famiglia, di usarli.
Sin da subito riusciamo ad immedesimarci in lei: percepiamo le sue paure, riusciamo quasi a sentire i suoi pensieri più nascosti e risulta impossibile non entrare in empatia con la sua anima.
A lei, si uniranno altri personaggi che non sono abbozzati e inseriti all'interno della storia solo per arricchire la trama, ma hanno un loro spessore. Copriranno dei ruoli fondamentali allo sviluppo della trama e il loro modo di interagire con la protagonista risulterà interessante, ma anche divertente.
Avrete sicuramente capito che all'interno della narrazione, la componente che spicca maggiormente è la magia, in tutti i suoi aspetti, anche i più oscuri.
Ma c'è dell'altro: infatti, la narrazione scorre piacevolmente perché l'autore scrive tutta la storia sotto forma di un viaggio sia in termine letterario che dal punto di vista interiore.
Le atmosfere mi hanno ricordato molto i film dei supereroi Marvel e anche per questo, se siete appassionati di questo mondo, non potrete non farvi trascinare da questa lettura.
Una nota di merito, a mio parere, va all'autore che ha saputo creare una storia carina, ma ben strutturata, solida e senza alcun buco di trama.
Lo consiglierei ai più giovani perché, chi è mio coetaneo, solitamente va alla ricerca di qualcosa di più complesso. 
Io mi sono approcciata a questo titolo senza nessun tipo di aspettativa, lasciandomi trasportare da quella magia che mi ha accompagnata durante la mia adolescenza e mi ha avvicinata a questo mondo meraviglioso che è il fantasy.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
Alla prossima da:


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mercoledì 9 settembre 2020

Sono tornata... Ecco cosa è successo!

 Giorno 285 (nel mio blog):


Ben ritrovati, cari lettori, oggi non voglio parlarvi di nessuna lettura che ho portato a termine, ma volevo parlarvi del perché sono sparita per tre mesi.

Quest'anno non è iniziato nel migliore dei modi, per nessuno di noi, a causa della pandemia che ha coinvolto tutto il mondo. Al di là delle opinioni e dei pensieri che si hanno, verso questo argomento, è innegabile che tutto ciò ci ha colpiti nel profondo. Ascoltavo e ascolto tutt'ora le notizie in tv e online: la situazione non migliora, almeno per adesso. Potete essere d'accordo o non con le scelte del nostro governo, ma non è di questo che voglio parlare ora e in questo momento non è importante, ma non prendetemi per pazza se dico che vedere tutte le persone con le mascherine, invase dalla paura, senza poter abbracciare i propri amici... ha destato in me un forte senso di sconforto, di nostalgia della vera "normalità". Questo è il primo motivo.

Il secondo motivo invece riguarda un fatto che è accaduto a giugno: purtroppo è venuta a mancare una persona a me molto cara, che da tempo consideravo un punto di riferimento. Dentro di me so che è stato meglio così poiché, data la sua malattia, è stata soggetta, per circa tre anni, di atroci sofferenze fisiche. Questo brutto male le ha tolto pian piano ogni autonomia fino a farla arrivare ad uno stato di perenne immobilità. Restava in funzione solo il cervello e il cuore, infatti, ogni qualvolta riceveva un messaggio da parte mia, con gli occhi sorrideva e faceva cenno alla badante di rispondermi. Nonostante io sappia che adesso ha smesso di soffrire, sarei falsa se vi dicessi che non ci sono stata male. Questo drammatico evento mi ha fatto perdere la voglia di fare qualsiasi cosa.

Punto tre: la mia salute. Purtroppo, sia in inverno che in estate soffro di dolori forti legati alla mia condizione fisica, ma che vengono aggravati dalle condizioni stagionali. Il caldo mi porta forti dolori alla schiena, l'umidità mi ricorda che non va per niente d'accordo con la cervicale ed altre cose che non specifico perché non voglio far pena a nessuno. Una cosa però è certa: non sono più la ragazzina che andava a scuola e riusciva (seppur con qualche difficoltà) a portare a termine i compiti scolastici con meno fatica e meno dolori. Nella vita si cresce e gli acciacchi sono pronti a ricordarci che l'età non è solo una cifra.

Questi sono i motivi principali per i quali non sono riuscita ad esser presente in questi mesi, ma nonostante ciò, non mi sono fermata (almeno dal punto di vista della volontà): sono andata alla ricerca di testi che mi insegnassero o mi aiutassero a capire come perfezionare il mio modo di scrivere, mi sono avvicinata al mondo del web design andando alla ricerca su youtube di diversi tutorial e video corsi (regalati dai miei amici), mi sono interessata anche alla creazione e al montaggio video, al web marketing e poi, come già avevo detto, sto studiando le lingue straniere, in particolar modo, inglese e spagnolo.

Nonostante durante questi mesi abbia solo raccolto materiale e non mi sia applicata molto in nessuno di questi campi, per i motivi che ho citato prima, sto iniziando da poco, con lentezza ma determinazione.

Non posso promettervi di essere presente come prima, dovreste domandarlo soprattutto alla mia salute e al tempo, ma ce la sto mettendo tutta per cercare di fare il possibile in base alle mie capacità e possibilità.

Sul blog e su instagram sono Smallintrix, ma nella vita reale sono Martina. Molti di voi mi conoscono come blogger, ma tanti altri come persona e sono contenta che alcuni di voi si siano interessati e mi abbiano fatto sentire il loro affetto, la loro stima. In particolar modo mi sento di ringraziare due autori, ormai diventati amici: Burt O.Z. Wilson e Oscar Lico. Quando ciò che fai si trasforma in condivisione e stima reciproca significa che, seppur non in maniera perfetta e eccellente, hai trasmesso qualcosa.

Ringrazio anche tutti i miei amici "reali" che, non solo mi hanno organizzato una piccola festa a sorpresa per il mio 28esimo compleanno dove le sorprese e le lacrimucce non sono mancate, ma soprattutto per essere al mio fianco, anche nei momenti più tristi e bui.

Ovviamente il ringraziamento più speciale va ai miei genitori, ma loro già sanno e non c'è bisogno che io scriva qui le motivazioni.

Sono tornata, seppur con i miei tempi, più determinata di prima.

Con affetto e gratitudine,

Martina o Smallintrix, fate un po' voi.



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venerdì 19 giugno 2020

Segnalazione: Oscar Lico - Nessun colpevole

Giorno 284 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori. Oggi voglio segnalarvi il romanzo di un autore davvero promettente.
Spero che questa segnalazione vi spinga ad avvicinarvi ad esso e a voler leggere questo titolo.


Titolo: Nessun colpevole
Autore: Oscar Lico
Genere: Thriller
Casa editrice: BookRoad
Anno: 2020

Link d'acquisto: Clicca qui



Trama:

Quando Chiara e Alessandro decidono di mettersi in macchina per concedersi una meritata vacanza, non sanno che le loro vite verranno presto stravolte. Una fatale distrazione, lo schianto, poi il buio. Al tremendo incidente lui sopravvive, ma di Chiara non c’è più traccia. Le lunghe e interminabili settimane trascorse in ospedale non fermano Alessandro che continua, senza sosta, nella ricerca della sua adorata moglie.
Chiara tuttavia non è morta, ma è caduta nelle mani di un folle medico che la terrà prigioniera sottoponendola a orride torture compiute per i suoi crudeli esperimenti, in nome della ricerca scientifica.
Grazie all’aiuto del Tenente Tavani, dopo tre mesi dall’incidente, Alessandro riuscirà finalmente a ritrovare la sua amata. La gioia del ritrovarsi, tuttavia, dovrà lasciare spazio a una sconvolgente verità.

CONTATTI 

Fb: Oscar Lico

Pagina autore Instagram: libronessun_colpevole

Profilo Instagram personale: oscarlukos


Grazie per aver letto questa segnalazione.

Alla prossima da:



martedì 9 giugno 2020

Giuliano Petrigliano - Fino a quel momento soffrirai come un cane

Giorno 283 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio Elisa Costa di "Saper scrivere" per avermi contattata nuovamente affinché leggessi questo titolo.


Titolo: Fino a quel momento soffrirai come un cane
Autori: Giuliano Petrigliano
Genere: Raccolta di poesie
Casa editrice: Bertoni

Link d'acquisto tramite Amazon:

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Una raccolta scanzonata, dissacrante, a volte ironica: non c'è la forma ricercata della lirica, ma lo stile scorrevole della prosa; eppure, nel suo modo di raccontare e raccontarsi, Petrigliano riesce a guardare negli occhi il lettore e a raccoglierne l'empatia. 
Ecco quindi che, girata l'ultima pagina, si ha quasi l'impressione di aver rivisto un vecchio amico, di aver bevuto con lui al bancone di un bar e aver ragionato insieme, con un pizzico di cinismo e un po' di tenerezza, di tutti quegli amori, avventure e sconfitte che si stagliano sotto il cielo di questa grande giostra che è il mondo.

Commento/Recensione personale:

Non mi sento di descrivere questo titolo come una raccolta di poesie, piuttosto direi che si tratta di un insieme di pensieri dell'autore, nati da alcuni stati d'animo e da situazioni che sono venute a crearsi nel corso della sua vita.
Se leggete il libro tutto d'un fiato, come ho fatto io, (anche perché la mole è molto contenuta) riuscirete a percepire il testo come se fosse un unico racconto e, i diversi pensieri espressi dall'autore, si collegheranno tra di loro dalla fine di un capitolo all'inizio dell'altro.
Quindi ho percepito il tutto come se fosse una vera e propria storia senza alcun tipo di distaccamento.
Ciò che ho apprezzato maggiormente è stato il linguaggio schietto, sincero e trasparente. Insomma, mi sento di poter affermare che l'autore non ha peli sulla lingua.
Alcuni passaggi li ho trovati molto significativi, ma allo stesso tempo provocatori perché l'ironia che Giuliano usa, ci fa riflettere soprattutto sull'ipocrisia che molte persone usano in alcune circostanze. Ad esempio, muore un cantante famoso che magari prima non si conosceva, del quale spesso non si apprezzava neanche la musica, ma siamo pronti a condividere sui social messaggi commemorativi in occasione della sua scomparsa. Certo, dispiace sempre quando muore una persona, ma dire (solo nel giorno della sua morte) di conoscere a memoria le sue canzoni o di averlo apprezzato così tanto da diventare l'artista del cuore, mentendo spudoratamente, fa evincere l'ipocrisia e la falsità di chi pubblica il post, magari per apparire più sensibile.
Si tratta soltanto di un esempio, ma vengono smosse diverse provocazioni di questo tipo riguardanti altri ambiti, come la chiesa, il mondo LGBT e molto altro.
Non credo sia un titolo per tutti poiché alcuni messaggi non vengono espressi in maniera chiara, ma si deve leggere tra le righe, prestare attenzione e non fermarsi alla singola parola.
Ho trovato piacevole la lettura di "Fino a quel momento soffrirai come un cane" e non ha fatto nascere in me alcuna sensazione negativa, anzi tutt'altro.
Vi lascio con un suo pensiero che mi ha colpita molto e che condivido in pieno.

"Fino a quel momento soffrirai come un cane:

Non è che uno si diverta sempre ad essere triste, a scrivere poesie tristi e a fare la parte del triste in ogni situazione e in ogni gruppo sociale. Ma può essere che questo ruolo gli riesca facile o che la vita gli stia girando in un modo che non può fare diversamente.
Ora non tirarmi fuori la vecchia solfa del sorridere sempre e prendere la vita di petto. [...]"


Grazie per aver letto anche questa recensione.
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martedì 2 giugno 2020

Roberto Carboni - Il giallo di Villa Nebbia

Giorno 282 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio l'autore per avermi contattata affinché leggessi il suo romanzo.


Titolo: Il giallo di Villa Nebbia
Autore: Roberto Carboni
Casa editrice: Newton Compton Editori
Genere: Giallo

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Piero Bianchi non è ben visto nel paese in cui vive. Sua moglie si è suicidata e lui ha fatto a lungo abuso d'alcol, i compaesani lo considerano un assassino. E così, quando viene a sapere che in un luogo chiamato Villa Nebbia cercano un custode, si presenta per avere il lavoro. A riceverlo è un avvocato, Emidio, ex marito dell'anziana proprietaria della villa, uscita dopo anni dal manicomio. Di lei si occupa la giovane Mariasole: le due donne sono le uniche abitanti di Villa Nebbia. Piero non desidera altro che un po' di tranquillità e quella residenza spettrale, costantemente avvolta dalla foschia, sembra proprio fare al caso suo. Una volta stabilitosi lì, però, la nebbia non smette di tormentarlo. E in quella nebbia ha sempre l'impressione che qualcuno lo osservi: sente strani ticchettii sui vetri e, soprattutto, comincia ad avere l'impressione che a Villa Nebbia ci sia un'altra presenza, oltre a Mariasole e Ilde... Possibile che si stia solo lasciando suggestionare dalle voci inquietanti che si rincorrono su quel luogo?

Commento/Recensione personale:

Queste sono le letture che amo scoprire. Non sono un'amante del genere "giallo" perché preferisco il thriller.
Il romanzo inizia con un prologo che riesce a catturare subito l'attenzione del lettore e fa nascere in lui la curiosità di scoprire di più sulla vicenda.
Il nostro protagonista, per sfuggire ai fantasmi del passato, si troverà a trasferirsi in un luogo chiamato "Villa Nebbia". Sin da subito si accorge che lì qualcosa non va e sentirà la presenza di qualcuno che però non riesce a vedere. Si sente osservato, ma non riesce proprio a capire come sia possibile la sua inspiegabile sensazione.
Da questo momento inizia un'indagine coinvolgente, sorprendente e a tratti divertente.
Mi sono innamorata ed affezionata ai personaggi perché grazie al linguaggio usato dall'autore e alla loro caratterizzazione riesce a renderli più simili a noi, facendoli apparire quasi come dei nostri amici.
Non ci troviamo di fronte ad una narrazione inquietante, nonostante la vicenda sia ambientata in un luogo misterioso ed avvolto dalla nebbia, e vengano descritti fenomeni paranormali e visioni spettrali.
La capacità dell'autore di coinvolgerci pagina dopo pagina non è mai scontata e riesce a dare il giusto equilibrio agli avvenimenti che si succedono, senza punti morti o noiosi.
Ringrazio Roberto Carboni anche per avermi inviato in privato una foto, scattata da lui in persona, del luogo in cui vive e che ha inevitabilmente ispirato la creazione di questa storia.
Ve lo consiglio senza alcun dubbio perché vi intratterrà piacevolmente, vi farà avvicinare a questo genere, riuscirà a conquistarvi con la sua semplicità e, a termine della lettura, creerà una sorta di vuoto dentro di voi per il dispiacere di dover lasciare quei personaggi e soprattutto Villa Nebbia.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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lunedì 25 maggio 2020

Burt O.Z. Wilson - Meta Zero

Giorno 281 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio l'autore per avermi contattata e avermi inviato una copia in ebook del suo nuovo romanzo.


Titolo: Meta Zero
Autore: Burt O.Z. Wilson
Genere: Cyberpunk
Anno: 2020

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui


Trama:

Anno 2118. Dopo l’attacco nucleare di Giappone, Corea e Stati Uniti avvenuto nel 2026 ai danni della Cina, il mondo è da poco uscito da una crisi economica e di rallentamento tecnologico che persegue a fatica il mantenimento dell’ecologia globale. In un futuro credibile, allineato agli avvenimenti del passato seppure continuando ad evolversi, il romanzo racconta di Owal, un agente dei Servizi europei costretto a lavorare per l’Asse al fine di ritrovare la figlia scomparsa di un importante ricercatore giapponese di innesti cibernetici. Al centro di tutto il Meta Zero: il tentativo riuscito di trapiantare la coscienza umana, l’anima, all’interno di un corpo cibernetico. L’oggetto di una ricerca sfrenata, di interessi mondiali e di un uomo senza scrupoli.
Una continua domanda rivolta al futuro: la creazione umana potrà sostituirsi a quella di Dio? E nel suo presente, cosa può salvare un uomo dalla rovina se non qualcosa di simile all’amore?

Commento/Recensione personale:

In passato ho già avuto modo di avvicinarmi a questo autore grazie alla sua prima pubblicazione di cui trovate la mia recensione cliccando QUI.
Questo nuovo titolo l'ho trovato a dir poco geniale poiché ha mescolato tre generi: la narrativa tradizionale, lo stile manga e il cyberpunk.
Conoscevo questa corrente letteraria e artistica (appunto il cyberpunk) già da molti anni, dopo che mio fratello mi portò ad avvicinarmi ad essa tramite videogiochi e film.
Chi non è avvezzo a questo genere non disperi: Burt infatti vi dedica un intero approfondimento nella parte iniziale dello spin-off intitolato "Tokyo Neural Groove".
Come già anticipato, si tratta di un titolo particolare: la parte predominante è quella della narrazione, ma ogni capitolo si conclude con disegni e vignette in pieno stile manga. Ciò influisce anche nella lettura poiché, grazie a questo sistema, esso risulta più scorrevole e accattivante.
La trama in sé, non è del tutto originale, ma l'autore riesce a non sfociare nel banale, inserendo diversi colpi di scena, la componente romance e, seppur ha inserito delle scene esplicite di sesso, non sfociano mai nel volgare e, soprattutto, non sono buttate lì a casaccio. Magari alcune espressioni le avrei evitate, ma questo è un mio gusto personale.
Non mancano l'azione, i colpi di scena, l'amore, lo stupore e il finale che chiaramente ci porta a pensare e sperare in un seguito.
Ho apprezzato anche la componente fantascientifica che non è predominante, ma va a completare il quadro narrativo.
Un'altra cosa interessante è la costante ricerca del "Meta" e la sua spiegazione, che ovviamente non vi dirò per non rovinarvi la sorpresa.
I personaggi sono resi simili a tutti noi: ragazzi comuni e non i soliti eroi che rimangono nella nostra immaginazione.
In conclusione, mi sento di consigliarvelo e di confermare che Burt non mi delude mai e le mie aspettative, nei confronti delle sue storie, crescono sempre di più.
Non tralasciate la lettura dello spin-off perché va a chiarire diversi punti della trama principale. Potete leggerlo sia prima che dopo, io personalmente ho preferito leggerlo prima.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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