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Benvenuti nel Blog di Smallintrix

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lunedì 1 febbraio 2021

Segnalazione: Burt O.Z. Wilson - Tu Avrai Ragione O Torto? (Racconto)

 Giorno 300 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, oggi vi segnalo l'uscita del nuovo racconto di uno degli autori che più apprezzo e ammiro. 



Titolo: Tu avrai ragione o torto?
Autore: Burt O.Z. Wilson
Casa editrice: Pubblicazione indipendente
Genere: Horror
Anno: 2021

Link d'acquisto:

Sito ufficiale (gratis): Clicca qui

Amazon Kindle: Clicca qui



Trama:

Un racconto horror, la visione di un sogno per i suoi protagonisti e alcune indicazioni sui luoghi senza renderle troppo criptiche. E ancora, cosa può spingere ad una scelta piuttosto che ad un altra? Ragione o torto non ha importanza, essa è forse capire il motivo delle scelte e le loro conseguenze.
In questo breve racconto inserisco il concetto di casualità e alcuni simboli in modo bizzarro - e magari volutamente ostentato - proprio per rendere evidenti certi “indizi” che il nostro personale e minuscolo caos ci presenta così - di tanto in tanto - quasi volesse metterci alla prova, oppure aiutarci, oppure farci sprofondare. A noi la scelta.


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venerdì 29 gennaio 2021

Segnalazione: Damiano Dario Ghiglino - Ragazzo, uomo e Nemo

Giorno 299 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, oggi vi segnalo l'uscita del romanzo di Damiano Dario Ghiglino, un ragazzo davvero talentuoso che riesce a trasformare i suoi sentimenti in parole scritte.



Titolo: Ragazzo, uomo e Nemo
Autore: Damiano Dario Ghiglino
Casa editrice: Independently published
Genere: Narrativa
Anno: 2020

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui

Copertina flessibile: Clicca qui


Trama:

Un ragazzo cammina portando con sé una valigia lungo le strade innevate di una città tedesca. Non sa da dove viene, né dove sta andando. Sa solo che si è lasciato il passato alle spalle perché è gay, è diverso.
Sarà così che Eric intraprenderà un lungo viaggio alla scoperta di sé rivelando, tra incontri inaspettati e interrogativi senza risposta, l’essenza di una vita che è tutte le vite.
Un romanzo cosmopolita, visionario, oscuro ma anche luminoso, sulla ricerca dell’identità attraverso le molteplici tappe dell’esistenza umana.


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lunedì 25 gennaio 2021

Segnalazione: Raffaele Longo - In nome del Piccolo Popolo

Giorno 298 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, oggi vi segnalo una nuova uscita davvero interessante. Ho avuto modo di apprezzare l'autore con il suo romanzo "Le notti dell'Alchimista".



Titolo: In nome del Piccolo Popolo
Autore: Raffaele Longo
Casa editrice: Ali Ribelli Edizioni
Anno: 2021

    Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui

Copertina flessibile: Clicca qui



Trama:

Vi è un luogo, chiamato Reame delle Storie Incantate, che si distende tra i sogni dei bambini e i racconti degli anziani. È la terra del Piccolo Popolo: fate, folletti, gnomi e animali parlanti che popolano le nostre storie. Ebbene, anche questi personaggi finiscono, a volte, per avere delle diatribe tra di loro. Allora, nelle notti di plenilunio, ai piedi della Grande Quercia, si ascoltano i testimoni e si interrogano le parti, difese in giudizio dall'Avvogatto e dall'Avvofata, e solo alle prime luci dell’alba potremo leggere le sentenze dell’illustre Giudice di Pece e scoprire gli esiti del processo.


Grazie per aver prestato attenzione a questa segnalazione.
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martedì 22 dicembre 2020

Anna Faiola - Arriverà anche domani

 Giorno 297 (nel mio blog):

Ben ritrovati cari lettori, con una nuova recensione. Ringrazio Anna Faiola ed Eretica edizioni per avermi dato la possibilità di leggere in anteprima questo titolo.



Titolo: Arriverà anche domani
Autrice: Anna Faiola
Casa editrice: Eretica
Genere: Narrativa
Anno: 2020

Link d'acquisto tramite Amazon:

Copertina flessibile: Clicca qui



Trama:

Chi fa da spalla a Dio nel momento del bisogno? È questa la domanda che si pone Nick quando, per puro caso, trova un'agenda con scritto "aiutami a cambiare il mondo". Dopo vani tentativi di aggiustare cose o persone, Nick parte per la Toscana, dove incontra Beth, una ragazza sorda che suona Mozart, e Mindy, una scrittrice che si finge scomparsa. Tre personaggi del tutto differenti, eppure, inevitabilmente destinati a legarsi. Inizia così, tra le colline senesi, il loro viaggio della speranza. Un viaggio in cui, tra personalità stravaganti e situazioni verosimili, il possibile e l'impossibile si fondono, dando il via a una grande sfida: "salvare" il mondo in nove giorni. Fatto ciò, Dio, riuscirà a riposarsi?

Commento/Recensione personale:

In passato ho avuto modo di apprezzare l'autrice con la sua prima opera intitolata "Ho chiesto rifugio al mondo" (trovate la recensione cliccando QUI) e da quel momento speravo di poter leggere anche altro di suo. 
Quando ho saputo che, da lì a breve, sarebbe uscito il suo nuovo romanzo, non stavo più nella pelle, soprattutto perché la trama mi ha subito attirata.
Le mie aspettative non sono state deluse, anzi, il titolo si è rivelato una grandiosa scoperta.
Partendo dal presupposto che la storia inizia dal punto di vista di Beth, una ragazza sorda che ama la musica e questo, per me, è stata una botta emotiva per la straordinaria capacità dell'autrice di descrivere questa forma di "disabilità", soprattutto perché è riuscita a trasmettere al lettore ogni stato d'animo della protagonista. Ciò che però ho apprezzato è il non cadere nel pietosismo. Non è una storia dove ci si piange addosso, anzi, ci si risolleva più forti di prima, con la consapevolezza che la vita tanto ti toglie e altrettanto ti dà. C'è sempre un motivo per sorridere e non arrendersi ed è il messaggio che traspare durante la lettura dell'intero romanzo.
Oltre a questa tematica però, ne affronta molte altre altrettanto importanti, come la fede in Dio, attraverso il pensiero del secondo protagonista Nick. Quando si prende in considerazione la fede, non è mai facile parlarne per i vari punti di vista che ognuno di noi ha, eppure lei lo fa con una naturalezza e spontaneità che non tutti hanno. Senza offendere, senza aggiungere nulla di blasfemo, semplicemente ti fa riflettere: perché "Dio" permette determinate cose, fino a che punto centra realmente lui? Quanto l'uomo è responsabile di certe azioni "incolpando" Dio? Ma non è finita qui.
Un altro punto che viene trattato con estrema sincerità è la depressione e ciò mi riguarda da vicino, anche se non direttamente. La vivo ogni giorno tramite un'amica che ne soffre e davanti a ciò ci si sente impotenti. Alcuni la prendono con superficialità perché non l'hanno mai provata sulla propria pelle o non hanno vicino a loro persone care che ne soffrono (fortunatamente), ma l'autrice mira a sensibilizzare tantissimo su questo argomento, poiché la depressione è una vera e propria malattia che, in alcuni casi, non la si supera.
Oltre a tutto questo, parla di tantissime altre cose, pone domande esistenziali mai banali e scontate che hanno sempre un insegnamento dietro. Ad ogni domanda cerca di dare una risposta, niente è buttato lì o viene lasciato al caso.
Bellissimo anche il mistero che ha costruito attorno alla terza protagonista, Mindy, una scrittrice che si finge scomparsa. Cercheremo di capire il motivo e i "demoni" interiori contro i quali combatte.
In conclusione mi sento di dire che questo era il romanzo di cui avevo bisogno in questo momento, che mi desse una spinta in questo periodo dove tutto mi sembra spento, anche me stessa.
Mi permetto di concludere dicendo che Anna Faiola è cresciuta tantissimo a livello creativo e ciò spicca in questo titolo.
Se siete tristi o semplicemente se volete una scossa, leggete questo romanzo. Non vi deluderà.

Grazie per aver letto anche questa recensione.
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venerdì 27 novembre 2020

Albert Espinosa - Quello che ti dirò

Giorno 296 (nel mio blog):

Ben ritrovati cari lettori, con una nuova recensione.


Titolo: Quello che ti dirò
Autore: Albert Espinosa
Casa editrice: Salani
Genere: Narrativa/Drammatico
Anno: 2018

Link d'acquisto tramite Amazon:

Kindle: Clicca qui

Copertina rigida: Clicca qui


Trama:

Izan ha quarant'anni ed è sordo. Suo padre si è sempre rifiutato di parlargli nella lingua dei segni e non ha mai voluto accettare la sua disabilità. I due hanno un rapporto difficile: fin da quando Izan era piccolo il padre lo ha trascurato per il suo lavoro: cercare bambini scomparsi. Ma ora è anziano e malato e Izan decide di accompagnarlo in Italia, sul lago di Como, per aiutarlo ad affrontare il suo ultimo caso, quello di Catherina, una tredicenne vittima di abusi. Una volta lì, però, i due scoprono che le cose non sono come sembrano: Catherina è ricoverata in un ospedale psichiatrico e non ha affatto tredici anni. La versione della ragazza non regge e, in più, nessuno sa chi sia veramente e da dove venga. Catherina racconta una storia incredibile, ma la verità non è solo una fredda successione di fatti e Izan dovrà rivedere tutto il suo passato... L'autore di "Braccialetti rossi" torna in libreria con un nuovo romanzo in cui una trama ricca di colpi di scena si combina con la capacità di Espinosa di toccare temi importanti come la malattia, l'eutanasia e il bullismo, di approfondire le emozioni umane e di trasmetterci la voglia di affrontare la vita a viso aperto. Un libro che ci aiuta a combattere la paura di aver paura.

Commento/Recensione personale:

Credo che Albert Espinosa lo conosciate tutti, poiché è divenuto famoso per aver scritto il romanzo "Braccialetti rossi", dal quale hanno tratto la fortunatissima serie, che io amo, su rai 1.
Non ho mai letto nulla di suo e ho voluto iniziare proprio da "Quello che ti dirò", uscito da poco nelle librerie.
La lettura è stata un pugno nello stomaco perché tratta temi molto pesanti: eutanasia, violenza fisica, bullismo, sordità e sequestro minorile. Nonostante si tratti di un romanzo dalla mole contenuta, non è facile da leggerlo tutto d'un fiato, perché mette a dura prova la sensibilità del lettore.
Sono rimasta stupita dalla capacità dell'autore di spiegare e far emozionare il lettore in poche pagine. Ammetto che, nonostante la lettura sia stata molto pesante, l'ho terminato in poche ore perché volevo scoprire il finale della storia e ne sono rimasta sorpresa e sconvolta.
Il colpi di scena non mancano e la verità che si cela dietro la storia della protagonista, Catherina, è tanto inaspettata quanto dolorosa e difficile da mandare giù. 
Credo che l'intento dell'autore sia stato quello di sensibilizzare i lettori verso certe tematiche importanti e crude allo stesso tempo. Sono del parere che ci sia riuscito e abbia usato una chiarezza che non tutti posseggono. Infatti ogni tema trattato viene affrontato senza troppi giri di parole che avrebbero potuto rendere il tutto molto confusionario, ma mira ad arrivare dritto al punto pur rischiando di essere crudo.
Pur essendomi piaciuto tantissimo e pur avendolo letto così velocemente, non so se lo rileggerei perché ha suscitato in me tanta angoscia e tanto dolore.
Certe cose non possiamo comprenderle fino in fondo perché non ci toccano (fortunatamente) in prima persona, ma possiamo conoscere perché la conoscenza abbatte la superficialità e l'ignoranza.
Mi sento di consigliarlo ad un pubblico adulto, dai 25 anni in su, perché la sensibilità del lettore potrebbe essere urtata e ne uscirebbe molto scosso dalla lettura, come è successo a me.
La lettura non deve essere solo piacere, ma anche informazione.

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lunedì 2 novembre 2020

Valerio Onida e Roberto Piumini - Il libro della Costituzione

Giorno 295 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, con una nuova recensione. 


Titolo: Il libro della Costituzione
Autori: Valerio Onida e Roberto Piumini
Casa editrice: Sonda
Genere: Istruzione
Anno: 2019

Link d'acquisto tramite Amazon:

Copertina rigida: Clicca qui


Trama:

Un libro che presenta la Costituzione come una storia avvincente e appassionante. Una lettura emozionante per i ragazzi, uno strumento didattico prezioso per educatori e insegnanti. La prima parte della Costituzione in 12 lingue: albanese, arabo, cinese, ebraico, francese, inglese, portoghese, rumeno, russo, spagnolo, tedesco. La versione in poesia di Roberto Piumini e le illustrazioni di Emanuele Luzzati presentano i valori della Costituzione in 15 parole chiave: dalla Democrazia al Tricolore, passando per i Diritti umani e la Pace. Il costituzionalista Valerio Onida racconta i primi 12 articoli della Costituzione, con i consigli per applicarli nella vita di tutti i giorni. L'attivista per il Movimento degli Italiani senza cittadinanza Elizabeth Arquinigo Pardo testimonia che non importa da dove vieni: italiani si può nascere, ma soprattutto si diventa. Dalla Presentazione del già presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi: «La Costituzione usa parole semplici e belle, che appartengono a tutti noi, per parlare ai suoi cittadini, figli dell'Italia e della più grande Patria europea. Queste parole sono la chiave giusta per aprire la porta dell'educazione alla legalità, al dialogo e al rispetto delle diversità».

Commento/Recensione personale:

Tutti noi conosciamo o dovremmo conoscere la Costituzione italiana perchè e parte fondamentale del nostro vivere quotidiano e, a mio parere è la più bella che ci sia, in tutto il mondo.
Spesso, però, a scuola la insegnano usando libri di testo difficili da comprendere e da memorizzare, ecco perchè quando andavo a scuola io avrei voluto un libro come questo.
All'interno di questo titolo vengono mostrati i primi 12 articoli della Costituzione e spiegati in maniera semplice ma diretta, attraverso parole accompagnate da illustrazioni e colori molto vivaci.
Sono del parere che certi argomenti importanti debbano essere insegnati con più semplicità, senza troppi giri di parole che alla fine risultano incomprensibili.
Sicuramente "Il libro della Costituzione" è indirizzato ai più giovani, ma a mio parere è così ben fatto che potrebbe venir letto anche dai più grandi.
Amo approfondire dei concetti così importanti per la nostra vita e quando trovo dei titoli che sono all'altezza di lasciarmi qualcosa dentro, oltre ad informazioni scritte, rimango soddisfatta.
Imparare dovrebbe essere un piacere e non una pesantezza ed è grazie a libri come questi che non lo diventa.

Grazie per aver letto questa recensione.
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lunedì 26 ottobre 2020

Film: Enola Holmes

Giorno 294 (nel mio blog):

Ben ritrovati, cari lettori, oggi voglio parlarvi di un'uscita recente di Netflix.



Titolo: Enola Holmes
Distribuzione: Netflix
Attori principali: Millie Bobby Brown, Sam Cliflin, Henry Cavill, Helena Bonham Carter
Genere: Investigativo
Anno: 2020


Trama:

Enola Holmes è stata cresciuta in solitaria dalla madre Eudoria in una grande casa di campagna. La donna, una femminista politicamente attiva, l’ha educata in modo non ordinario per una “fanciulla di età vittoriana”: Enola legge moltissimo, sa lottare, gioca a tennis (in casa), dipinge, fa esperimenti di scienze, tira con l’arco, non si veste in modo conforme ai dettami femminili e molto altro. Il giorno del suo sedicesimo compleanno, però, si sveglia e sua madre è scomparsa, costringendo i due figli maggiori Sherlock e Mycroft Holmes, a tornare a casa da Londra per occuparsi della sorella. Mycroft, che tra i due è il più rigido e conservatore, vorrebbe mettere Enola in un collegio per darle un’educazione “corretta”. Sherlock, nel mentre, si mette sulle tracce della genitrice scomparsa. Enola, che non vuole lasciare il suo destino nelle mani dei due, una volta messi insieme i pezzi di una cervellotica caccia al tesoro organizzata dalla madre, parte per Londra.

Commento/Recensione personale:

Partendo dal presupposto che in questo periodo, a causa di miei malesseri, vado alla ricerca di film e serie tv leggere in modo tale da tenermi compagnia e non farmi applicare troppo.
Spinta dai pareri positivissimi di tutti gli spettatori, decido di guardare questo film. Oggi mi chiedo: "Chi me lo ha fatto fare? Sono l'unica, come sempre, che va contro corrente?".
Dirvi che per me è stato un parto è dire poco. La noia che ho provato è indescrivibile perchè, pur essendo durato 2 orette, ne ho percepite 10.
La storia è incentrata sulla figura immaginaria di Enola Holmes, interpretata dal giovane talento Millie Bobby Brown, divenuta famosa per il suo ruolo nella serie tv "Stranger Things". L'attrice è bravina per la sua giovane età e si vede che ha messo tutta la sua passione, il suo impegno e l'amore per la recitazione in questo film. Ricopre il ruolo della sorella di Sherlock, nata dalla penna di Nancy Springer, la quale si è beccata diverse denunce e diffamazioni dalla famiglia Doyle.
A mio modesto parere hanno voluto osare molto, prendendo elementi della meravigliosa serie tv di Sherlock interpretato da Benedict Cumberbatch e altri elementi presi dai film più recenti di Sherlock interpretato da Robert Downey Jr. Questa miscela però è mal riuscita, poichè si viene a creare una confusione di cui non sentivo il bisogno.
Inoltre, sono sempre stata una che ama vedere di protagoniste forti che si fanno valere e non si fanno mettere i piedi in testa da nessuno, ma in questo caso è troppo: la parità dei sessi non esiste, il sesso forte è quello femminile e prevale in ogni cambio di scena e in qualsiasi discorso che si affronta.
Il voler a tutti i costi ostentare la genialità, la mente brillante e le capacità investigative di Enola, a lungo andare risulta monotono, prevedibile e snervante.
Con tutto il bene che posso voler a Henry Cavill (attore che seguo e apprezzo sin dalla serie tv "The Tudors"), ma il suo ruolo esattamente qual è stato? In teoria interpreta Sherlock, ma credo sia quello peggio riuscito di tutte le trasposizioni cinematografiche. Compare e scompare ogni tanto sulla scena e dice sì e no due o tre frasi in croce.
Sam Claflin, altro attore bravissimo, ricopre il ruolo di Mycroft e senza nulla togliere alle brillanti doti attoriali, ma perchè renderlo un maschilista di prima categoria che vuole prendere il controllo sulla vita di Enola? Non serve questo per mettere in risalto la "cazzutaggine" della protagonista. Sono escamotage narrativi triti e ritriti, che a mio parere, risultano inutili e, se non gestiti bene, privi di senso.
Helena Bonham Carter, attrice a dir poco straordinaria (l'ho "conosciuta" nella saga cinematrografica di Harry Potter, ma ha preso parte ad altre pellicole e serie di gran nota") alla quale le hanno dato il compito di apparire e sparire all'improvviso, giusto per far sì che la trama avesse una scusa per durare 2 ore. Infatti da qui parte il viaggio di Enola e le disavventure nelle quali si imbatte.
La scena dove inizia a prendersi a botte con la sua maestra...spiegatemi il senso perfavore perchè non l'ho capito. Inseriamo scazzottamenti e liti giusto per rendere il tutto un po' più movimentato.
Hanno anche inserito la storia d'amore perché, ormai, se non la inserisci non sei nessuno visto che il pubblico più giovane vuole questo. Una storia totalmente buttata lì a caso a fare folla.
Per concludere tutto questo miscuglio di roba, non credo che nel 1923 Londra fosse così pulita e splendente, anzi... Ma non posso pretendere troppo, me ne rendo conto.
Capisco che sia indirizzato ad un pubblico prettamente giovanile, che a molti sia piaciuto anche se non ne comprendo a pieno le ragioni, va bene tutto, ma non osannate un qualcosa che obiettivamente fa acqua da tutte le parti.
Chi ha letto il libro sostiene che non sia così scontato, banale e sfacciatamente rivolto a un giovane pubblico. Inoltre la storia della madre, all'interno del romanzo, passa in secondo piano e non è ciò che dà il via alla trama.
Nel dubbio, senza offesa, vado a leggere Arthur Conan Doyle.

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