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Benvenuti nel Blog di Smallintrix

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mercoledì 4 dicembre 2019

Mario Lodi e Daniele Novare - Alice nel paese dei diritti

Giorno 265 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la Sonda edizioni per avermi inviato una copia del libro.


Titolo: Alice nel paese dei diritti
Autori: Mario Lodi e Daniele Novara
Casa editrice: Sonda
Genere: Istruzione
Anno: 2018

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Trama:

Un libro-laboratorio tutto da scoprire. Una proposta educativa e un regalo intelligente per intraprendere un viaggio in compagnia di Alice che esce dal Paese delle Meraviglie per addentrarsi in quello dei Diritti. Mario Lodi che ha riscritto con i bambini una versione più semplice della Convenzione sui diritti dell'infanzia, approvata dall'ONU. Daniele Novara che con i suoi approfondimenti educativi e le attività didattiche ci guida a esplorare l'universo dei diritti e dei doveri. Pia Valentinis che grazie al tratto sognante della sua matita arricchisce questo percorso di scoperta. Siete pronti a partire?

Commento/Recensione personale:

Questo titolo si presta benissimo a diventare un libro di testo per le scuole e spero che ciò avvenga al più presto.
Si parla anche qui di diritti dell'uomo, ma ci si concentra sui diritti umani del bambino e il discorso viene molto ampliato. Non mi ha mai annoiata e ho appreso molte cose in maniera semplice.
Il libro è strutturato in due parti: la prima parte è rivolta ai più piccoli, infatti, vengono inserite le figure di Alice nel paese delle meraviglie e della regina di cuori che, tramite storie, vanno a toccare ogni argomento, articolo e concetto relativo ai diritti umani, in particolar modo dei bambini. La seconda parte invece è rivolta ad un pubblico più adulto e vengono riportati tutti i concetti citati in maniera più approfondita e ampliata.
Ho apprezzato tanto la spiegazione della differenza tra conflitto e violenza: due concetti spesso erroneamente confusi.
Si parla di bambini soldato e di ciò che comporta questa terribile situazione, di bambini portatori di handicap e di come andrebbe educata la società nei loro confronti.
I disegni rendono la lettura più colorata e vivace, evitando che essa risulti pesante.
Bellissime le attività, da svolgere in compagnia, inserite alla fine del libro per educare i più piccoli a certe realtà basandosi sulla conoscenza, ma facendo apparire tutto come un gioco.

Grazie per aver letto questa recensione.
Alla prossima da:


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martedì 19 novembre 2019

Blog Tour: Naghree - Asce, zanne e vampiri polverosi

Giorno 264 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio Antonella di "Ultima stesura" per avermi contattata e avermi permesso di partecipare al blog tour dedicato a questo romanzo.


Titolo: Asce, zanne e vampiri polverosi
Autore: Naghree
Casa editrice: Self publishing
Genere: Fantasy
Data d'uscita: 8 novembre (ebook) e 15 novembre (cartaceo) 2019

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui






Trama:

L’orco ha quasi completato la sua ricerca. Un ultimo ingrediente sulla lista, la polvere di vampiro, e potrà sposare la sua Ulderica. O almeno i piani erano quelli, finché non si è fatto derubare da un ladruncolo di strada.Il piccolo drow deve racimolare abbastanza refurtiva, altrimenti il vecchio lo punirà. E liberarsi di un grosso orco tonto non è un problema. O non lo sarebbe stato, se un licantropo non si fosse impicciato.La donna-lupo ha una traccia, porta dritta al vampiro che deve uccidere. E quell’orco fa proprio al caso suo. Deve solo aiutarlo a riprendere quella sua lista del cavolo dal covo di un boss della malavita. All'ordine del giorno, insomma. Ma qualcosa non va, come se si sentisse osservata.E infatti c'è una vampireling acquattata dietro al muro. Lei ha bisogno del sangue di un vampiro per completare la trasformazione. E l'orco e la licantropa pare sappiano dove trovarlo…In un viaggio tra guaritrici che non guariscono, non-morti che muoiono, sarti armati d’ascia e mostri di cartapesta, ce la farà questa compagnia sgangherata ad arrivare a destinazione? Forse, il vero pericolo, saranno i cartelli stradali.


Commento/Recensione personale:

Ci troviamo di fronte ad un fantasy umoristico pieno di creature magiche e della notte che danno vita ad una storia molto simpatica, accattivante e coinvolgente.
Quando ho iniziato la lettura ho avuto la sensazione che mi mancasse un romanzo precedente che spiegasse come si fosse arrivato a certi eventi narrati in questo titolo, ma fortunatamente andando avanti con la storia, sono riuscita a comprendere tutto.
La cosa che mi ha convinta di più sono stati i personaggi perchè hanno un carattere ben delineato: non risultano piatti o secondari. Ognuno di loro riveste un ruolo fondamentale all'interno della trama.
Non sono un amante del genere umoristico perchè difficilmente le battute mi fanno ridere, ma in questo caso sono riuscite a strapparmi qualche sorriso.
Le creature magiche che fanno da punto cardine alla narrazione sono principalmente orchi, licantropi e vampiri, ma troviamo anche altre specie che però risultano avere un ruolo marginale rispetto a questi.
Ulderica e la vampireling sono i personaggi che mi hanno più conquistata e hanno contribuito a mantenere la concentrazione sull'evoluzione narrativa, senza mai annoiarmi.
Ammetto che ci sono dei punti un po' spenti e superficiali, ma vengono compensati con dei colpi di scena inaspettati.
Il linguaggio è scorrevole, colloquiale e semplice. 
Concludo dicendo che ve lo consiglio se siete alla ricerca di un fantasy atipico e originale. Una lettura leggere alla portata di tutti e adatto a qualsiasi età.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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giovedì 14 novembre 2019

Fabio Carta - Arma Inferno vol.1: Il Mastro di Forgia

Giorno 263 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio l'autore per avermi inviato una copia in ebook del suo romanzo.


Titolo: Arma Inferno volume 1. Il Mastro di Forgia
Autore: Fabio Carta
Casa editrice: Self publishing
Genere: Fantascienza/Distopico
Anno: 2015

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Kindle: Clicca qui


Trama:

Su Muareb, un remoto pianeta anticamente colonizzato dall’uomo, langue una civiltà che piange sulle ceneri e le macerie di un devastante conflitto. Tra le rovine v’è Karan, vecchio e malato, che narra in prima persona della sua gioventù, della sua amicizia con colui che fu condottiero, martire e spietato boia in quella guerra apocalittica. Costui è Lakon. Emerso misteriosamente da un passato mitico e distorto, piomba dal cielo, alieno ed estraneo, sulle terre della Falange, il brutale popolo che lo accoglie e che lo forgia prima come schiavo, poi servo e tecnico di guerra, ossia "Mastro di Forgia", ed infine guerriero, cavaliere di zodion, gli arcani veicoli viventi delle milizie coloniali. Ed è subito guerra, giacché l'ascesa di Lakon è il segno premonitore di quel grande conflitto i cui eventi lui è destinato a cavalcare, verso l'inevitabile distruzione che su tutto incombe.

Commento/Recensione personale:

Ci troviamo di fronte ad un volume di molte pagine, che contiene elementi non facili da capire a primo impatto, trattandosi di fantascienza e proprio per questo non va affrontato in maniera superficiale o leggera.
Nonostante la mole devo ammettere che per certi aspetti mi ha catturata: i personaggi sono ben caratterizzati e proprio per questo si viene a creare empatia con loro, le emozioni che provano sono ben descritte e soprattutto la narrazione scorre e coinvolge senza nessun intoppo.
E' presente la componente d'avventura e quindi alcuni avvenimenti si susseguono con diversi colpi di scena e un ritmo incalzante di non poco conto. Ho apprezzato tantissimo questo aspetto perchè, insieme alle scene dove il nostro protagonista narra tutte le vicende avvenute durante la guerra apocalittica sotto forma di ricordi, sono i punti forza della storia in sé ed è ciò che ti spinge a continuare la lettura.
Ciò che però avrei voluto veder sviluppato maggiormente sono le ambientazioni che vengono descritte solo inizialmente, ma che poi passano in secondo piano e seguire gli spostamenti dei personaggi risulta poco chiaro.
Inoltre avrei evitato molte espressioni e parole fin troppo ricercate che risultano superflue.
Data la lunghezza del romanzo non è facile riuscire a mantenere una concentrazione costante e proprio per questo alcuni passaggi risultano statici e noiosi.
Si vede che l'autore si è ispirato a romanzi di una certa importanza, come i classici della letteratura o i fantasy che hanno fatto la storia, ad esempio "Il signore degli anelli" o "Il trono di spade", ma avrei inserito più azione e meno dialoghi, una maggiore sviluppo della trama e meno punti spenti.
Nonostante ciò, ritengo che sia una lettura interessante, per alcuni aspetti originale e coinvolgente.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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lunedì 11 novembre 2019

I Classici: Charles Dickens - Oliver Twist

Giorno 262 ( nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione.


Titolo: Oliver Twist
Autore: Charles Dickens
Casa editrice: Feltrinelli
Genere: Romanzo di formazione
Anno: 2014

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Copertina flessibile: Clicca qui



Trama:

Venticinquenne, nel 1837 Charles Dickens inizia la pubblicazione a puntate di Oliver Twist su una rivista. Uscirà nel 1838. È un successo mondiale immediato - la prima traduzione italiana è già del 1840 - che proseguirà ininterrotto fino ai giorni nostri, con traduzioni, adattamenti per ragazzi, trasferimenti in altri media. Sarà Dickens stesso a dare il via a un diverso uso del materiale del romanzo nelle sue tournée, che presenteranno rielaborazioni in forma quasi teatrale di scene ed episodi che, ritagliati dal contesto e dotati di una loro autonomia, suscitano un vero e proprio entusiasmo tra il pubblico. Incentrato sulle alterne fortune del piccolo Oliver, il libro è una sorta di racconto fiabesco che sa descrivere la multiformità del mondo grazie anche a una mobilissima visione sottolineata dal continuo gioco di piani, che allarga e restringe il campo tra personaggi, classi sociali, società nel suo insieme; tra paesaggi rurali, panorami urbani, vie cittadine, caseggiati, botteghe e abitazioni... Un libro però che resta una grande favola e dove alla fine trionfa il principio del Bene.

Commento/Recensione personale:

Chi non conosce la storia di Oliver Twist? Penso in pochi. Da questo classico hanno tratto due film e il più recente risale al 2005.
Avevo in mente di leggere questo titolo da tanti anni: ricordo che quando ero piccola iniziai a leggerlo, ma poi lo abbandonai perchè in quei tempi non ero una grande lettrice.
Ho deciso di iniziarlo adesso e devo ammettere di aver provato sentimenti contrastanti, ma vi spiego il motivo.
La prima parte di Oliver Twist l'ho trovata meravigliosa, quelle storie forti che piacciono a me, dove la componente drammatica prevale su tutto il resto. Seguiamo il protagonista passare da una situazione all'altra che lo porteranno a interagire con diversi protagonisti, prevalentemente negativi, ma che lo aiuteranno nell'acquisizione della consapevolezza di sé e nella sua maturazione che lo aiuterà a distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.
Ho apprezzato anche la descrizione del contesto storico e i luoghi descritti in maniera magistrale.
Il personaggio di Oliver viene descritto a approfondito molto bene, tanto da farmi provare le stesse sue emozioni, sensazioni e stati d'animo.
Ciò che non mi ha convinto è stato lo stile di scrittura, a mio parere dovuto ad una traduzione non del tutto semplice che ai miei occhi è risultata un pò arcaica e di difficile comprensione. 
Inoltre, nella seconda parte la storia un po' si perde, concentrandosi su altri personaggi e lasciando da parte Oliver che, a mio parere, è colui che tiene in piedi la narrazione e coinvolge il lettore a seguire con attenzione la trama.
Si percepisce molto che sia un romanzo scritto a puntate: brevi racconti uniti che vanno a comporre la storia. Anche questo fattore ha contribuito a non farmi apprezzare appieno la lettura.
Bella, invece, la conclusione e il messaggio che Dickens vuole trasmettere nonostante le varie peripezie che il nostro protagonista è costretto ad affrontare.
Recupererò sicuramente il film perchè, guardando il trailer, credo sia molto fedele al romanzo e magari, quelle parti che non mi sono piaciute del tutto, riusciranno a convincermi a livello visivo.

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lunedì 28 ottobre 2019

Kami Garcia e Margaret Stohl - Beautiful creatures. La saga

Giorno 261 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la Oscar Vault Mondadori per avermi inviato una copia del testo.


Titolo: Beautiful creatures. La saga
Autrici: Kami Garcia e Margaret Stohl
Casa editrice: Oscar Vault Mondadori
Genere: Dark fantasy
Anno: 2017

Link d'acquisto tramite Amazon:

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Trama:

Ethan vive nella piccola cittadina di Gatlin, in South Carolina, un posto dove non succede mai nulla e da cui non vede l'ora di andarsene. Almeno finché non arriva Lena, una misteriosa e bellissima ragazza: in lei Ethan riconosce la protagonista degli strani sogni che da tempo lo tormentano durante la notte. Assecondando l'inspiegabile legame che sembra spingerlo inesorabilmente verso di lei, Ethan la avvicina e se ne innamora. Ma Lena nasconde un segreto: è una strega, vittima di un'antica maledizione che, allo scoccare del suo sedicesimo compleanno, la condannerà alla magia bianca o a quella nera. Il destino potrebbe trasformarla in una creatura mostruosa, incapace di amare. Ma Lena ha incontrato l'amore prima di aver compiuto sedici anni. E sarà proprio quell'Amore l'unica forza in grado di cancellare il suo passato e riscrivere il destino.

Commento/Recensione personale:

Si tratta di un volume unico che racchiude al suo interno quattro romanzi: "La sedicesima luna", "La diciasettesima luna", "La diciottesima luna" e "La diciannovesima luna".
Il mio primo approccio con questa saga risale al lontano 2013, quando realizzarono il film tratto dal primo romanzo, ovvero "La sedicesima luna". I miei ricordi non sono molto vividi, ricordo solo che mi piacque molto, anche perchè all'epoca ero una ragazzina e il target a cui si rivolgeva era proprio della mia stessa età. Spinta dalle emozioni che mi lasciò ho deciso quest'anno di iniziarne la lettura.
Partiamo dal presupposto che il film ha cambiato parecchie cose rispetto al libro originale e ha, quindi, perso la sua logicità stravolgendo quasi completamente la storia.
La trama di questa saga si incentra in particolar modo sui due protagonisti, Ethan e Lena, legati da un destino oscuro e misterioso. Si ritroveranno, quindi, a fare i conti con i propri sentimenti ostacolati da una magia incontrollabile, al di sopra delle loro conoscenze. Essendo due ragazzi molto giovani non conoscono e non riescono a comprendere certe forze sovrannaturali.
Nonostante il fulcro della narrazione ruoti intorno a loro, vengono inseriti personaggi secondari che, quasi subito, acquistano un ruolo fondamentale e affiancheranno i protagonisti durante le loro disavventure.
Ho apprezzato molto l'evoluzione che subisce ogni personaggio volume dopo volume perchè i primi due li ho trovati fin troppo sdolcinati e mielosi, successivamente viene dato spazio più all'azione e all'avventura eliminando quelle scene, per me, superflue e banali.
I temi principali sono: l'amore, l'amicizia, la magia, la perdita e la forza del destino.
Non mi addentro troppo per evitare di farvi spoiler però posso dirvi che è stata una lettura molto piacevole, scorrevole ed intrigante. Ci ho messo un po' per portarla a termine perchè l'ho alternata a "Il trono di spade" e capite bene che la mole di entrambi i romanzi è importante. Superano ambedue le mille pagine.
Ritornando alla saga di "Beautiful creatures" posso aggiungere che, a livello narrativo, ho apprezzato più i primi due romanzi perchè, pur essendo molto "adolescenziali", presentano diversi colpi di scena e rivelazioni che non lasciano il lettore indifferente e spingono a volerne sapere sempre di più.
A lungo andare, invece, alcune cose risultano ripetitive. Inoltre, il livello di concentrazione e interesse nel lettore cala di parecchio negli ultimi due romanzi perchè vengono a mancare idee originali per far proseguire la storia e di conseguenza vengono meno anche i colpi di scena o i passaggi emozionanti e ricchi di pathos che nei precedenti non mancavano mai.
In conclusione, mi sento di consigliarlo a chi ha bisogno di un fantasy leggero, carino, non troppo impegnativo. Tenete presente però il target a cui è rivolto: non aspettatevi un George R.R. Martin perchè siamo ben lontani da quello stile.
Nel complesso ho dato quattro stelline su cinque perchè è innegabile che catturi l'attenzione. Spero, in futuro, possano realizzare una serie tv perchè la saga si presta benissimo a questo compito.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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martedì 22 ottobre 2019

I Classici: Bram Stoker - Dracula

Giorno 260 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione.


Titolo: Dracula
Autore: Bram Stoker
Casa editrice: Feltrinelli
Genere: Classico/Gotico
Anno di pubblicazione di questa edizione: 2015

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Trama:

"State a sentirli, i figli della notte! Questa è la loro musica!" "Basta l'inizio: con questo Jonathan Harker, procuratore legale in quel di Exeter, che arriva in Transilvania, e si trova immediatamente avvolto in un clima di mistero e di scongiuri, fino a che di notte, tra lontani lupi che ululano e cavalli dalle narici infuocate, arriva in un castello dove un signore vestito di nero, dagli occhi troppo rossi e dai denti troppo bianchi... e il gioco è fatto! Impossibile uscire da quel clima, impossibile allentare la tensione, e non seguire con ansia partecipe la sorte di quei personaggi. Perché, bene o male, questo dandy dalla tetra figura ci attira e ci spaventa al tempo stesso (come tutto ciò che è peccato o che ci fa ingrassare); perché Mina diventa l'oggetto di tutte le nostre preoccupazioni; perché del professor Van Helsing sposiamo l'indefessa fede nell'inconoscibile e nel mistero, e la sua integerrima crociata contro il Maligno; perché la schermaglia tra Dracula che architetta il suo ritorno a casa e gli altri che ne svelano a una a una le mosse finisce con l'appassionarci e con il coinvolgerci come per una partita a scacchi; fino allo strepitoso finale, quando le tre diverse pattuglie dei 'cacciatori' convergono, con un ritmo che ricorda quasi lo stretto di una fuga per organo o l''arrivano i nostri' dei migliori film western, a sbarrare al Vampiro la strada verso il castello della sua sicurezza." 

Commento/Recensione personale:

Devo ammettere che sono rimasta delusa da questa lettura. Abituata alle trasposizioni cinematografiche e seriali di quest'opera, mi aspettavo un testo di tutt'altro tipo. Ho iniziato la lettura di questo classico perchè il mio interesse era quello di approfondire la figura di Dracula, entrare nella sua psicologia e capire il suo lato introspettivo, ma così non è stato. L'incipit mi ha subito catturata soprattutto perchè si presenta come un romanzo epistolare, ma poi va pian piano a perdersi: la narrazione si concentra sui personaggi secondari e inizia a trasformarsi in una sorta di caccia alle streghe, in questo caso un vampiro. Oppure potrei paragonarlo ad un giallo dove il commissario deve trovare l'assassino. Non riesci a empatizzare, nè tanto meno simpatizzare con qualcuno dei personaggi che vanno ad alternarsi saltando da un punto di vista ad un altro sotto forma di lettera.
Manca pathos e manca approfondimento. Il finale poi l'ho trovato molto banale, scontato e privo di emozioni. Questo romanzo l'ho iniziato anche perchè mi sembrava adatto al periodo: si avvicina Halloween e le atmosfere descritte all'interno calzavano a pennello.
Mi dispiace di non averlo potuto apprezzare, ma forse è indirizzato ad un pubblico di lettori che è alle prime armi e si sta avvicinando da poco alla lettura. In questo caso lo consiglio, altrimenti se cercate qualcosa di più profondo leggete un altro classico, ad esempio "Jane Eyre".
Il mio mese di letture "oscure" continua: sto leggendo il nuovo romanzo di Stephen King intitolato "L'istituto" e successivamente leggerò "Frankenstein" di Mary Shelley.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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martedì 15 ottobre 2019

Piccola guida tascabile ai luoghi da non frequentare in letteratura & Piccola guida tascabile ai mestieri sconsigliabili in letteratura

Giorno 259 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio la Abeditore per avermi donato una copia di questi due volumetti.



Titolo: Piccola guida tascabile ai luoghi da non frequentare in letteratura
Autori: Vari
Casa editrice: Abeditore
Genere: Raccolta di racconti
Anno: 2019

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Trama:

Paradisi tropicali, hotel di lusso e pittoreschi sentieri di campagna: nulla di più evocativo e rilassante, no? Sbagliato, perché quando la scenografica stradina costeggia un camposanto o ci si vede costretti a fare i conti con una casa dalla quale sembra impossibile uscire, allora trovare un attimo di relax diventa l'ultimo dei problemi. Se con una linea si collegassero tutti i luoghi nominati in questa "Piccola guida", oltre a macinare chilometri di grafite probabilmente si darebbe vita a un disegno dalle fattezze tremende e spaventose. Un tour letterario di luoghi nefasti, oscuri, sconvolgenti, spesso nascosti dietro facciate insospettabili o patine oniriche. Non importa che si tratti di antichi nidi di perfidia, tenuti in piedi dalle influenze malvagie delle entità che li abitano o di luoghi di passaggio che, impregnati di sofferenza e angustia, si fanno tramite di turbamenti e presagi: ciò che fa sì che un posto ci rimanga nel cuore (o ci perseguiti come un incubo - ma perché impelagarsi in sottigliezze?) è come esso ci ha fatto sentire. Contiene: La casa del giudice, Bram Stoker; La camera ammobiliata, O. Henry; Il paese blu, Marcel Schwob; C'era un uomo che viveva presso un cimitero, Montague Rhodes James; I prigionieri di Longjumeau, Léon Bloy; Sibilo, Gustav Meyrink; La casa vuota, Algernon Blackwood; L'addormentatrice, Guy de Maupassant; La stanza dell'incubo, Arthur Conan Doyle.




Titolo: Piccola guida tascabile ai mestieri sconsigliabili in letteratura
Autori: Vari
Casa editrice: Abeditore
Genere: Raccolta di racconti
Anno: 2019

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Trama:

Quante volte abbiamo desiderato sottrarci alla routine quotidiana dello spegnere la sveglia, chiedere pietà alle stelle mentre si torna ad avere un aspetto pseudo umano tramite dosi massicce di caffè endovena, pregare in aramaico che il treno/bus/tram non sia in ritardo, arrivare a lavoro e venire inghiottiti da un turbinio di fogli, moduli e telefonate? Bene, eppure c'è chi farebbe volentieri a cambio. Perché abbandonare l'oasi felice del piumone pare ben poca cosa rispetto all'entrare in competizione con il Diavolo per una parte a teatro o lavorare nell'attesa di un disastro preannunciato da bizzarre e incomprensibili visioni. Se siete incerti sulla carriera da intraprendere nel vostro futuro, questa "Piccola guida" saprà indirizzarvi a dovere verso le i professioni che richiedono stomaco; spina dorsale e una buona dose di nervi saldi. Insomma, sì, lavori da affrontare a proprio rischio e pericolo, sempre tenendo a mente che ciò che conta, alla fine, è amare quello che si fa. Contiene: Il segnalatore, Charles Dickens; Poseidone, Franz Kafka; Due attori per una parte, Théophile Gautier; Spettatore di un'impiccagione, Ambrose Bierce; Il guardiano del louvre, Arthur Conan Doyle; Due indovini, Auguste de Villiers de l'Isle-Adam; Il giudice Hharbottle, Joseph Sheridan Le Fanu; L'ammalato e il pompiere, Robert Louis Stevenson.


Commento/Recensione personale:

Si tratta di due raccolte di racconti molto carine, a tratti accattivanti e significative. Nel primo volume intitolato "Luoghi da non frequentare in letteratura", vengono presentati quei racconti ambientati in luoghi poco raccomandabili sia in letteratura che nella vita reale, ma tutti vengono accumunati da una morale: l'importante non è il luogo in sé, ma come si è stati in quei luoghi.
I racconti narrano quindi di case infestate, sentieri di campagna, hotel particolari e molti altri posti che a qualcuno possono apparire terribili e spaventosi, per altri invece rappresentano la propria esistenza e il proprio benessere.
Nel secondo volume intitolato "Mestieri sconsigliabili in letteratura", vengono messi a confronto i lavori ritenuti pericolosi e quelli ritenuti meno pericolosi e gli incidenti sul lavoro. Anche questi racconti però vengono accumunati da una morale ovvero: non importa quale scegli, perchè in qualsiasi lavoro può avvenire un incidente, l'importante è la passione che metti nel svolgerlo.
A me entrambi i volumi mi hanno intrattenuta molto, anche perchè stiamo parlando di autori di grande calibro come Dickens, Conan Doyle, Stoker e molti altri (ho nominato questi perchè sono i miei preferiti).
Inutile dirvi che la veste grafica è meravigliosa perchè chi conosce questa casa editrice sa perfettamente di che pasta è fatta.
Non vi dico di più perchè ogni racconto va vissuto in prima persona, va letto con calma assaporando ogni dettaglio e se mi mettessi a commentare ognuno di essi rischierei di rovinarvi il piacere della sorpresa con le anticipazioni.
Ovviamente li consiglio perchè si trattano di letture semplici, coinvolgenti, a tratti spensierate, ma soprattutto riflessive. Un racconto al giorno può arricchire la vostra mente.

Grazie per aver letto questa recensione.
Alla prossima da:


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